David Goffin, l'ultimo ballo a Bruxelles contro il ripescato Remy Bertola
Signori, preparate i fazzoletti ma tenete d'occhio il tabellone. Il primo turno sul cemento indoor dell'European Open di Bruxelles mette in scena l'ultimo torneo della carriera di David Goffin. In tabellone con una wild card da numero 467 del mondo, l'idolo di casa affronta Remy Bertola, numero 219 ATP ed entrato come lucky loser.
David Goffin: il cuore pieno, il tennis chissà
Goffin vuole dare tutto per godersi un ultimo momento con i tifosi, ma le intenzioni non fanno un vincente lungolinea. Il direttore del torneo Dick Norman ha registrato una caccia al biglietto per la festa d'addio, e lo stesso Goffin ha ammesso di volersi lasciare trasportare dall'evento senza avere certezze sul proprio livello di gioco o sulle proprie emozioni.
E fa bene ad avere dubbi, perché le ultime uscite sono state un film dell'orrore sportivo. A Mouilleron-le-Captif, contro il futuro campione del torneo Clément Chidekh, la partita si è trasformata subito in un'autentica demolizione. Anche il precedente rientro a Saint-Tropez contro Mark Lajal si era chiuso con una sconfitta immediata.
C'è poi la questione fisica che ha portato a questo addio. Goffin ha indicato proprio nei problemi al ginocchio uno dei motivi principali del suo ritiro dal tennis professionistico. Quanto quell'articolazione possa reggere oggi negli spostamenti laterali resta un mistero assoluto.
Remy Bertola: il guastafeste ripescato col braccino
Dall'altra parte della rete c'è un giocatore che aveva già le valigie pronte. Bertola è entrato nel tabellone principale grazie al forfait di Holger Rune, trasformando una beffa in una seconda vita sportiva. A Bruxelles ha già assaggiato il campo nelle qualificazioni, mostrando una tenuta agonistica invidiabile ma qualche problema al momento di mettere la firma.
Al primo turno cadetto ha piegato Giovanni Mpetshi Perricard, uno che al servizio tira comodini ma che attraversava un lungo periodo di crisi e sconforto. Bertola ha perso il tie-break del secondo set, ha resettato la testa senza crollare e ha piazzato l'allungo nel set decisivo.
Il capolavoro incompiuto è arrivato nel turno decisivo contro Federico Cinà. Bertola si è costruito un vantaggio iniziale ed è andato a un passo dal chiudere il match, prima di subire la rimonta dell'avversario attraverso due set combattuti e decisi al tie-break. Poco prima del torneo, ai microfoni della RSI, Bertola si lamentava dell'enorme pegioramento delle palline nel tennis moderno: vedremo se quelle di Bruxelles gli daranno finalmente ragione.
Ritmo partita contro emozione: i temi sul cemento di Bruxelles
Il confronto tattico si riduce a un contrasto netto: la ruggine di Goffin contro il rodaggio immediato di Bertola. Goffin deve dimostrare fin dai primi game di risposta di riuscire a colpire pulito e a reggere lo scambio, cancellando l'ombra del crollo con Chidekh.
Bertola ha già nelle gambe due battaglie vere su questo stesso campo. Resta da capire se le ore passate a lottare nei giorni scorsi gli daranno un vantaggio di ritmo o se si trasformeranno in tossine pesanti nel caso la sfida dovesse allungarsi.
La vera chiave psicologica passerà dalla gestione dei momenti di svolta. Il pubblico di casa sarà una variabile emotiva enorme per Goffin, mentre Bertola, libero da pressioni ambientali, dovrà dimostrare di saper chiudere la porta a doppia mandata se dovesse ritrovarsi di nuovo in vantaggio.

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