Onclin, una seconda occasione a Bruxelles: Struff misura la tenuta
Agli ottavi dell’European Open di Bruxelles, il 21 ottobre, Gauthier Onclin trova Jan-Lennard Struff grazie a una seconda occasione. Il numero 178 ATP, ripescato direttamente al secondo turno, affronta il numero 58: il punto è quanto saprà proteggere il servizio contro un avversario appena uscito da due tie-break ben gestiti.
Onclin, reagire non basta ancora
Onclin ha ereditato il posto di Alexander Blockx, ritiratosi per un problema alla caviglia. La presenza agli ottavi non nasce quindi da una vittoria nel tabellone principale: arriva dopo una qualificazione che ha mostrato capacità di reazione, ma anche poca continuità.
Contro Harry Wendelken ha messo subito pressione in risposta, salvo perdere il servizio mentre cercava di chiudere il primo set. Dopo aver ceduto l’iniziativa nel secondo, ha cambiato passo nel set decisivo: un buon segnale di recupero, non una prestazione senza sbavature.
La successiva sconfitta con Clément Chidekh ha lasciato più dubbi sulla tenuta al servizio. Onclin ha sofferto all’inizio, poi ha ritrovato competitività e occasioni per allungare la partita, senza sfruttarle prima di perdere il tie-break.
Il successivo successo di Chidekh su Botic van de Zandschulp dà valore alla resistenza incontrata, ma non cancella le difficoltà di Onclin. Anche il debutto di settembre in Coppa Davis contro Jurij Rodionov aveva mostrato ostinazione sui match point, senza tradursi in controllo della partita.
Onclin ha concluso le qualificazioni il 18 ottobre e dispone dunque di un intervallo di recupero più ampio rispetto a Struff. Nelle cronache disponibili non risultano suoi infortuni: il problema alla caviglia riguarda Blockx, non il giocatore che lo ha sostituito.
Struff chiude bene, ma lascia aperti troppi game di risposta
Struff ha superato Marcos Giron il 20 ottobre facendo valere servizio e lucidità nei due tie-break. Il dato utile non è soltanto il passaggio del turno: nei momenti in cui pochi punti decidevano il set, ha eseguito con ordine.
La risposta ha prodotto occasioni, ma non il vantaggio che quelle occasioni consentivano. Struff ha dovuto aspettare i finali di set per separarsi da Giron: contro Onclin, trasformare prima le palle break eviterebbe di lasciare tutto a un margine così stretto.
Le recenti sconfitte contro Daniil Medvedev a Pechino e Shanghai non descrivono una fase di risultati continui. A Shanghai, però, Struff aveva preso il vantaggio iniziale prima di perderlo: il livello per competere c’era, la capacità di mantenerlo fino alla fine meno.
Non risultano problemi fisici nelle cronache di Bruxelles, ma Struff torna in campo il giorno dopo l’esordio. È un recupero più breve, non una prova di stanchezza: l’eventuale calo va osservato, non presunto.
La differenza passa dai turni di battuta ordinati
Il confronto mette il servizio di Struff davanti alla continuità ancora incerta di Onclin. Per il giocatore di casa, la prima verifica riguarda la routine nei game iniziali e la gestione dei punti sulla seconda: il ripescaggio non mette la prima in campo.
Onclin deve cercare la ripetibilità di una serie di servizi, non vivere soltanto di reazioni dopo un passaggio a vuoto. Struff, dall’altra parte, deve rendere concreta la pressione in risposta senza perdere pazienza quando una palla break sfuma.
La superficie è il cemento al coperto, ma non va data per scontata la sua risposta. Alex Michelsen ha segnalato una sensazione diversa per la posa sul legno: è un elemento di adattamento, non una prova della velocità del campo né di un vantaggio automatico per Struff.
Onclin conosce già il campo grazie alle qualificazioni e può contare sul contesto di casa. Resta da vedere se il sostegno lo aiuterà a sciogliersi o aggiungerà pressione, così come non basta l’ultimo incontro per assegnare a Struff una superiorità psicologica stabile.
Le verifiche decisive restano continuità e conversione: Onclin deve tenere il proprio livello più a lungo, Struff deve raccogliere di più nei game di risposta. La capacità del primo di reagire e la precisione recente del secondo nei finali rendono particolarmente importanti le occasioni lasciate per strada.

Se una riga arriva in campo, è valsa la pena.










