Zakharova contro Iatcenko a Chennai: chi chiude i set e chi tiene la rotta
Il Chennai Open apre la sua ultima edizione in questa collocazione del calendario: Vijay Amritraj ha annunciato che dopo quest'anno il torneo si sposterà. In questo clima un po' da festa d'addio, il primo turno mette di fronte Anastasia Zakharova, testa di serie numero 7 e numero 105 del ranking WTA, e Polina Iatcenko, numero 147. Si gioca il 2 novembre alle 7:30 ora di Mosca, a stagione quasi finita. È il momento in cui ogni partita vale anche come risposta a un autunno rimasto a metà.
Zakharova, la tennista che arriva sempre a un passo dal set
Le ultime settimane di Anastasia Zakharova hanno un andamento curioso: giocare bene non le basta per vincere. A Guangzhou, il 27 ottobre, ha avuto palle set nel tie-break del primo parziale contro Magda Linette. Linette ne ha annullate due e poi è andata avanti lei.
A Ningbo, il 21 ottobre, è andata quasi allo stesso modo. Entrata in tabellone da lucky loser, Zakharova ha avuto più occasioni per prendersi il primo set contro Marie Bouzkova, che di set point ne ha cancellati quattro e dopo ha preso il controllo del match. Il risultato finale racconta meno di quanto Zakharova abbia davvero creato in campo.
Anche Pechino, il 3 ottobre, rientra nello stesso schema. Dopo un avvio difficile contro Belinda Bencic, Zakharova si è portata avanti 4-2 nel secondo set. Bencic ha recuperato e ha chiuso al tie-break.
Il ritmo per mettere in difficoltà avversarie esperte c'è. Le manca il passo finale, quello in cui un set ben costruito diventa un set vinto.
Va aggiunta una nota di prudenza. A Guangzhou le qualificazioni si erano fermate contro Teodora Kostovic, e il tabellone principale è arrivato come ripescaggio, non come premio. Non risultano infortuni e il match con Linette si è concluso regolarmente. In panchina c'è sempre Vladimir Zakharov.
Yatsenko e l'arte, ancora incompiuta, di non farsi portare via la partita
L'autunno di Polina Yatsenko è fatto di umori che cambiano. A Samsun, a inizio ottobre, ha messo insieme le vittorie contro Suzan Lamens e Dalma Galfi, prima di fermarsi contro Lucrezia Stefanini. È stato il suo periodo migliore, ma poi non ha avuto un seguito.
A Rovereto, il 12 ottobre, è arrivato il segnale più preoccupante. Yatsenko era partita forte contro Harmony Tan, poi la partita le è scivolata via un po' alla volta, fino a un finale nettamente a senso unico. Non ci sono notizie di problemi fisici: semplicemente, non è riuscita a fermare la frana.
Nelle qualificazioni di Guangzhou, il 24 e 25 ottobre, si è vista l'altra Yatsenko. Contro Alexandra Shubladze ha perso il filo nel secondo set, si è ritrovata e ha vinto il set decisivo. Il turno dopo, però, contro Alevtina Ibragimova lo slancio si è spento.
Da dove nasce la sua fiducia lo ha spiegato lei stessa a settembre. Durante la tournée americana non trovava la direzione giusta con il suo team, poi ha ricostruito l'intesa con l'allenatore Ivan Kobzar: «Ho accettato e mi sono fidata dell'allenatore». Nel duro match dello US Open contro Renata Zarazua l'ha aiutata a togliersi di dosso la paura di perdere e a pensare solo al punto successivo.
Ha anche raccontato che sull'Arthur Ashe l'aveva colpita più la grandezza dello stadio che il pubblico. Dire che patisce le folle sarebbe quindi ingiusto. Non risultano infortuni, ma lei stessa aveva parlato di un lungo blocco di tornei prima della preparazione invernale: un'usura da tenere d'occhio, senza esagerarla.
Cemento lento, aria pesante: vince chi ha pazienza fino in fondo
Sulle condizioni c'è una testimonianza fresca. Panna Udvardy, al sorteggio del 31 ottobre, ha descritto un cemento più lento rispetto ai tornei delle settimane precedenti. Ha aggiunto che gli orari serali aiutano contro il caldo, mentre si attendono umidità e pioggia a tratti.
Su un campo così, forzare il vincente da una posizione neutra rende meno. Conviene costruire, logorare lo scambio, aspettare la palla giusta da attaccare.
Con l'aria umida, anche il recupero tra uno scambio lungo e l'altro può fare la differenza. Sui precedenti tra le due, invece, non c'è niente di documentato che dia un vantaggio all'una o all'altra.
Il cuore del match è nel confronto tra due difetti diversi. Zakharova deve dimostrare di saper chiudere i set: quando servirà per il parziale o avrà una palla set, dovrà continuare a giocare come ha fatto per arrivarci. Yatsenko deve dimostrare di saper tenere la rotta dopo un break subito o un passaggio storto.
Il primo gioco dopo una svolta, da una parte e dall'altra, dirà più di qualsiasi avvio brillante. Confesso che non so quale dei due problemi verrà fuori per primo. Ma se Zakharova arriverà ancora una volta a un passo dal set, stavolta saremo tutti a guardare se riesce a fare quel passo.

Scritto con calma. Votate con calma. Non c'è fretta.










