Timofeeva contro Kostovic: il talento di Porto e la qualificata con i campi già nelle gambe
Il primo turno del torneo WTA di Guangzhou, sul cemento, mette di fronte due giocatrici che arrivano da strade diverse. Maria Timofeeva, numero 70 del mondo, porta con sé un titolo a Porto e un pomeriggio di grande tennis a Pechino. Teodora Kostovic, numero 144, ha passato le qualificazioni proprio qui e ha già preso le misure ai campi. L'interesse sta tutto in questa domanda: pesa di più il livello mostrato a inizio ottobre o la freschezza di chi è in campo da giorni?
Timofeeva, la pazienza imparata a Porto
La finale di Porto contro Reese Brantmeier ha raccontato molto del carattere di Timofeeva. Più volte è arrivata a un passo dal chiudere il primo set senza riuscirci, si è trovata al tie-break e ha persino rischiato di perderlo. Ha tenuto duro, poi ha alzato il livello e ha preso il comando della partita nei game di risposta.
È stata lei stessa a dare la chiave di quella settimana: «Sono davvero contenta di come ho migliorato il mio livello partita dopo partita». Ha ammesso che il primo set era stato duro, nelle gambe e nella testa, e si è detta soddisfatta di essersi semplificata il seguito. Un titolo conquistato a fatica dice spesso di più di uno arrivato in carrozza.
Poi c'è Pechino, il 2 ottobre, contro Naomi Osaka. Timofeeva ha rimontato un set e un break di svantaggio grazie al rovescio lungolinea, ai back bassi e ai continui cambi di ritmo. Osaka ha dovuto tirare fuori il suo miglior tennis e a fine partita le ha reso omaggio: «Sono sicura che la rivedremo, con il livello che ha mostrato oggi».
Quella partita ha però mostrato anche una crepa. In apertura del set decisivo Timofeeva non ha sfruttato una palla break, e subito dopo è arrivato un turno di servizio distratto che ha lanciato Osaka. Si è ricomposta nel finale senza crollare, ma il prezzo di un'occasione mancata è stato evidente. Resta un dubbio onesto: quel livello è di tre settimane fa, e non sappiamo se sia arrivato intatto fino a Guangzhou.
Kostovic, che si rialza anche con il servizio che balla
La notizia più fresca su Kostovic viene dalle qualificazioni di Guangzhou, il 25 ottobre, contro Anastasia Zakharova. Aveva un break di vantaggio nel primo set e se l'è visto sfumare, ma invece di innervosirsi si è presa il finale del parziale. Nel secondo set ha aumentato la pressione in risposta e ha chiuso con calma.
C'è però un neo che ritorna: i doppi falli. Le cronache hanno lodato la sua lucidità nei momenti importanti, ma anche la frequenza degli errori al servizio. Il quadro è quello di una giocatrice che tiene in mano la partita nonostante il servizio, non grazie al servizio.
Le settimane precedenti alternano luci e ombre. Ad Ankara, in semifinale contro Polina Iatcenko, è rimasta tranquilla dopo un set point mancato. Dopo un'interruzione per un problema fisico dell'avversaria è finita sotto, ma ha recuperato subito il break e ha chiuso con una risposta aggressiva. In finale contro Berfu Cengiz è partita forte e si è rimessa in scia più volte, ma ha ceduto di nuovo il servizio nel momento decisivo.
Ad Adana ha dovuto rimontare un primo set a Dalma Galfi, passare da un tie-break e reggere un set decisivo lungo. A Rovereto, contro Martyna Kubka, non è mai riuscita a prendere l'iniziativa contro un servizio che non si lasciava scalfire. È una giocatrice in crescita, reduce dai primi quarti di finale nel circuito maggiore a San Paolo, ma la sua stagione ha ancora le nuvole che vanno e vengono.
Le variazioni di Timofeeva contro la seconda di Kostovic
Chi cerca indicazioni nei precedenti dovrà guardare altrove: questa partita si legge attraverso le armi delle due. Timofeeva ha la varietà: altezze diverse, back che restano bassi, tocco a rete. È il tipo di tennis che mette alla prova chi ha bisogno di colpire sempre allo stesso ritmo, e la domanda è se Kostovic saprà restare aggressiva quando gli scambi smetteranno di essere ripetitivi.
Il secondo snodo è la seconda di servizio di Kostovic. Non conta tanto la prima, quanto la tenuta dei suoi turni di battuta quando la prima non chiude il punto. Se Timofeeva troverà la risposta giusta sulle seconde, i doppi falli visti in qualificazione potrebbero diventare un problema serio.
Il terzo tema è psicologico, ed è quasi un gioco di specchi. Kostovic ha dimostrato di sapersi rimettere in carreggiata dopo un vantaggio perso. Timofeeva, a Pechino, ha pagato caro il game subito dopo un'occasione sfumata. I momenti che seguono una palla break non sfruttata potrebbero dire molto di come andrà a finire.
Sul piano fisico non risultano infortuni per nessuna delle due. Kostovic ha il vantaggio di conoscere già i campi, ma anche il peso di partite giocate in giorni consecutivi: se questo sia ritmo o fatica, lo dirà solo il campo. Timofeeva ha invece archiviato la storia dell'orologio sparito a Pechino, chiarita con tanto di scuse e ringraziamenti agli organizzatori, e non ci sono motivi per pensarla distratta.
In sintesi, Timofeeva ha mostrato il tetto più alto, Kostovic porta la prontezza più fresca. Nessuna delle due può vantare una superiorità netta per resistenza, testa o tattica. Si parte alle 6 di mattina, ora di Mosca, del 26 ottobre.

Il campo decide la partita. Voi decidete l'umore.









