ATP Masters 1000. ParisATP Masters 1000. ParisI.hard
03.11tra 15 h 54 min
Casper Ruud Casper Ruud
Rafael Jodar Rafael Jodar
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Ruud-Jodar, la rivincita di Shanghai sotto il tetto di Bercy

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Certe partite tornano prima che la memoria abbia avuto il tempo di posarsi. Al secondo turno del Masters 1000 di Parigi, sul cemento al coperto di Bercy, Casper Ruud ritrova Rafael Jodar, testa di serie numero 9 e numero 10 del ranking ATP, che a ottobre lo aveva eliminato ai quarti di Shanghai rimontando un set di svantaggio. Il norvegese, numero 23 del mondo, arriva con un primo turno brillante. Jodar arriva con la corsa alle ATP Finals ancora aperta, e quella corsa si chiude proprio dopo Parigi.

Ruud, il servizio ritrovato e una domanda ancora aperta

Contro Juan Manuel Cerundolo, Ruud ha preso il comando da subito, ha tenuto il servizio senza affanni e non ha mai lasciato all'argentino un appiglio. La stampa norvegese ha notato soprattutto una cosa insolita: il norvegese che segue il servizio a rete e chiude il punto di volo. Il commentatore televisivo Christer Francke ha parlato di una differenza di livello evidente.

Basilea, però, invita alla prudenza. Il 28 ottobre, contro Nuno Borges, Ruud aveva dominato il primo set. Nel secondo ha mancato un'occasione in risposta e ha perso subito il servizio. Nel set decisivo sono stati i doppi falli a costargli il break, e non ha mai avuto una palla per rientrare. Non era un tennis assente: era un buon tennis che si è sciolto strada facendo.

Qualche giorno prima, sempre a Basilea, Ruud aveva mostrato il lato opposto. Contro Dominic Stricker aveva subito un break in avvio e per lunghi tratti non era riuscito a scalfire il servizio dell'avversario. Poi, a fine secondo set, la risposta ha cominciato a mordere, e nel terzo ha preso il controllo presto. Una vittoria di pazienza, anche se ci ha messo parecchio a trovare la presa giusta.

Il segnale più incoraggiante viene da Shanghai. Contro Learner Tien, l'analista Sverre Krogh Sundbø ha detto che Ruud aveva «servito vicino al suo meglio». Il norvegese ha chiuso il tie-break finale con autorità, senza farsi zavorrare dalle occasioni sprecate in risposta. Lui stesso l'ha definita «una delle mie migliori vittorie dell'anno».

Il turno successivo contro Felix Auger-Aliassime, invece, dice poco: il canadese si è ritirato presto per un problema al ginocchio. Sul fronte fisico non risultano infortuni. Dopo la sconfitta con Borges, Francke si era chiesto se Ruud fosse stanco o avesse fretta, ma è rimasta un'impressione, non una diagnosi.

Jodar, l'arte di rimettersi in piedi in fretta

Anche il debutto parigino di Jodar non è stato perfetto, ed è proprio questo a renderlo interessante. Alejandro Tabilo gli ha strappato il servizio presto. Jodar ha risposto subito e si è preso il primo set. Nel secondo il cileno lo ha disturbato di nuovo, soprattutto sulla seconda di servizio, ma il break decisivo è arrivato tardi e l'ha firmato lui.

Il suo livello migliore si è visto a Shanghai contro Daniil Medvedev. Jodar spingeva in profondità al centro del campo e lasciava a Medvedev l'onere di cambiare direzione, poi puniva ogni apertura con un'accelerazione lungolinea. Il servizio lo ha tirato fuori da più di un game complicato. Era un attacco costruito con metodo, non una serie di vincenti tentati a caso.

La finale contro Alejandro Davidovich Fokina ha mostrato l'altra faccia della medaglia. Jodar era partito forte e ha continuato a crearsi occasioni anche dopo essere passato in vantaggio. L'avversario però le ha salvate, ha portato il match al set decisivo ed è sembrato più fresco nel finale. La sua lettura è stata lucida, quasi asciutta: «Sulle palle break ha giocato meglio lui».

