Musetti - Hurkacz a Parigi: estro da titolo contro servizio e cantiere a fondo campo
Il Rolex Paris Masters apre il tabellone principale sul cemento al coperto e serve subito un primo turno da grandi serate. Lorenzo Musetti, numero 26 del ranking ATP, incrocia la racchetta con Hubert Hurkacz, numero 28. Per chi passa c'è un premio di consolazione mica da ridere: Alexander Zverev al turno successivo.
Lorenzo Musetti: dal digiuno spezzato a Lione al black-out di Vienna
L'autunno di Musetti era partito con i rimpianti di Shanghai, dove contro Yi Zhou aveva sprecato occasioni in serie nel primo set prima di cedere al tie-break del set decisivo. Poi è arrivata la svolta sul veloce al coperto di Lione, superando persino un controllo antidoping all'una di notte dopo la maratona con Luca Van Assche. Contro Flavio Cobolli ha annullato match point sul proprio servizio prima di strappare la battuta al rivale.
In finale contro Taylor Fritz, Musetti ha messo in mostra una varietà tattica chirurgica, cambiando altezze e rotazioni per togliere ritmo al servizio avversario. Quel trionfo ha spezzato un digiuno di titoli di quattro anni e una striscia di sette finali perse, regalandogli una serenità nuova. Con Gianluca Mager al fianco di Simone Tartarini nel box e il mirino su un posto in Coppa Davis, l'entusiasmo non manca.
A Vienna il livello ha tenuto contro Frances Tiafoe: Musetti ha salvato set point nel tie-break iniziale e ha piazzato il break decisivo col rovescio lungolinea, brillando anche negli scambi brevi. Contro Arthur Fery, però, avanti di un break nel terzo set dopo che il britannico aveva pure accusato i crampi, ha perso il filo forzando troppo col dritto. A Lione diceva di sentire dolori ovunque: non ci sono infortuni segnalati, ma il serbatoio delle energie va monitorato.
Hubert Hurkacz: la cura Cervara e le amnesie nei finali di partita
Hurkacz si presenta a Parigi dopo una solida risalita autunnale costruita tra Chengdu e Pechino. A Shanghai ha spazzato via James Duckworth col servizio e ha regolato un Novak Djokovic affaticato senza mai cedergli l'iniziativa. Sotto la guida di Gilles Cervara il lavoro sul dritto è maniacale: dopo la vittoria al terzo set su Zhou, il tecnico lo ha mandato idealmente dritto sui campi di allenamento a ripetere il movimento.
Il rovescio della medaglia è emerso negli ottavi di Shanghai contro Alejandro Davidovich Fokina. Dopo un primo set dominante, Hurkacz è diventato passivo da fondo campo, finendo per consegnare il tie-break del set decisivo con un errore di dritto. Quando smette di spingere e si affida solo alla battuta per sopravvivere, il castello rischia di crollare.
Il polacco ha saltato Lione per rifiatare, presentandosi poi a Basilea dove ha rimontato Zizou Bergs dopo un avvio lento. Contro Holger Rune, che pure rientrava da un lungo stop per infortunio, Hurkacz ha alternato prime di servizio autoritarie a bruschi cali di energia nel secondo parziale. Nel tie-break finale ha salvato match point e ne ha avuto uno a favore, ma ha pagato dazio andando a rete negli scambi conclusivi.
Le chiavi tattiche: la posizione in risposta contro il servizio-dritto
Il nodo tattico ruota attorno ai turni di battuta di Hurkacz sul cemento al coperto, la cui velocità specifica per questa edizione resta un'incognita. A Vienna la posizione molto arretrata in risposta ha tolto campo a Musetti contro chi anticipa i colpi. Contro Hurkacz, limitarsi a rimettere la palla di là significa offrirgli un comodo schema servizio e dritto.
Musetti dovrà usare lo slice, le traiettorie lavorate e le accelerazioni improvvise per spostare il punto d'impatto dell'avversario, evitando che Hurkacz trovi ritmo da fondo. Non sarà la solita sfida tra bombardiere e maratoneta: Musetti sa fare male anche in pochi colpi e Hurkacz ha alzato la qualità nello scambio. E se Hurkacz dovesse attaccare la rete senza una palla pesante, i passanti di Musetti sono pronti a presentare il conto.
In assenza di vantaggi psicologici certificati dagli scontri diretti o dal fattore pubblico, la differenza la farà la tenuta nei momenti caldi. Musetti arriva con tanto ritmo partita nelle gambe ma con l'incognita delle scorie fisiche e dei passaggi a vuoto a un passo dal traguardo. Hurkacz è più fresco di calendario, ma nelle ultime uscite ha tremato proprio quando c'era da chiudere il punto decisivo.

Scritto ad adrenalina. Votalo con un dito.










