Harriet Dart vs Janice Tjen a Guangzhou: rimonte d'assalto contro l'arte del controllo
Secondo turno sul cemento del Guangzhou Open e qui si scontrano due filosofie di vita prima ancora che di tennis. Da una parte Harriet Dart, numero 115 del mondo e passata dalle qualificazioni, che ama trasformare i match in romanzi d'avventura. Dall'altra Janice Tjen, testa di serie numero 2 e numero 47 WTA, appena uscita da un primo turno talmente ordinato da sembrare un manuale d'istruzioni.
Harriet Dart: allergica alla tranquillità, maestra nei salvataggi
Se a Harriet Dart offrissero una vittoria comoda, probabilmente la rifiuterebbe per noia. Al primo turno contro Tatiana Prozorova ha vinto il primo parziale, ha perso la bussola nel secondo e ha chiuso nel set decisivo aggredendo in risposta prima di servire per il match. Una battaglia di nervi dove tenere il servizio sembrava un'impresa titanica per entrambe.
Il copione si ripete ormai da settimane. A Pechino aveva passeggiato nelle qualificazioni, salvo poi complicarsi la vita contro Qu Yihan e trovare il break decisivo giusto un attimo prima del tie-break finale. Anche qui a Guangzhou, nelle qualificazioni, ha dovuto rimontare Cheuk Ying Shek prima di concedersi un raro pomeriggio tranquillo contro Mei Yamaguchi.
Quando però l'avversaria alza davvero i giri del motore, i margini di manovra si riducono. Lo si è visto sempre a Pechino contro Iva Jovic, dove un ottimo avvio non è bastato, o nella battaglia persa al tie-break contro Talia Gibson a Osaka. Dart ha già tre partite nelle gambe su questi campi: nessun infortunio segnalato, ma una tendenza cronica a dover riparare col game di risposta i danni combinati con la battuta.
Janice Tjen: solidità in singolare e straordinari in doppio
Janice Tjen ha inaugurato il suo torneo il 27 ottobre con la freddezza di un ragioniere. Contro Polina Kudermetova ha offerto una prova di puro controllo: ottima difesa, risposta precisa, turni di battuta blindati e zero regali. Va detto che Kudermetova ha dato una grossa mano sparacchiando parecchio, quindi il vero test di tenuta sotto pressione a Guangzhou inizia adesso.
Anche perché le ultime settimane in singolare raccontano qualche passaggio a vuoto nei momenti caldi. A Osaka contro Ashlyn Krueger è rimasta agganciata fino a metà di ogni set prima di cedere alla maggiore pulizia dell'avversaria. A Wuhan ha superato Daria Snigur, ma contro Ann Li ha pagato un avvio lento perdendo poi il tie-break del secondo set, un copione simile a quelli visti tra Pechino (vittoria in rimonta su Anhelina Kalinina, poi stop con Shnaider) e Guadalajara contro Sloane Stephens.
Il morale, comunque, viaggia altissimo grazie al doppio. Tjen arriva dal titolo vinto a Osaka con Storm Hunter («Grazie a Storm per una settimana meravigliosa», ha commentato, mentre coach Chris Bint l'ha definita «una settimana divertente») e a Guangzhou difende il trofeo in coppia con Venus Williams, con cui ha già passato il primo turno. Fisicamente sta bene, ma tra i match-tiebreak della settimana scorsa e il doppio impegno attuale, il suo contachilometri segna parecchia strada.
La chiave del match: turni di servizio contro pressione in risposta
Il nodo tattico sul cemento di Guangzhou è chiarissimo e non ha bisogno di precedenti storici per accendersi. Dart vive di fiammate nei game di risposta per rimediare ai suoi cali di tensione; Tjen viene da una partita in cui sulla propria battuta non ha concesso nemmeno le briciole. Se Dart vuole evitare di rincorrere sempre il punteggio, dovrà proteggere i propri turni di servizio con molta più cura di quanta ne abbia messa contro Prozorova.
Nello scambio da fondo, la parola d'ordine sarà disciplina. Tjen ha dimostrato di saper tenere la palla in campo e difendersi con ordine, aspettando che sia l'altra a perdere la pazienza. Dart dovrà quindi spingere e logorare lo scambio senza però regalare punti gratuiti, un equilibrio tutt'altro che banale da mantenere.
Infine c'è il fattore recupero e gestione dei momenti critici. Dart ha chiuso il suo primo turno con un giorno d'anticipo il 26 ottobre ed è abituata alle maratone, mentre Tjen ha faticato pochissimo ieri ma si porta dietro le fatiche del doppio. Quando l'inerzia della partita inizierà a oscillare, vedremo se prevarrà l'istinto di sopravvivenza di Dart o il tennis pulito della numero 47 del mondo.

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