ATP Masters 1000. ParisATP Masters 1000. ParisI.hard
04.11tra 8 h 29 min
Tomas Martin Etcheverry Tomas Martin Etcheverry
Alex De Minaur Alex De Minaur
tra 8 h 29 min
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Etcheverry ritrova fiducia, De Minaur chiede continuità: a Parigi conta il colpo dopo

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Il secondo turno del Masters 1000 di Parigi, in programma il 4 novembre, mette alla prova due ripartenze diverse. Tomas Martin Etcheverry ha interrotto una serie negativa battendo Rublev; Alex De Minaur, ottava testa di serie e numero 9 ATP, arriva dalla finale di Vienna con fiducia ritrovata e la qualificazione alle ATP Finals ancora da conquistare.

Etcheverry ha ritrovato la calma, ora deve darle seguito

Contro Rublev, Etcheverry ha vinto il primo set, perso il tie-break del secondo e ritrovato lucidità nel tie-break decisivo. La tenuta sotto pressione è il segnale più importante: durante le settimane precedenti, diversi incontri combattuti gli erano sfuggiti proprio nella fase conclusiva.

Il valore della vittoria va comunque misurato anche sulla difficoltà del momento di Rublev. Il numero 31 ATP ha ritrovato il proprio tennis, ma un successo non certifica ancora una continuità che Shanghai, Tokyo e Vienna non avevano mostrato.

La sconfitta con Berrettini a Vienna aveva evidenziato un problema preciso: trasformare le occasioni in controllo contro chi prende subito l’iniziativa. Etcheverry dispone di un servizio pericoloso e solidità da fondo, ma deve proteggere meglio i primi colpi dello scambio quando l’avversario gli toglie tempo.

Dopo Rublev, Etcheverry ha riconosciuto i dubbi prodotti dalla serie negativa e la necessità di ripetere quel livello. Non risultano infortuni segnalati: resta da verificare il recupero dopo un esordio lungo e impegnativo, affrontato alla vigilia di questo incontro.

De Minaur torna ad attaccare, non soltanto a resistere

La finale persa con Alcaraz non cancella la qualità della settimana di Vienna. De Minaur ha continuato a competere contro un avversario capace di imporgli potenza e precisione; il risultato non descrive da solo la resistenza opposta nei game più combattuti.

Il riferimento più significativo resta la vittoria su Zverev, costruita con iniziativa e coraggio. De Minaur ha superato un calo al servizio nel secondo set e ripreso ad attaccare nel decisivo, mantenendo la concentrazione anche tra interruzioni e doppi falli.

L’avvio difficile contro Machac ricorda però che De Minaur può essere spinto indietro da colpi aggressivi e puliti. La sua capacità di correggersi durante la partita è un punto di forza, ma concedere subito campo a Etcheverry significherebbe facilitarne servizio e primo attacco.

Prima di Vienna, De Minaur aveva dichiarato di aver recuperato pienamente sul piano fisico; non sono emersi nuovi infortuni. Il cammino fino alla finale comporta comunque un carico accumulato, compensato in parte dai giorni di recupero e dall’esenzione dal primo turno parigino.

Il punto comincia davvero quando torna il primo attacco

Il cemento al coperto di Parigi aggiunge peso al servizio e alla risposta. Musetti ha descritto il campo come molto rapido e difficile da gestire in risposta: è un’indicazione attuale sulle condizioni, non la garanzia che ogni scambio si risolva in pochi colpi.

Per Etcheverry conta soprattutto la qualità dell’attacco successivo al servizio. De Minaur sa rendere difficile la chiusura del punto e propone traiettorie basse e piatte: il primo colpo aggressivo potrebbe tornare indietro. Il punto, purtroppo, non finisce quando lo decide chi attacca.

La profondità della risposta sarà quindi centrale per De Minaur, soprattutto per impedire a Etcheverry di comandare subito. Dall’altra parte, la verifica sarà sulla seconda di servizio: non basta metterla in campo, occorre evitare che diventi l’invito a prendere posizione dentro il campo.

È come l’esercizio con il cesto di palline in allenamento: eseguire bene anche il colpo successivo, senza ammirare quello appena riuscito. Etcheverry dovrà conservare ordine quando l’attacco non basta; De Minaur dovrà accompagnare la copertura del campo con la stessa intenzione offensiva mostrata contro Zverev.

La gestione delle energie completa il confronto: Etcheverry ha già preso le misure al campo, De Minaur non ha dovuto giocare il primo turno ma arriva da una settimana intensa. Entrambi hanno appena mostrato capacità di reagire alle difficoltà: a distinguere le loro prestazioni saranno la disciplina nei turni di servizio e le scelte nei game sotto pressione.

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Il campo rapido e i 20 ace messi a segno da Etcheverry contro Rublev danno peso alla sua battuta: anche dopo quasi tre ore, può continuare a tenere il servizio e spingere i set verso il 7-5 o il tie-break. De Minaur dovrà guadagnarsi i break, non aspettarli.

Contro i grandi servitori, l’australiano ha già giocato una semifinale di Vienna da 30 game con Zverev e ha portato al tie-break il primo set con Berrettini. La mia scelta è l’over 21,5: a quota 1,809 il margine è interessante, anche perché una partita combattuta non richiede che Etcheverry vinca.

De Minaur resta favorito: è 6-0 sul cemento indoor in stagione e arriva con fiducia dopo Vienna. Ma se Etcheverry si prende un set — uno scenario concreto, non il più probabile — la linea viene superata; anche set stretti possono bastare senza arrivare al terzo.

Il pericolo è la fatica accumulata da Etcheverry, reduce dal tie-break decisivo contro Rublev: se le gambe cedono più del previsto, De Minaur può trovare break più facilmente e chiudere con un 6-4 6-3. Il mercato, ogni tanto, dimentica quanto a lungo possa durare un servizio.

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