Il punto debole di Badosa, in questa fase, è proteggere il vantaggio: a Osaka ha vinto il primo set contro Ruzic, poi il servizio è diventato vulnerabile. Ha chiuso con sette doppi falli e appena 17 punti vinti su 42 con la seconda; a Pechino aveva già mancato la chiusura servendo per entrambi i set.
Lee arriva dalle qualificazioni, con due vittorie che danno sostanza alla sua candidatura: contro Vandromme ha rimontato un set, servito nove ace e vinto 49 punti su 67 con la prima; poi ha superato Pridankina senza perdere il servizio. Sul cemento all’aperto il suo bilancio stagionale è 25-11, dopo il 76-19 del 2025.
Per questo la vittoria di Lee a 2,951 ha una quota interessante: può costringere Badosa a confermare il servizio proprio nei game in cui deve consolidare un break. Il cambio di assetto nello staff di Badosa aggiunge incertezza, ma non è il motivo principale della scelta: lo sono i segnali in campo.
Il rischio è netto: se Badosa trova presto la prima, il suo gioco d’attacco e l’esperienza sul circuito possono chiudere la partita prima che emergano i problemi di tenuta. Ha già mostrato di saper reagire contro Kasatkina; il suo miglior tennis resta un ostacolo concreto per Lee.




















