Cirstea contro Stoiana: la resistenza di una veterana e la fame di una debuttante
Secondo turno a Hong Kong, sul cemento all'aperto. Di fronte ci sono Sorana Cirstea, testa di serie numero 1 e numero 15 del ranking WTA, e Mary Stoiana, numero 114. Sulla carta la distanza è ampia, ma l'interesse sta altrove: una giocatrice esperta che sta ancora cercando di tenere a lungo il proprio livello affronta una ragazza che, partita dopo partita, sta imparando a fidarsi del suo tennis.
Cirstea, la fatica di trattenere ciò che costruisce
L'autunno di Cirstea ha seguito sempre lo stesso schema: lei prende il comando e poi lo perde. A Wuhan, contro Guo Hanyu, ha dominato a lungo e ha avuto match point, ma si è fatta rimontare da un largo vantaggio nel secondo set. A Ningbo, contro Sara Bejlek, ha sprecato set point sul finire del primo parziale e ha perso il tie-break, dopo il quale non ha più ripreso il controllo.
A Tokyo è andata un po' diversamente. Maya Joint l'ha messa sotto pressione fin dall'inizio, soprattutto in risposta alla seconda. Cirstea ha recuperato uno svantaggio pesante nel secondo set e ha trascinato la partita al tie-break, ma non è riuscita a completare la rimonta. Non è mai sparita dal campo, però ogni volta ha dovuto spendere molto per rientrare in partita.
L'esordio a Hong Kong contro Maria Timofeeva è stato il riassunto di queste settimane. Dopo un avvio in comando, Cirstea si è lasciata sfuggire il vantaggio e ha dovuto annullare un set point nel tie-break. Nel secondo set è apparsa svuotata e sempre più fallosa. Anche nel set decisivo è finita subito sotto, poi ha ritrovato stabilità al servizio e ha trovato il break decisivo nel finale.
Lei stessa ha ammesso con onestà che per lunghi tratti Timofeeva aveva giocato meglio. Ha raccontato di aver cercato risorse dentro di sé e di aver capito che nell'ultimo game doveva prendersi il comando. Quella vittoria dice molto sul suo spirito combattivo, ma meno sulla sua fluidità di gioco. Il torneo stesso, nel resoconto della giornata, ha indicato il recupero fisico prima di questo match come una vera preoccupazione.
Cirstea non ha segnalato infortuni e si è detta tranquilla sulla sua condizione generale. Dopo la partita, però, è passata dalla cyclette allo stretching, poi al massaggio e al bagno nel ghiaccio. Ha riassunto così il suo stato: «In questo momento il recupero è la cosa importante». Si tratta di un carico di lavoro da smaltire, non di un problema fisico nuovo.
Sullo sfondo c'è la questione dell'addio. Hong Kong chiude la sua stagione e potrebbe essere il suo ultimo torneo, ma le sue parole più recenti lasciano aperta la porta a un seguito. Sarebbe un azzardo dire se questa incertezza la spinga o la frena. Di certo c'è che ha ringraziato il pubblico, che l'ha sostenuta nel finale, e che si è detta felice di essere tornata qui. A quanto pare, il coinvolgimento emotivo non le manca.
Stoiana, un tennis che va a cercarsi la rete
I progressi di Stoiana hanno una forma riconoscibile: aggressività, voglia di venire avanti e una mano delicata che le offre alternative allo scambio da fondo. Lei si definisce una giocatrice a tutto campo, ama variare e chiudere a rete, e il rovescio in back è uno dei suoi colpi preferiti.
La sua crescita è cominciata a San Paolo, a settembre. Contro Claire Liu ha annullato tre set point consecutivi e ha conquistato la sua prima vittoria nel circuito WTA. Contro Dominika Salkova ha superato con il tocco un primo set teso, poi ha preso il controllo della partita. A Osaka è passata dalle qualificazioni e ha giocato con decisione contro Oleksandra Oliynykova. Contro Moyuka Uchijima ha perso il secondo set e ha saputo rimettersi in piedi, anche grazie alle sue discese a rete.
