Zakharova contro Adkar a Chennai: chi regge meglio l'umidità e i vantaggi
Il secondo turno del WTA 250 di Chennai mette di fronte due giocatrici reduci da una vittoria ottenuta in rimonta, ciascuna a modo suo. Anastasia Zakharova, testa di serie numero 7 e numero 107 del ranking, sfida Vaishnavi Adkar, wild card e numero 344, che gioca davanti al proprio pubblico. Si comincia il 5 novembre alle 15:30 ora di Mosca, sul cemento all'aperto di una città dove l'aria umida pesa sulle palline quanto sulle gambe.
Zakharova e il vizio dei vantaggi che scappano
Contro Polina Iatcenko, Zakharova aveva costruito un comodo vantaggio nel primo set e si era procurata una palla set, poi il margine si è sciolto come neve al sole. Ha saputo ripartire: ha preso in mano il tie-break e nel secondo set ha concesso pochissimo, chiudendo 2-0. La notizia buona, insomma, non è una partita perfetta ma la capacità di rimettersi in carreggiata.
Il guaio è che questa trasferta asiatica le ha lasciato in tasca parecchi vantaggi evaporati. A Ningbo era avanti nettamente nel primo set contro Marie Bouzkova, ha avuto le occasioni per chiuderlo e non le ha sfruttate; Bouzkova, che arrivava da una stagione con un titolo in bacheca, è scappata via. A Pechino Belinda Bencic ha ribaltato un 4-2 a suo sfavore nel secondo set.
A Guangzhou, contro Magda Linette, il primo set era arrivato al tie-break: segno che Zakharova non si è fatta travolgere, ma non che il suo tennis si sia davvero assestato. Tra Ningbo e Guangzhou, entrambe raggiunte come lucky loser dopo le qualificazioni, di partite ne ha giocate parecchie. È ritmo agonistico, più che slancio vero e proprio.
Sul piano fisico non sono stati segnalati problemi e il match d'esordio è filato via regolare, anzi più sciolto verso la fine. Quanto alla testa, di parole sue non ce ne sono: c'è solo quel finale più autorevole, che può essere l'inizio di qualcosa o una schiarita passeggera. Onestamente, è presto per dirlo.
Adkar, il dritto carico e la pazienza appena imparata
L'arma di Adkar è un dritto con tanto topspin, un colpo che lei definisce naturale e che il suo staff ha rifinito con cura. Il rimbalzo alto e carico costringe l'avversaria a colpire sopra la spalla e la spinge dietro la linea di fondo. La novità di queste settimane, però, sta più nel giudizio che nel braccio.
Nel primo turno contro Jodie Burrage la stampa locale ha notato una giocatrice più paziente: costruisce lo scambio e aspetta la palla giusta, invece di voler chiudere ogni punto. Le sue risposte di dritto hanno acceso il pubblico, ma qualche campo aperto sprecato le ha strappato smorfie di frustrazione. Progresso tattico vero, con qualche sbavatura ancora da limare.
Quella partita racconta bene il personaggio. Adkar ha ammesso di essere entrata in campo nervosa ed è cresciuta quando ha smesso di difendersi dall'occasione e ha cominciato a tirare con convinzione. Un lungo game di servizio, tenuto sotto pressione all'inizio del secondo set, le ha dato la spinta; nel set decisivo ha poi perso una posizione favorevole, prima di rientrare quando Burrage serviva per il match.
Lei stessa ha spiegato il calo: energia in discesa, fatica negli scambi lunghi, colpi sempre più corti che hanno regalato l'iniziativa all'avversaria. Va detto anche che Burrage tornava nel tabellone principale WTA dopo una lunga assenza e ha sofferto parecchio il caldo umido, con controlli medici e trattamenti per rinfrescarsi. Il merito della rimonta resta, ma l'avversaria non era al pieno delle forze.
Ottobre le ha lasciato segnali in entrambe le direzioni. Nella finale del W35 di Monastir ha messo subito sotto pressione il servizio di Milovanovic e ha tenuto il secondo set aperto fino alle battute finali, lasciando per strada alcune occasioni in risposta. Nel torneo successivo ha rimontato Shkutova e Kumru, ma contro Milovanovic è arrivata stanca dopo una serie fitta di partite dure e si è spenta presto.
Il morale è in salita, ma con le sue sfumature. Prima del torneo diceva «mi sento in forma, mi sento fiduciosa»; dopo l'esordio ha confessato di essere arrivata con pressione e dubbi, aggrappandosi a un motto: «sono la guerriera più tosta là fuori». Accanto a lei lavorano Maria Gaidano, arrivata da poche settimane e presente in Tunisia, e M. Balachandran, nell'ambiente della Rohan Bopanna Tennis Academy, che cura anche l'aspetto mentale.
Balachandran vede una giocatrice che sceglie meglio i colpi e difende meglio. Gaidano insiste sulla «zona grigia» tra difesa e attacco, dove Adkar ogni tanto cerca la soluzione troppo presto. Tra i cantieri aperti ci sono gambe, velocità e resistenza, senza forzare i carichi; e nel frattempo c'è anche il doppio con Rutuja Bhosale, un impegno in più.
Una partita che si decide nel momento dopo il vantaggio
Più che ai precedenti, conviene guardare alle abitudini. Zakharova arriva con una domanda precisa: che cosa fa nei game subito dopo aver preso il controllo? A Chennai ha saputo resettarsi dopo un passaggio a vuoto, a Ningbo e a Pechino no. La partenza conta meno della capacità di consolidare.
Per Adkar il nodo è la profondità. Il suo dritto morde finché mantiene penetrazione e tiene l'avversaria scomoda; quando la stanchezza accorcia i colpi, chi sta dall'altra parte della rete può prendersi l'iniziativa, come ha fatto Burrage. La sua partita si misura sulla qualità degli scambi ripetuti, sugli spostamenti e sul recupero tra uno sforzo e l'altro, non sui singoli dritti spettacolari.
Poi ci sono le condizioni. Adkar ha raccontato che nell'umidità di Chennai le palline diventano pesanti e gonfie, e che è più difficile continuare a spingere con il servizio. La sua risposta è stata tenere la palla in campo con uno scopo, senza regalare punti facili: un piano sensato, che però chiede gambe fresche a una giocatrice che arriva da un esordio faticoso.
Il pubblico sarà tutto per lei, e il calore della tribuna può dare energia quanto aggiungere peso a una pressione che Adkar stessa ha ammesso. Da una parte c'è una tenuta dei vantaggi ancora da ritrovare, dall'altra una tenuta fisica ancora da dimostrare. Chi saprà restare lucida più a lungo nell'aria densa di Chennai avrà in mano il secondo turno.

Le parole invecchiano. L'abitudine al like no.










