Wawrinka contro Landaluce a Lione: il canto del cigno sfida la stanchezza da jet-lag
Dimenticate la vecchia terra rossa primaverile di Lione, perché qui si gioca nella nuova LDLC Arena sul cemento al coperto. Il primo turno del Grand Prix Auvergne-Rhone-Alpes ci regala subito un incrocio ad alta tensione tra la wild card Stan Wawrinka, numero 140 ATP al suo giro d'addio, e il numero 67 Martin Landaluce. Da una parte c'è un veterano che cerca ancora il colpo del ko, dall'altra un giocatore appena sbarcato dalla Cina con le valigie piene di fiducia ma le gambe tutte da verificare.
Wawrinka: spettacolo garantito, ma chi chiude la porta?
Wawrinka non ha perso il vizio di giocare un grande tennis, ha solo smarrito il libretto delle istruzioni su come chiudere i set. In Coppa Davis sul veloce indoor contro Gustavo Heide aveva apparecchiato la tavola tenendo il servizio con autorità e trovando lo spunto in risposta. Poi, a un passo dal traguardo nel game di risposta e avanti di un bel margine nel tie-break del secondo set, ha spento la luce prima di cedere nel set decisivo.
Agli US Open contro Matteo Berrettini il copione era stato simile: un avvio scintillante pieno di occasioni sprecate, seguito da un crollo verticale. Lo stesso Wawrinka ha ammesso con disarmante onestà che quando vinci poche partite diventa sempre più dura trovare la fiducia per chiudere i parziali. La voglia di lottare e di abbracciare il pubblico nel suo ultimo anno nel circuito è intatta, ma tra il creare palle break e il portarsi a casa il match c'è ancora un oceano di esitazioni.
Landaluce: il rilancio di Jinan e il rebus del fuso orario
Martin Landaluce arriva in Francia dopo essersi rimesso in carreggiata al Challenger di Jinan, dove ha ritrovato continuità fino al weekend conclusivo. Questa boccata d'ossigeno serviva come il pane dopo un periodo nero culminato a Shanghai. Lì un potente Jan-Lennard Struff lo aveva preso a pallate, mettendo a nudo tutte le fatiche del numero 67 del mondo contro avversari di livello ATP.
Anche i segnali precedenti invitano alla prudenza: la vittoria in Coppa Davis contro Matías Soto è arrivata a sfida già decisa, mentre agli US Open contro Jacob Fearnley si era impantanato in una maratona interrotta dalla pioggia, crollando subito nella fase decisiva. Landaluce ha dichiarato che giocare fuori dall'Europa lo rende migliore e capitan David Ferrer ha garantito sulla tenuta del gruppo, ma qui c'è un dettaglio logistico enorme. Dopo le fatiche cinesi, il suo reale stato di recupero e l'impatto del viaggio verso Lione restano un gigantesco punto interrogativo.
Le chiavi del match: braccio di ferro al servizio e tenuta mentale
Sul rapido della LDLC Arena il primo vero scontro sarà tra i turni di battuta di Wawrinka e la risposta di Landaluce. Se Stan riesce a comandare con la prima di servizio come fatto a tratti in Davis, potrà testare subito le cicatrici lasciate da Struff sulla difesa di Landaluce. La vera differenza per la wild card, però, la farà la freddezza quando ci sarà da servire per il set, senza farsi venire il braccino sul più bello.
Se invece lo scambio si allunga e la partita diventa una guerra di logoramento, entriamo in territorio inesplorato per entrambi, pur senza infortuni segnalati. Wawrinka ha mostrato cali netti alla distanza, mentre Landaluce deve dimostrare che il ritmo da Challenger basta per reggere l'urto nel circuito maggiore con il fuso orario nelle gambe. Tra l'affetto del pubblico per la stagione d'addio di Stan e la fame di conferme di Martin, vince chi trema di meno quando la palla scotta.

Tie-break per il tuo pollice. Servo io.