Il limite è arrivato contro Katerina Siniakova, che l'ha fermata in modo netto. Va però detto che Siniakova ha poi vinto il torneo, giocando in uno stato di grazia che lei stessa ha definito raro. Il progresso di Stoiana è reale, ma non sappiamo ancora se il suo gioco regge contro qualsiasi livello di pressione.
A Hong Kong ha battuto Venus Williams con un tennis lucido, in una situazione emotivamente scomoda. Si è presa subito un vantaggio, ha tenuto il secondo set in equilibrio fino a metà e poi ha allungato, con il pubblico apertamente dalla parte della sua avversaria. Ha spiegato il suo piano senza giri di parole: «Oggi funzionava restare aggressiva». Quando diventava passiva, ha detto, Williams prendeva il comando. Così ha continuato a spingere con i colpi da fondo e con il servizio, e il nervosismo iniziale si è trasformato in entusiasmo.
Bisogna però pesare bene quella vittoria. Williams è arrivata senza slancio in singolare ed è stata incostante, anche nelle scelte. Le semivolée vincenti di Stoiana dicono molto sulla sua fiducia a rete, ma non ancora su come reagirà a una pressione da fondo più pulita e continua.
Dal punto di vista fisico, Stoiana parte avvantaggiata: nessun infortunio segnalato, un esordio molto meno faticoso e giocato un giorno prima. Questo non dimostra che abbia più resistenza se la partita si allungherà, ma le garantisce gambe più fresche all'inizio. Nel suo angolo c'è Fran Vittar, mentre con Cirstea lavora Adrian Cruciat. In un'intervista di settembre, Stoiana aveva raccontato quanto sia stato duro passare dalla vita di squadra del college a un piccolo staff in viaggio, tra solitudine e continui cambi d'albergo. È un dettaglio della sua crescita, non un problema di questi giorni.
Chi deciderà il ritmo dello scambio
Non ci sono precedenti diretti a cui rifarsi, quindi la partita va letta attraverso gli stili. Cirstea cerca di comandare con la potenza, la posizione in campo e i cambi di direzione aggressivi. La domanda principale è se Stoiana riuscirà a spezzare il ritmo prima che Cirstea trovi la cadenza che preferisce. Il back e le discese a rete servono proprio a evitare uno scambio continuo alla velocità della rumena.
Quelle stesse armi, però, possono diventare un rischio. Un attacco su una palla poco profonda lascerebbe Stoiana esposta ai passanti e ai colpi d'attacco di Cirstea. Su un cemento all'aperto che premia chi colpisce per primo, la qualità del colpo d'approccio conterà quanto il coraggio di venire avanti.
Molto si deciderà nei primi colpi di ogni punto. Stoiana ha detto chiaramente che non deve rinchiudersi in un ruolo passivo, e il suo servizio con il colpo successivo dovrà rispecchiare questa intenzione. Cirstea, da parte sua, ha visto a Tokyo cosa succede quando un'avversaria attacca la sua seconda: finisce a rincorrere lo scambio. Chi vince i primi colpi si prende la posizione in campo.
Poi c'è la variabile più difficile da prevedere: la tenuta di Cirstea dopo la fatica contro Timofeeva. Se le gambe reggono, la sua aggressività può trasformarsi in controllo. Se arrivano i cali, potrebbero tornare le scelte affrettate e quelle lunghe fasi di rincorsa che le stanno costando tanto in questo autunno.
Etichettare Cirstea come fragile o, al contrario, imbattibile nei momenti caldi significherebbe ignorare segnali contraddittori. Lo stesso vale per Stoiana: i set point annullati contro Liu e la rimonta su Uchijima parlano di adattabilità, non di una garanzia nei set decisivi. La vera chiave sarà come reagirà ciascuna quando una fase favorevole smetterà di dare frutti facili. Per Cirstea è stato un problema ricorrente, per Stoiana è il prossimo esame.
Anche il pubblico resta un'incognita. Nessuna delle due gioca in casa: Cirstea si è sentita sostenuta, mentre Stoiana ha appena dimostrato di saper giocare con lo stadio tutto per l'avversaria. Il tifo deciderà da che parte stare durante la partita.

Bella partita, bel lettore. Manca solo un tap.










