Hontama contro Kulambayeva: il controllo sfida il disordine sotto il cielo di Chennai
A Chennai il cielo ha già detto la sua. Il 2 novembre la pioggia ha cancellato la prima giornata del tabellone principale e gli organizzatori hanno dovuto riscrivere il programma. Ora si gioca il secondo turno sul cemento all'aperto e c'è in palio un posto nei quarti. Di fronte ci sono Mai Hontama, n. 160 del mondo, e Zhibek Kulambayeva, n. 473, arrivata dalle qualificazioni. Una sta cercando di tenere in mano le partite, l'altra in queste giornate ha imparato a starci dentro anche quando vanno in pezzi.
Hontama e la pazienza ritrovata dopo Osaka
La notizia migliore per Hontama è il modo in cui ha vinto il primo turno. Contro Mananchaya Sawangkaew il primo set è stato tirato, poi lei ha preso il largo invece di lasciarsi trascinare in un'altra lunga battaglia. Anche la WTA, nel commento al match, ha messo l'accento proprio su quel distacco.
Il ricordo da cui viene è quello di Osaka, il 19 ottobre, contro Viktorija Golubic. Hontama era partita avanti, poi lo slice e le variazioni della svizzera le hanno tolto i riferimenti. Quando Golubic ha preso le misure, l'iniziativa non è più tornata dalla sua parte e la partita le è scivolata via.
Dopo quella sconfitta Hontama ha parlato con una franchezza rara. «La mia avversaria si è abituata al mio gioco», ha detto, e ha ammesso di essere diventata impaziente quando le sue soluzioni hanno smesso di funzionare. È il racconto sincero di una brutta giornata, non il ritratto di una giocatrice fragile.
Nelle qualificazioni di Tokyo si sono viste le due facce. Contro Oleksandra Oliynykova è arrivato un segnale incoraggiante, poi la corsa si è fermata contro Maya Joint. Il periodo è stato a singhiozzo, senza una vera striscia positiva: Chennai, per ora, è un passo avanti nell'esecuzione e non la conferma di un momento d'oro.
Più avanti nel mese la aspetta il playoff di Billie Jean King Cup, per il quale è stata convocata. Ai Sugiyama lascerà la guida della squadra dopo quella sfida e ha definito il finale di stagione «mentalmente e fisicamente duro». È un pezzo di contesto, niente di più: nulla dice che Hontama abbia la testa altrove.
Kulambayeva, a suo agio nella tempesta
Lo slancio di Kulambayeva è reale, ma nasce più dalla tenacia che dal dominio. Nell'ultimo turno di qualificazione contro Mei Yamaguchi ha perso il primo set ed è risalita fino al tie-break del set decisivo. È stata una partita lunga e combattuta, in cui non ha mai avuto davvero il comando delle operazioni.
Poi il sorteggio le ha giocato un piccolo scherzo e le ha rimesso davanti Yamaguchi, ripescata come lucky loser, con tutto quello che aveva imparato due giorni prima. Kulambayeva ha vinto di nuovo, stavolta senza bisogno del terzo set. La WTA ha sottolineato proprio la stranezza di quel doppio incrocio.
I resoconti però raccontano un servizio tutt'altro che solido. Kulambayeva ha costruito un ampio vantaggio nel primo set grazie alla risposta, poi, mentre serviva per il set, ha lasciato rientrare Yamaguchi prima di chiudere. Il secondo set è stato una lunga serie di break e controbreak, e lei l'ha attraversata meglio dell'avversaria senza mai trovare game di servizio affidabili.
La differenza che conta è tutta qui. A Chennai Kulambayeva ha dimostrato di saper competere nel disordine. Non ha ancora dimostrato di saperlo evitare.
Il ritmo partita le arriva anche dal doppio. A Guangzhou, in coppia con Isabelle Haverlag, ha rimontato un avvio storto contro Maria Kozyreva e Maia Lumsden e ha vinto un finale teso. In semifinale è andata molto peggio: le cronache hanno lodato l'intesa delle avversarie e la difficoltà delle due a entrare in partita.
Quel torneo le ha comunque regalato un traguardo di carriera in doppio, e la sua settimana indiana si inserisce in un momento di crescita. Che tutto questo le dia fiducia è plausibile, ma lei non ne ha parlato. E buona parte delle certezze accumulate qui vengono dall'aver risolto due volte lo stesso rebus, quello di Yamaguchi.
Chi tiene il timone quando saltano i servizi
La chiave tattica sta nei game di servizio di Kulambayeva. La sua risposta mette pressione, il suo servizio concede spiragli. Hontama deve trasformare quei momenti in un controllo duraturo, senza farsi risucchiare in un'altra altalena di break che è proprio il terreno su cui la sua avversaria si trova bene.
Osaka ha mostrato che le variazioni di ritmo e lo slice possono inceppare Hontama quando fatica ad adattarsi. Niente però dice che Kulambayeva sappia riprodurre il gioco di Golubic. Allo stesso modo, quello che ha funzionato contro Yamaguchi non è detto che funzioni contro un'avversaria diversa.
Non c'è nemmeno una rivalità alle spalle che possa fare da bussola. I tanti doppi giocati da Kulambayeva, poi, non vanno trasformati per forza in un vantaggio a rete: nessun resoconto la descrive mentre usa le discese o le volée come arma decisiva in singolare.
Sul piano fisico non sono segnalati infortuni per nessuna delle due. Kulambayeva però ha nelle gambe una qualificazione lunga, un primo turno movimentato e un calendario compresso, con il doppio di Guangzhou finito a ridosso delle qualificazioni. Quanto pesi davvero tutto questo, nessuno può dirlo con certezza.
Il discorso sulla freschezza vale anche per l'altra metà del campo. A Chennai Hontama gioca il doppio con Moyuka Uchijima, Kulambayeva con Gabriella Da Silva Fick, quindi nessuna delle due si gode un programma da sola singolarista. C'è poi il meteo, che ha già fatto saltare una giornata e potrebbe tornare a scombinare preparazione e recupero, mentre sulla velocità del campo non emerge nulla che favorisca l'una o l'altra.
Resta un confronto tra due modi di stare in partita. Hontama arriva con un controllo appena ritrovato dopo un set iniziale difficile, Kulambayeva con l'abitudine di sopravvivere anche nelle giornate più confuse. Il dubbio vero è uno solo: se la partita prenderà la piega ordinata che cerca Hontama o quella burrascosa in cui Kulambayeva ha già dimostrato di sapersi muovere.

Certe volte sbaglio. Oggi mi pare di no.










