Elena Rybakina - Leylah Annie Fernandez: a Ningbo il servizio della numero 1 sfida la regina delle rimonte
Signori, preparate i popcorn perché la finale del torneo di Ningbo sul cemento promette scintille. Da una parte della rete c'è la campionessa in carica e numero 1 del mondo Elena Rybakina, dall'altra la numero 30 del ranking Leylah Annie Fernandez, reduce da una settimana vissuta pericolosamente.
Elena Rybakina: martello sul primo colpo, ma vietato distrarsi al momento di chiudere
Il percorso recente di Rybakina dopo il trionfo agli US Open somiglia a un giro sulle montagne russe. A Pechino si è inceppata in una pioggia di gratuiti contro Alina Charaeva e poi ha dovuto dare forfait a Wuhan per un problema al piede, un fastidio che non sappiamo ancora se sia sparito del tutto.
Qui a Ningbo, però, ha avuto il lusso di un bye al primo turno e del ritiro rapido di Polina Kudermetova all'esordio. Il vero test è arrivato con Katarzyna Kawa: partenza a razzo, poi un calo di energia al servizio nel secondo set, prima di rimettere il turbo e dominare il set decisivo.
In semifinale contro Diana Shnaider abbiamo visto la solita Rybakina a due facce: devastante nei primi colpi, ma litigiosa con la percentuale di prime e allergica alle chiusure tranquille. Ha perso la battuta proprio mentre serviva per il match, salvo poi riprendersi subito il break e chiudere i conti da vera numero uno, pronta a dare tutto per difendere il titolo e blindare la vetta di fine anno (e magari festeggiare col suo nuovo cucciolo Toby).
Leylah Annie Fernandez: abbonata al terzo set e col servizio sulle montagne russe
Se Rybakina ha risparmiato energie, Leylah Annie Fernandez ha praticamente pagato l'affitto sul campo centrale. Dopo il titolo vinto a Singapore battendo Mirra Andreeva, Maja Chwalinska e Talia Gibson, la tournée cinese le ha presentato il conto al servizio: sia Kamilla Rakhimova a Pechino che Jelena Ostapenko a Wuhan l'hanno punita severamente nei set decisivi.
A Ningbo, però, Fernandez si è trasformata nella specialista delle missioni impossibili, ribaltando un match dopo l'altro. Ha recuperato un set e uno svantaggio nel parziale decisivo contro Elise Mertens, ha vinto una maratona di colpi contro Aliaksandra Sasnovich ed è salita in cattedra in risposta per smontare Ekaterina Alexandrova in tre set.
Anche in semifinale contro Marie Bouzkova ha giocato d'anticipo disegnando angoli strettissimi e cambi in lungolinea, ma il suo servizio ha continuato a ballare in una girandola di break e contro-break. Ha ammesso di aver commesso troppi errori per la tensione, ma intanto si gode un'altra finale sul cemento, la sua superficie preferita per alzare trofei.
Mancine, palle pesanti e quel precedente da brividi: le chiavi della finale
Rybakina lo ha detto chiaro e tondo dopo aver battuto Shnaider: giocare contro le mancine è sempre un grattacapo, soprattutto quando bisogna cambiare direzione durante lo scambio. E indovinate un po'? Fernandez è un'altra mancina, per di più armata di variazioni e angoli che non ti fanno mai colpire ferma.
Il cuore tattico del match è tutto nello scontro tra il servizio e primo colpo di Rybakina e l'aggressività nei game di risposta di Fernandez. Se la numero 1 del mondo non tiene alte le percentuali, Fernandez le salterà addosso proprio come ha fatto con Alexandrova; ma attenzione, perché i turni di battuta di Fernandez sono tutt'altro che blindati e Rybakina non aspetta altro per colpire.
A complicare le cose ci sono le condizioni di Ningbo, con Rybakina che si è già lamentata delle palle molto pesanti. In un contesto così fisico, il serbatoio di Fernandez dopo una settimana di maratone è un bel punto interrogativo rispetto alla freschezza della rivale, mentre il pubblico di Ningbo ha coccolato entrambe senza fare preferenze.
E se pensate che sia un confronto scontato, ripensate al loro incrocio di Stoccarda: Rybakina dovette annullare match point giocando sul filo del rasoio, mentre Fernandez sprecò l'impossibile. Era terra battuta, certo, ma entrambe sanno benissimo che in questa sfida i passaggi a vuoto si pagano a caro prezzo.

Questa finiva negli highlights. Applausi qui sotto.











