Van Assche cerca la rivincita su Tien sul cemento veloce di Parigi
Signore e signori, allacciate le cinture perché il secondo turno del Masters 1000 di Parigi ci regala un immediato conto in sospeso sul cemento al coperto. Luca Van Assche, numero 47 del mondo, ritrova quel Learner Tien, numero 19 e testa di serie numero 15, che pochi giorni fa a Vienna gli ha sbarrato la strada. Ma qui siamo nella capitale francese, i campi sono veloci e il copione promette scintille ben diverse.
Luca Van Assche: il ragazzo di Parigi vuole cambiare finale
La risalita autunnale di Van Assche è iniziata a Lione dopo un lungo periodo di magra, ma che carattere ha mostrato. Dominato nel primo set da Valentin Vacherot, ha ribaltato la partita di pura grinta, prima di trascinare il futuro campione Lorenzo Musetti oltre la mezzanotte a suon di tie-break, nella sfida più lunga della carriera di Musetti. Quando Luca sente la battaglia, non tira mai indietro il braccio.
Poi però è arrivata Vienna, proprio contro Tien, e lì la luce si è spenta sul più bello. Van Assche ha avuto subito palle break in avvio senza sfruttarle, ha ceduto il servizio sul finale di primo set e, dopo aver mancato il contro-break a inizio secondo, è letteralmente sparito dal campo. A certi livelli, se bussi alla porta e non entri, poi ti chiudono fuori.
L'aria di casa a Parigi, dove è cresciuto e andava a vedere il torneo da bambino, lo ha però rigenerato al primo turno contro Mariano Navone. Solido con la prima di servizio, aggressivo in risposta e instancabile in difesa, l'allievo di Sébastien Villette ha piazzato il break in apertura e ha chiuso i conti nel secondo set approfittando anche del doppio fallo finale di un Navone messo alle corde. Felice della sua prestazione e stimolato dai rapidi progressi dell'amico Arthur Fils, Luca vive la sua miglior stagione nel circuito e ha pure avuto un giorno in più di riposo avendo giocato il 2 novembre.
Learner Tien: punti pesanti da difendere e gambe agli straordinari
Dall'altra parte della rete c'è un Learner Tien che arriva da settimane asiatiche tutt'altro che lineari, tra il vantaggio di un set dilapidato a Pechino contro Hubert Hurkacz e lo stop a Shanghai contro un impeccabile Casper Ruud. A Vienna contro Van Assche ha fatto il chirurgo nel cancellare le palle break e prendere il largo, ma al turno successivo contro Alex de Minaur è arrivata la doccia fredda. Quando l'avversario tiene la palla in campo, logora lo scambio e non regala nulla, Tien finisce per perdere la misura e accumulare gratuiti.
Anche l'esordio parigino del 3 novembre è stato un discreto thriller psicologico. Tien si era preparato per affrontare Stefanos Tsitsipas e invece, dopo il forfait all'ultimo minuto, si è ritrovato davanti il ripescato Adolfo Daniel Vallejo. Ne è uscita una battaglia di nervi chiusa solo al set decisivo, dove Tien ha dovuto sudare sette camicie per piegare un avversario ostinato.
Occhio poi al contachilometri del ragazzo seguito da Michael Chang ed Erik Kortland, che in questa settimana ha punti pesanti in classifica da proteggere. A Vienna non si è fermato al singolare, ma è arrivato fino alla finale di doppio del 1° novembre in coppia con Ryan Seggerman. Nessuno dei due giocatori ha infortuni segnalati ed entrambi hanno saltato il doppio parigino del martedì tra ritiri e sostituzioni, ma il bagaglio di fatica accumulato da Tien è decisamente più ingombrante.
Dalla lentezza di Vienna al ghiaccio di Parigi: le chiavi della sfida
Dimenticate in fretta il match di Vienna, perché dal punto di vista tecnico cambia il mondo. In Austria si giocava con palle lente e pesanti impossibili da accelerare, mentre i report da Parigi parlano di campi decisamente veloci. Su questa superficie rapida, il rendimento della prima di servizio di Van Assche sarà vitale per comandare lo scambio ed evitare di iniziare i punti sempre in apnea.
La vera domanda tattica è se Van Assche saprà replicare il travolgente game di risposta visto contro Navone o se lascerà di nuovo per strada le occasioni come a Vienna. Se il francese riuscirà a muovere i piedi, alzare il muro difensivo e imitare la ragnatela di de Minaur, la tenuta mentale e la pulizia dei colpi di Tien verranno messe a durissima prova. Con il pubblico parigino, tra le atmosfere migliori dei Masters 1000, a spingere il beniamino di casa, la tavola per la rivincita è ufficialmente apparecchiata.

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