Claire Liu contro Katie Boulter a Hong Kong: spettacolo ad alta tensione sul cemento
Secondo turno sul cemento dell'Hong Kong Tennis Open e i popcorn sono già pronti. Da un lato c'è Claire Liu, numero 102 del ranking WTA ed entrata nel tabellone principale grazie al forfait di Jasmine Paolini; dall'altro Katie Boulter, numero 49 del mondo e ottava testa di serie. Entrambe sanno come trasformare una partita normale in un thriller psicologico.
Claire Liu: l'arte di annullare match point e complicarsi la vita
A Hong Kong, Claire Liu ha esordito senza farsi trascinare al set decisivo contro Tatiana Prozorova, una qualificata arrivata molto in forma. È stata una boccata d'ossigeno dopo le montagne russe di Guangzhou. Quando Liu decide di annoiarsi in campo, di solito nevica nel deserto.
Proprio a Guangzhou, contro la sedicenne Sun Xinran, Liu ha prodotto molto gioco offensivo ma anche parecchi gratuiti. Nel secondo parziale ha mancato sei set point in un lunghissimo game di risposta, prima di cedere nettamente nel tie-break contro le difese e i pallonetti della rivale. Creare occasioni le riesce benissimo; chiuderle a chiave è un altro sport.
Eppure, quando vede il baratro, Liu si esalta. Nel turno precedente a Guangzhou aveva rimontato un set a Antonia Ruzic salvando due match point in una maratona, prima di beneficiare del ritiro pre-match di Katerina Siniakova. Un copione già visto a settembre a Barranquilla, dove ha vinto il titolo su Anna Blinkova annullando match point dopo aver dilapidato un vantaggio iniziale, anche se a ottobre a Osaka si era fermata contro Magda Linette dopo le qualificazioni.
Katie Boulter: colpi pesanti, nervi scoperti e batterie in riserva
Katie Boulter, seguita dal coach Michael Joyce, è tornata a respirare aria di alta classifica con la semifinale di Osaka. Lì ha liquidato Viktorija Golubic e ha ribaltato Antonia Ruzic da un set e un break di svantaggio. Un bel cambio di passo rispetto a Wuhan, dove aveva subito la rimonta di Diana Shnaider in una settimana segnata dal lutto per la scomparsa del nonno Brian.
L'esordio di Hong Kong, di nuovo contro Golubic, ha mostrato il meglio e il peggio del suo repertorio. Boulter ha dominato gli scambi infilando anche un gran passante vincente, ma al momento di servire per il match si è bloccata. Un rumore da un campo vicino ha innescato una discussione con il giudice di sedia e le è costato il servizio più volte, prima che riuscisse a tenere la battuta e a chiudere nel tie-break.
A fine gara, Boulter ha elogiato la qualità del suo tennis ma ha ammesso un po' di stanchezza di fine stagione. Nessun infortunio segnalato né per lei né per Liu, e il giorno di riposo tra il primo turno di lunedì e la sfida di mercoledì aiuta. Resta però quella fatica mentale che le accorcia la miccia appena qualcosa disturba il suo ritmo.
Il verdetto del campo: chi comanda il primo colpo e chi regge l'urto
Boulter ama ripetere che tutto dipende da chi prende in mano lo scambio con il primo colpo. A Osaka, però, Katerina Siniakova l'ha fermata in semifinale allungando i palleggi il più possibile e strappandole un interminabile turno di battuta sul finire del secondo set. Per fare lo stesso, Liu dovrà trovare profondità in risposta senza limitarsi a rimettere la palla oltre la rete.
Non aspettatevi una Liu passiva in difesa dietro la linea di fondo. A Guangzhou ha dimostrato di voler cercare il vincente, quindi vedremo una gara a chi strappa per prima il comando delle operazioni. Se la risposta di Liu toglierà tempo a Boulter, i turni di servizio della testa di serie numero 8 diventeranno subito terreno di caccia.
La vera incognita è la gestione dell'imprevisto sul cemento di Hong Kong. Liu sa risorgere dai match point contro ma fatica a concretizzare quando ha il set in pugno; Boulter gioca un gran tennis ma può perdere la bussola per un rumore esterno. Vincerà chi saprà resettare la testa cinque secondi dopo il primo passaggio a vuoto.

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