Boulter contro Ruzic a Osaka: la calma ritrovata contro l'arte di rimontare
A Osaka il vento ha già detto la sua, e la pioggia pure. Nei quarti di finale del Japan Open, sul cemento, Katie Boulter, testa di serie numero 8 e 58 del mondo, sfida Antonia Ruzic, numero 91. Si gioca il 23 ottobre alle 10:00 ora di Mosca. Da una parte una giocatrice che sta ritrovando il controllo, dall'altra una che vive di rimonte: resta da capire quale delle due storie reggerà più a lungo.
Boulter e la pazienza imparata nel vento
Contro Viktorija Golubic, Katie Boulter ha passato un brutto momento nel primo turno di servizio. Poi, a metà del primo set, ha preso in mano la partita e non l'ha più lasciata. È stata una vittoria rapida, con un tennis che diventava più autorevole man mano che si andava avanti, senza cali e senza esitazioni al momento di chiudere.
La cosa più interessante l'ha detta lei stessa. «Una delle cose più importanti per me è restare paziente nel vento», ha spiegato, ammettendo che certe condizioni di solito la innervosiscono. Stavolta no, e ne è uscita soddisfatta, soprattutto del suo secondo set. Più della fiducia di chi passa il turno, conta questo: ha riconosciuto da dove nasce la sua frustrazione e l'ha tenuta a bada.
Il primo turno contro Himeno Sakatsume era stato meno tranquillo di quanto dica il punteggio. Boulter ha dovuto difendere spesso il servizio, poi la pioggia ha fermato tutto con lei avanti. È tornata in campo il giorno dopo e ha chiuso senza concedere spazio a sorprese. «Non volevo ritrovarmi a giocare un terzo set», ha detto, con il sollievo di chi ha visto le nuvole e preferisce non provocarle.
Le settimane prima, però, invitano alla prudenza. A settembre Linda Noskova l'aveva travolta in avvio, e solo nel secondo set Boulter aveva reagito, resistendo anche a una pressione tardiva sul servizio. A Pechino Karolina Muchova le ha strappato un primo set finito al tie-break e da lì la partita si è fatta a senso unico. A Wuhan, contro Diana Shnaider, dopo un primo set equilibrato sono crollati i suoi turni di battuta.
Osaka racconta quindi un miglioramento vero, ma non ancora una rinascita. Qui Boulter è sembrata molto più a suo agio che contro avversarie capaci di metterla sotto pressione a lungo. In questo torneo c'è anche una piccola trama di casa: dopo l'exploit di Sonay Kartal a Wuhan, Osaka è per Boulter l'occasione di riprendersi il suo posto nelle gerarchie. Che la cosa le pesi, lei non l'ha mai detto.
Ruzic, la ragazza che ricomincia da sotto
La partita che ha cambiato il torneo di Antonia Ruzic è la rimonta su Paula Badosa. Ha perso il primo set, poi ha cominciato a rendere scomodi i turni di servizio della spagnola, si è presa il secondo e ha messo un break di vantaggio in avvio di set decisivo. Badosa ha recuperato più volte, e ogni volta Ruzic ha risposto con altra pressione in risposta, senza lasciarle prendere l'abbrivio.
Il contesto va però ricordato. Badosa giocava la sua prima partita dopo la separazione dal coach Pol Toledo. Il merito della tenacia di Ruzic resta intatto, ma quella non era un'avversaria al massimo della serenità.
Il turno successivo dice poco sul suo livello di gioco. Contro Kayla Day, Ruzic aveva vinto il primo set quando l'americana ha chiesto il fisioterapista per un problema alla schiena e poi si è ritirata. Le è costato poca fatica, ma non ha avuto un'avversaria al completo contro cui misurare intensità, adattamenti tattici e capacità di chiudere.
Il cammino recente, tra Turchia e Italia, somiglia a un cielo di primavera: schiarite e rovesci. Ad Adana ha vinto il primo set contro Leolia Jeanjean e poi si è sciolta, finendo nettamente sotto nel set decisivo. A Samsun non è riuscita a far valere il primo set vinto contro Alicia Dudeney. A Rovereto ha battuto Anna Siskova dopo aver perso e ritrovato il filo più di una volta.
Sempre a Rovereto, contro Bianca Andreescu, si è vista Ruzic al completo. Ha rimontato da una posizione difficile nel set decisivo, ha annullato match point e ha rimesso tutto in parità. Poi ha perso di nuovo il servizio proprio alla fine. Riaprire una partita e portarla a casa, si è visto lì, sono due mestieri diversi.
Ora ha la possibilità di tornare in una semifinale del circuito maggiore dopo l'exploit di inizio stagione. Di infortuni non si parla. Le settimane di tornei e viaggi consecutivi pesano sul calendario, ma nessuno ha visto segni concreti di stanchezza, e il ritiro di Day le ha regalato un po' di respiro.
Il servizio di Boulter sotto assedio, il break da tenere per Ruzic
Il punto chiave è il servizio di Boulter. Contro Golubic, dopo un avvio incerto, ha comandato fino alla fine, mentre a Wuhan è bastato che i suoi turni di battuta diventassero fragili perché la partita le scivolasse via. Ruzic ha appena dimostrato con Badosa di saper martellare in risposta game dopo game. La domanda è cosa farà Boulter quando tenere il servizio smetterà di essere una formalità.
Per Ruzic il problema è opposto: consolidare, non soltanto crearsi occasioni. Nelle ultime settimane le è capitato spesso di costruire un vantaggio e poi doverlo ricostruire da capo. Il game da guardare è quello subito dopo un suo break, perché tenere il vantaggio dirà più del break stesso.
Un primo set combattuto metterebbe alla prova qualcosa che Boulter a Osaka non ha ancora dovuto affrontare. Con Muchova, dopo un tie-break perso, la partita si è sgonfiata in fretta. Non basta per parlare di fragilità mentale, ma è un segnale da tenere d'occhio. Ruzic, invece, ha appena dimostrato di saper restare in partita dopo aver perso il primo set e anche quando si ritrova sotto nel decisivo.
Poi ci sono le condizioni. Il vento ha già complicato il torneo e Boulter ha detto chiaramente che lì si gioca la sua pazienza. Nessuno può garantire che soffi anche nei quarti. Se però dovesse alzarsi di nuovo, il suo equilibrio emotivo peserà quanto un dritto.
Dal punto di vista fisico non c'è un vantaggio evidente. Boulter arriva da una partita breve e senza acciacchi segnalati. Ruzic ha alle spalle molte battaglie lunghe, che dimostrano abitudine alla lotta ma non una resistenza superiore. Lo confesso: non so se prevarrà la calma ritrovata di Boulter o la testardaggine di Ruzic. Molto dipenderà da chi delle due saprà restare padrona dei momenti difficili.

Le partite finiscono, gli appunti restano.