Basilea ha ripetuto lo stesso copione. Il 29 ottobre, contro Valentin Vacherot, Jodar ha perso il tie-break del primo set, ha dominato il secondo ed è andato avanti di un break nel decisivo, per poi cedere un altro tie-break. Vacherot ha poi vinto il torneo, e questo dà contesto alla sconfitta. Resta però un vantaggio che si è sciolto come brina al sole. Va ricordato anche che la rinascita di Shanghai era arrivata dopo un'uscita al primo turno a Tokyo.

In palio, stavolta, c'è molto. Jodar è dentro la zona utile per Torino, ma con avversari che lo tallonano, e ogni turno pesa sulla sua prima partecipazione alle Finals. Lui tiene i piedi per terra: «Mi sto divertendo e sono felice di aver preso la prima vittoria». Il padre resta il suo punto fermo e gli ripete di essere umile, di non credersi qualcuno che non è.

La calma, però, non è sempre di casa. A Shanghai Jodar si è preso un'ammonizione per aver preteso con rabbia l'asciugamano da un raccattapalle, un episodio in contrasto con il carattere schivo che gli si attribuisce fuori dal campo. Non risultano infortuni. Il carico di Shanghai si era fatto sentire in finale, ma a Parigi non c'è traccia di problemi.

Shanghai insegna dove gira la partita

Il precedente di ottobre è freschissimo e racconta molto. Ruud ha usato bene il servizio nei momenti delicati e ha strappato il primo set con un break nel finale. Nel secondo Jodar è andato avanti, ma Ruud ha recuperato. Per lunghi tratti si è giocato alle condizioni del norvegese.

Poi la partita ha cambiato padrone. Il dritto di Jodar è diventato sempre più pesante: break a fine secondo set, set chiuso al servizio senza tremare, e nel decisivo ripetute incursioni nei game di battuta di Ruud. Il norvegese ha recuperato un break di svantaggio e ha resistito fino in fondo, tra frustrazione e alti e bassi. Jodar ha ammesso: «Ho dovuto dare il mio miglior livello per vincere».

Per Ruud il servizio non può limitarsi ad aprire scambi neutri: deve preparare il dritto. Le discese a rete viste contro Cerundolo sono una strada concreta per togliere a Jodar il ritmo da fondo che predilige. Altrettanto importante sarà tenere la palla profonda e non farsi spingere metro dopo metro dietro la linea, come contro Medvedev.

Dall'altra parte, la seconda di Jodar merita attenzione: se Ruud riuscirà a rendere combattuti quei punti, lo spagnolo non troverà turni di servizio comodi. E un vantaggio iniziale, in un senso o nell'altro, non chiuderà il discorso. Jodar insegue benissimo, ma le sue ultime sconfitte importanti sono arrivate proprio da posizioni di vantaggio.

Nessuno dei due ha speso molto al primo turno, quindi la stanchezza non dovrebbe incidere. Al coperto, con i servizi che dettano legge in avvio, la domanda è la stessa di Shanghai: chi tiene il controllo quando gli schemi di battuta si incrinano. Confesso di non avere una risposta certa, ed è forse il complimento più sincero che si possa fare a questa partita.

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Tre settimane fa a Shanghai Ruud e Jodar hanno giocato 28 game, con il norvegese avanti nel primo set e lo spagnolo capace di ribaltare l’inerzia. Non sembra un lampo isolato: sei degli ultimi nove match completati di Jodar sono arrivati al terzo set o hanno avuto un tie-break.

Anche Ruud ha superato quota 22 game in quattro degli ultimi sette incontri. I successi di entrambi a Parigi sono stati convincenti, ma contro avversari di livello inferiore; qui il salto è netto, e la sfida al coperto dovrebbe offrire più resistenza che scorciatoie.

Jodar ha rimontato più volte a Shanghai, mentre Ruud ha reagito allo svantaggio contro Stricker a Basilea. Con questi segnali, Over 22,5 a 1,85 mi pare pagato sopra il giusto: la linea lascia spazio a un set decisivo o almeno a un tie-break.

Il pericolo è una giornata in cui uno dei due serva senza concedere appigli: un 6-3 6-4 basterebbe a fermare il conto. Il mercato, ogni tanto, dimentica in fretta quanto sia difficile chiudere una partita quando l’altro torna a farsi sentire.

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