Tatjana Maria vs Bianca Andreescu: nella finale di Querétaro lo slice sfida la potenza ritrovata
Signore e signori, allacciate le cinture per la finale del WTA di Querétaro. Sulla terra rossa messicana si affrontano la numero 70 del mondo, Tatjana Maria, e la numero 129, Bianca Vanessa Andreescu. Non aspettatevi una passeggiata di salute: qui va in scena lo scontro frontale tra una specialista nel disinnescare il ritmo altrui e un'attaccante che ha ritrovato il gusto di fare male con la racchetta.
Tatjana Maria: l'arte del taglio e il brivido del calo di tensione
Maria arriva a questo appuntamento dopo un ottobre sulle montagne russe: prima il titolo a Templeton dominando il caldo a colpi di slice da entrambi i lati, poi gli stop a Edmond e a Saguenay contro una lanciatissima Reese Brantmeier. A Querétaro è passata dai campi al coperto alla terra all'aperto in altitudine spazzando via Carlota Garibay Romero in un debutto fin troppo morbido.
Il vero vizio della settimana per Maria è stato addormentarsi con la partita in pugno. Contro Martina Colmegna ha dilapidato un vantaggio enorme nel secondo set, non è riuscita a servire per il match e si è salvata solo al tie-break, ammettendo candidamente l'errore di aver rimesso in gioco l'avversaria. Copione simile con Valeriya Strakhova: partenza a razzo, rimonta subita quando il livello si è alzato, e altra fuga vincente al tie-break prima di chiudere con aggressività.
Anche in semifinale contro Fiona Ferro ha dovuto resettare tutto dopo essersi fatta raggiungere, prima di scappare via senza appello nel set decisivo. Eppure Tatjana dice di sentirsi forte mentalmente, viaggia col marito-coach Charles-Edouard e sogna persino di giocare il doppio tra le professioniste con sua figlia: se trova un pizzico di continuità in più, i suoi tagli diventano un rompicapo infernale.
Bianca Andreescu: attacco pesante, rimonte e pace interiore
Dall'altra parte della rete c'è una Bianca Andreescu in piena missione di rilancio. Il titolo sul veloce al coperto di Rovereto non è stato un fuoco di paglia: lì ha piegato avversarie toste come Lucrezia Stefanini, ha superato Antonia Ruzic in rimonta nonostante i crampi nel set decisivo, e in finale ha ribaltato Dominika Salkova dominando il tie-break del primo parziale.
In Messico ha trasferito quella stessa fiducia sulla terra in quota. Dopo aver regolato Katherine Hui adattandosi subito all'aria sottile, ha martellato in risposta contro Diletta Cherubini senza mai innervosirsi sulle palle break sfumate. Nei quarti contro Alicia Herrero Liñana ha poi offerto uno show balistico: prima di servizio definita perfetta da lei stessa, pressione feroce in risposta e scambi comandati dal primo all'ultimo quindici.
Quando la strada si fa in salita, questa Andreescu non deraglia più. In semifinale contro Carole Monnet ha passeggiato nel primo set e poi ha dovuto rimboccarsi le maniche per rimontare nel secondo. Tra meditazione, balli con i raccattapalle che hanno fatto innamorare il pubblico locale e una imminente convocazione in Billie Jean King Cup sulla terra all'aperto, Bianca ha ritrovato il sorriso nei tornei più intimi.
I fattori chiave: la trappola dello slice contro la spinta da fondocampo
Il nodo tattico della finale è tutto nel punto d'impatto. Maria userà le sue traiettorie basse e prive di peso per togliere tempo ad Andreescu, costringendola a generare spinta dal basso senza regalarle palle corte da aggredire. Ma Tatjana non può limitarsi a tenere la palla in campo: come visto contro Colmegna, se diventa passiva contro chi spinge forte, finisce per perdere la bussola.
Per Andreescu tutto passerà dal rendimento della prima di servizio per comandare subito lo scambio, evitando di farsi imbrigliare nelle ragnatele di Maria. Attenzione poi alla gestione del vantaggio: se Maria dovesse partire forte e poi avere uno dei suoi soliti passaggi a vuoto, troverà di fronte una giocatrice che nelle ultime settimane ha trasformato le rimonte nel suo marchio di fabbrica.
Sul piano fisico, nessuna delle due segnala infortuni alla vigilia. Maria ha nelle gambe i tre set della semifinale, mentre Andreescu ha chiuso il suo impegno più tardi nella serata, con i crampi di Rovereto rimasti ormai un lontano ricordo. Sulla terra in altitudine di Querétaro entrambe hanno già preso le misure: vince chi saprà imporre la propria geometria senza staccare la spina sul più bello.

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