Matteo Berrettini — Kyrian Jacquet: il cannone cerca conferme nella tana del francese a Lione
Dimenticate la terra rossa di primavera: il torneo di Lione trasloca sul cemento al coperto della LDLC Arena e accende subito i riflettori sul primo turno. Matteo Berrettini, numero 43 del mondo, debutta contro il numero 85 Kyrian Jacquet, appena uscito dalle qualificazioni. È lo scontro perfetto tra un servizio devastante che cerca pace interiore e un padrone di casa che ha finalmente deciso di tirare a tutto braccio.
Matteo Berrettini: un servizio blindato, ma vietato parlare di tie-break
L'ultima uscita di Matteo Berrettini a Shanghai contro Brandon Nakashima è stata il classico film ad alta tensione con finale amaro. Il servizio lo ha tenuto a galla mentre i colpi da fondo faticavano a trovare il tempo giusto, ma il dritto lo ha tradito nel tie-break del primo set. Nel finale del secondo parziale, un paio di errori gratuiti e un doppio fallo hanno regalato il break decisivo a Nakashima, con tanto di racchetta fracassata per la frustrazione.
Eppure, appena un turno prima contro Aleksandar Kovacevic, Berrettini aveva mostrato la sua versione migliore. Perso il primo set al tie-break per colpa dei doppi falli, si è rimesso in carreggiata piazzando il break in avvio di set decisivo e chiudendo la pratica con zero palle break concesse in tutto l'incontro. Quando la prima di servizio funziona, nei suoi turni di battuta non si passa nemmeno col permesso scritto.
Il vero rebus resta la tenuta mentale quando le occasioni sfumano, come si è visto a Tokyo. Lì Berrettini ha rimontato un primo set disastroso contro un Alejandro Davidovich Fokina stanco, ma poi è crollato di schianto contro il solido Daniel Vallejo dopo aver sprecato un buon vantaggio nel tie-break iniziale.
Per fortuna, il fisico stavolta non c'entra nulla. Il 10 ottobre Berrettini ha confermato di sentirsi bene sia fisicamente sia nel gioco, lasciandosi l'Asia alle spalle sano e con la voglia di macinare partite. L'obiettivo dichiarato è scalare la classifica per strappare una testa di serie agli Australian Open, oltre a tenersi pronto in ottica Coppa Davis secondo le letture della stampa.
Kyrian Jacquet: la svolta aggressiva del padrone di casa
Kyrian Jacquet non gioca solo nel suo Paese, gioca praticamente nel giardino di casa. Cresciuto tennisticamente in zona, si allena all'All In Country Club a due passi dall'arena e si è guadagnato il tabellone principale sudando nelle qualificazioni, senza l'aiuto di inviti. Ha già testato il campo superando Sascha Gueymard Wayenburg e vincendo il primo set contro Michael Mmoh, prima che l'avversario alzasse bandiera bianca.
Questa settimana arriva sulla scia di un autunno asiatico in cui il ragazzo seguito da coach Stéphane Robert ha cambiato marcia. Come ha raccontato lui stesso, gli mancava solo il coraggio di osare di più, e a Tokyo contro Luciano Darderi lo ha fatto vedere chiaramente. Ha dettato il ritmo dall'inizio alla fine con il servizio e i colpi da fondo, costringendo Darderi sulla difensiva e chiudendo i conti senza tremare quando il secondo set si è fatto tirato.
Certo, non è ancora una macchina perfetta e conviene pesare bene ogni singolo risultato. A Tokyo ha travolto un Holger Rune totalmente fuori fase in 54 minuti, ma poi nei quarti contro Jaume Munar ha sprecato palle break in avvio di entrambi i set, perdendo il controllo dei propri turni di battuta.
Anche la gestione dei momenti caldi per ora è un'altalena. Ad Hangzhou ha annullato set point in un lungo tie-break contro Fabian Marozsan prima di cedere ad Andrey Rublev, mentre nelle qualificazioni di Shanghai contro Rei Sakamoto ha rimontato un set, ma si è visto sfumare un match point nel tie-break decisivo.
Le chiavi del match: scambi prolungati e nervi saldi
Entrambi si presentano al via senza acciacchi fisici, ma con un'agenda recente diversa. Berrettini non gioca una partita ufficiale da Shanghai, mentre Jacquet ha già il ritmo dei campi di Lione nelle gambe, senza aver speso troppo nell'ultimo turno di qualificazione grazie al ritiro di Mmoh.
Dal punto di vista tattico, tutto ruota attorno alla risposta di Jacquet contro il servizio di Berrettini. Se Jacquet riesce a neutralizzare l'attacco immediato di Matteo e a far partire lo scambio, il match si fa interessante, perché contro Nakashima proprio i palleggi prolungati hanno mandato fuori giri i colpi da fondo di Berrettini. Jacquet però non farà il semplice muro: come visto contro Darderi, ha le armi per comandare il gioco da fondo campo e spingere con la propria battuta.
La vera partita a scacchi si giocherà comunque nella testa dei due protagonisti appena sfumerà una palla break. Entrambi hanno dimostrato di saper reagire dopo un primo set perso, come fatto da Berrettini con Kovacevic e da Jacquet con Sakamoto, ma entrambi portano ancora i segni delle occasioni mancate nelle ultime settimane. Sul cemento al coperto di Lione, chi saprà archiviare per primo l'errore sul punto importante si prenderà la scena.

Chiedo poco: un tap e un piccolo «oh».











