Lorenzo Musetti contro Luca Van Assche a Parigi: il secondo atto dopo la battaglia di Lione
Al terzo turno del Masters 1000 di Parigi va in scena una rivincita immediata sul cemento al coperto. Lorenzo Musetti, numero 24 del mondo, ritrova il numero 47 Luca Van Assche appena pochi giorni dopo la loro sfida di ottobre a Lione. Per Van Assche c'è in palio il primo quarto di finale in un Masters, mentre Musetti cerca continuità per recuperare il terreno perso in una stagione frammentata.
Musetti: variazioni, blocco in risposta e il gusto della passione
A Parigi, Lorenzo Musetti ha messo insieme servizio, scelte d'attacco e freddezza tanto da dirsi sorpreso dal livello prodotto contro Alexander Zverev. Nel tie-break d'apertura contro Zverev era parecchio indietro, ma ha ribaltato l'inerzia senza forzare colpi impossibili, prima di prendere il comando degli scambi. Già all'esordio con Hubert Hurkacz aveva mostrato un adattamento prezioso: risposta bloccata vicino alla riga di fondo e set point annullati nel tie-break conclusivo.
Questa rinascita nasce dal titolo di Lione, dove ha salvato match point con Flavio Cobolli e lo stesso Van Assche prima di dominare Taylor Fritz in finale. A fianco dello storico coach Simone Tartarini c'è ora Gianluca Mager, aggiunto prima di Lione per portare calma e l'occhio di un giocatore fino a poco tempo fa in attività. Musetti racconta di aver ritrovato il divertimento in campo dopo un'annata interrotta dai problemi fisici.
L'unico campanello d'allarme recente resta la sconfitta di Vienna contro Arthur Fery, arrivata nonostante un buon esordio contro Frances Tiafoe. Contro Fery, Musetti era avanti di un break nel set decisivo prima di subire la rimonta e le frequenti discese a rete dell'avversario. Quel passaggio a vuoto ricorda che prendere il controllo dello scambio non ha sempre significato mantenerlo fino all'ultimo punto.
Van Assche: palle break salvate, tifo di casa e calcoli universitari
Luca Van Assche si è presentato a Parigi al meglio della condizione fisica grazie a un'intera settimana di allenamento, ben diversa dalla preparazione affrettata di Vienna dopo il viaggio da Lione. Al secondo turno ha superato Learner Tien salvando nove palle break in un avvio delicatissimo al servizio. Ha poi dominato il primo tie-break e chiuso l'incontro con un lunghissimo scambio sul match point che gli è valso una standing ovation.
Anche all'esordio contro Mariano Navone, l'allievo di Sébastien Villette e Maxime Teixeira aveva messo in mostra prime di servizio efficaci, risposte aggressive e una difesa instancabile. Non è un giocatore che si limita a rimettere la palla in campo: a Parigi ha unito tenuta atletica e colpi d'attacco spettacolari nei momenti di pressione. A Vienna si era spento presto dopo aver mancato palle break, ma qui l'intensità è rimasta alta dall'inizio alla fine.
Giocare nel torneo che seguiva da bambino dagli spalti gli dà una spinta speciale, come pure i progressi di Arthur Fils che vive come uno stimolo. Fuori dal campo, Van Assche porta avanti gli studi universitari in matematica e informatica per staccare la testa dal circuito. Per questo terzo turno non ha esami in calendario: solo un piano di riposo e trattamenti dopo la fatica accumulata contro Tien.
La chiave del match: il precedente di Lione e il rimbalzo basso di Parigi
Il precedente di ottobre sul campo al coperto di Lione dice che nessuno dei due riesce facilmente a scappare via nel punteggio. In quell'occasione comandarono i servizi e i tie-break sul filo, con Van Assche capace di annullare un match point e di portarsi avanti di un break nel set decisivo. Musetti però reagì subito al break subito e creò lo strappo decisivo nel finale di una battaglia fisica durissima.
Van Assche ha accolto con favore la rivincita immediata, spiegando che affrontare chi lo ha appena battuto gli offre indicazioni chiare su cosa ha funzionato, pur sperando di non dover fare un'altra maratona. Dal canto suo, Musetti ha notato che il campo principale di Parigi è rapido e dal rimbalzo basso, condizioni in cui il servizio lo sta aiutando molto. Contro Zverev ha evitato il braccio di ferro sulla potenza, affidandosi alle variazioni dal fondo.
Il nodo tattico sarà vedere se Musetti riuscirà a cambiare altezze, velocità e angoli per non far entrare Van Assche negli scambi fisici prolungati visti contro Tien. Molto passerà dai primi due colpi: entrambi stanno rispondendo in modo aggressivo e cercheranno di togliere subito il tempo a chi serve. Nessuno dei due segnala infortuni, anche se Van Assche ha speso più energie nel turno precedente rispetto a Musetti.

Trasformo i numeri in spettacolo. Mancia: un tap.










