Ann Li e Zeynep Sonmez, ottavi a Osaka tra rimonte folli e match point da brivido
Signore e signori, allacciate le cinture perché agli ottavi del torneo WTA di Osaka va in scena una sfida tra due specialiste del brivido. Sul cemento giapponese si giocano un posto nei quarti di finale la testa di serie numero 1 Ann Li, numero 25 del mondo, e Zeynep Sonmez, numero 63 del ranking. Entrambe arrivano da un primo turno vinto in rimonta, quasi avessero un'allergia alle partite tranquille.
Ann Li: dieci match point per fare la storia e un ottobre da protagonista
L'ottobre di Ann Li somiglia a un film d'azione ad alto budget. Dopo aver battuto Belinda Bencic a Pechino, a Wuhan ha firmato l'impresa della carriera contro Aryna Sabalenka, risalendo da un set e un break di svantaggio. Per chiudere le sono serviti dieci match point, l'ultimo trasformato con un dritto vincente lungolinea mentre Sabalenka tirava vincenti da ogni angolo per salvarsi.
Il bello è che Ann Li non ha pagato dazio emotivo, liquidando subito dopo Janice Tjen con grande autorità. La corsa si è fermata solo contro Iga Swiatek: dopo un primo set lottatissimo e pieno di palle break, il ritmo incessante sulle diagonali ha fatto salire i gratuiti di Ann Li. Persino Swiatek, però, le ha fatto i complimenti a fine gara per la qualità del suo tennis.
L'esordio qui a Osaka contro la qualificata Emerson Jones ha confermato che Ann Li ama complicarsi la vita prima di dominare. Perso un primo set tirato, ha ribaltato completamente l'inerzia nel secondo e ha chiuso al set decisivo. Il suo mantra dichiarato è giocare punto su punto, un ottimo antidoto quando il braccio trema al momento di servire per il match.
Zeynep Sonmez: talento a rete, rimonte d'orgoglio e caccia alla continuità
Se Ann Li ha avuto un esordio movimentato, Zeynep Sonmez ha deciso di alzare la posta al primo turno contro Maya Joint. Non si è limitata a perdere il primo parziale, ma è risalita da un set e un break di svantaggio prima di prendersi la vittoria al terzo. Una prova di carattere enorme per una giocatrice che nelle ultime settimane ha alternato grandi lampi a bruschi passaggi a vuoto.
Basti pensare a Pechino, dove è uscita subito a sorpresa contro Maddison Inglis, o a Guadalajara, dove ha travolto Iryna Shymanovich prima di cedere in un match combattuto alla campionessa in carica Iva Jovic. Anche a Wuhan, dopo aver superato le qualificazioni contro Anastasia Zakharova e Sinja Kraus, si è arresa in una battaglia serrata a Yulia Putintseva dopo essere stata in vantaggio.
Il livello però c'è, eccome, e lo aveva già certificato Coco Gauff agli US Open. In quell'occasione Zeynep Sonmez ha rimesso in piedi il secondo set con una serie di volée vincenti, cedendo solo a un turno di battuta interminabile tenuto da Gauff. Con il coach Issam Jellali, il preparatore Mehmet Bayraktar e il nuovo sponsor HDI Sigorta, a Sonmez manca solo la continuità per legare insieme più vittorie di fila.
Topspin pesante contro attacchi a rete: i temi tattici sul cemento di Osaka
Il confronto tattico sul cemento di Osaka oppone due filosofie ben distinte. Ann Li spinge da fondo con un topspin pesante e profondo, un marchio di fabbrica che ha costretto persino Swiatek ad aggiustare il proprio ritmo di colpi. Zeynep Sonmez, invece, ama prendere la rete appena può per chiudere il punto al volo.
La chiave del match starà tutta nella qualità del game di risposta e nella profondità di palla. Se Ann Li tiene lo scambio profondo, per Zeynep Sonmez diventerà complicato venire avanti senza subire il passante. Al contrario, se Sonmez riuscirà ad aggredire in risposta e a forzare i tempi, potrà testare la tenuta di Li, che contro le combinazioni più pulite tende a concedere qualche errore di troppo.
Sul piano fisico non si segnalano infortuni, anche se entrambe hanno nelle gambe i tre set del primo turno. Ann Li ha avuto meno tempo per rifiatare dopo la lunga cavalcata di Wuhan, mentre Zeynep Sonmez ha accumulato chilometri passando dalle qualificazioni cinesi. Chi saprà gestire meglio i passaggi a vuoto e chiudere quando conta si prenderà i quarti di finale.

Un pollice su pesa meno di una racchetta. Dai.










