Querétaro, quarti del 30 ottobre: Maria e Andreescu davanti, l'altura in agguato
A Querétaro è il giorno dei quarti di finale, e il tabellone femminile sulla terra arriva qui con storie molto diverse fra loro. C'è Tatjana Maria, 39 anni e tutta la sua furbizia, che ha appena dovuto ritrovare il filo di un match già vinto. C'è Bianca Vanessa Andreescu, che porta in Messico il titolo fresco di Rovereto. Sullo sfondo, in ogni intervista, torna lo stesso tema: l'altura, che fa volare la palla e mette alla prova la pazienza.
Poi ci sono i rientri. Nadia Podoroska ricostruisce la fiducia dopo un lungo stop per anca e spalla, Fiona Ferro cerca la strada verso il tabellone dell'Australian Open, e Alicia Herrero Linana arriva dopo una maratona che le ha lasciato addosso parecchia fatica. Le quattro partite, in ordine di orario:
- 20:00 — Tatjana Maria — Valeriya Strakhova
- 21:30 — Nadia Podoroska — Carole Monnet
- 00:00 — Fiona Ferro — Elizabeth Mandlik
- 01:30 — Alicia Herrero Linana — Bianca Vanessa Andreescu
Orari in UTC.
Tatjana Maria — Valeriya Strakhova
Sulla carta è la partita più squilibrata della giornata: Maria è numero 70 del mondo, Strakhova numero 487. Eppure l'ucraina è la giocatrice che in questa settimana ha imparato a stare in campo quando le cose si mettono male.
Maria ha cominciato con un 6-0 6-0 a Garibay Romero, poi contro Colmegna ha dilapidato un vantaggio largo e non ha chiuso quando serviva per il match, rimettendo le cose a posto solo al tie-break. Lei stessa non ha cercato scuse: «ho perso un po' il filo» (sito del torneo). È un'abitudine che conosco nei giocatori esperti: quando il match sembra fatto, la testa va in vacanza un game troppo presto.
Strakhova arriva dalle qualificazioni, con un 6-4 al terzo contro Van Impe, poi ha battuto Costoulas e ha rimontato Hercog dopo aver perso il primo set 2-6, chiudendo con un ace. Il carico però è pesante, fra singolare e doppio. E il 21 ottobre, a Bakersfield, si era ritirata contro Hossam Salah per un motivo mai chiarito: le partite giocate dopo dicono che è tornata in campo, non che il problema sia sparito.
La chiave, a mio occhio, sta nel tennis di Maria: slice, cambi di ritmo e di altezza, niente braccio di ferro da fondo. Contro una giocatrice stanca, quel tennis logora lo scambio più di qualsiasi pallata.
Penso che Maria vinca, e la quota di 1.064 dice la stessa cosa. Sul margine ho qualche dubbio: le distrazioni di Maria e la tenacia di Strakhova mi fanno pensare che il −6.5 sia un'asticella alta. Se la tedesca resta concentrata, l'under 18 game è la strada più naturale.
Nadia Podoroska — Carole Monnet
Queste due si sono appena viste da vicino, nel doppio: Podoroska, con una compagna messicana e il pubblico dalla sua parte, ha rimontato contro Monnet e Osborne. Adesso tornano ai due lati della rete da sole, e chi ha avuto la meglio nel doppio lo porta un po' con sé.
Podoroska viene da un 6-4 6-3 a Rame, in cui aveva perso un vantaggio iniziale e faticato ad adattarsi dagli allenamenti di giorno alle partite in notturna. Contro Bulgaru è stato tutto più semplice, 6-1 6-1: «i punti sono stati piuttosto brevi» (sito del torneo). Mi colpisce che sia la prima a riconoscere che l'avversaria era in giornata no.
Monnet ha battuto Jeanjean, numero 90, per 6-4 6-1, e poi Herea per 6-2 6-1, dettando legge dall'inizio. Il suo piano è chiaro: «ho cercato di fare il mio gioco e di essere molto aggressiva» (sito del torneo), ma con pazienza, senza tirare a caso.
Il confronto è fra il dritto incrociato di Podoroska, che con l'altura rimbalza alto e cattivo, e la voglia di Monnet di prendere subito l'iniziativa. Podoroska parte un po' avanti, ma la francese ha più freschezza di risultati recenti di quanto la quota lasci intendere.
È il match più incerto della serata. Mi immagino una partita lunga, magari con un set decisivo, e l'over 21.5 game mi sembra più probabile di una vittoria netta. Se dovessi scegliere una vincitrice direi Podoroska, ma con il +3 Monnet ha argomenti per restarle attaccata.
Fiona Ferro — Elizabeth Mandlik
Ferro gioca per qualcosa che va oltre Querétaro: migliorare la posizione per l'ingresso all'Australian Open dopo una stagione passata fra gli infortuni. Sulla terra del 2026 ha vinto 29 partite su 39, e qui ha l'aria di chi si sente a casa.
All'esordio con Johnson ha avuto un calo vistoso nel secondo set, poi contro Reami ha concesso zero game, con la pioggia a spezzare il match fra due giornate. Lei parla di solidità e pochi errori, non di colpi spettacolari. E sull'avversaria è prudente: «è una grande lottatrice» (sito del torneo).
Mandlik merita quella definizione. Ha battuto Arango con varietà e palle corte, poi ha rimontato Janicijevic dopo un primo set perso 2-6. Sull'altura è sincera: «la palla vola tantissimo» (sito del torneo), e dice di abituarsi giorno dopo giorno.
La domanda è se Ferro saprà tenere il suo ritmo pulito quando Mandlik comincerà a cambiarle la geometria del campo con le smorzate. Chi delle due sia più fresca non lo so dire: la pioggia e il calendario tirano da una parte, il carico di lavoro dall'altra.
Vedo Ferro favorita, più continua e più a suo agio su questa terra. Mi aspetto che vinca in due set, anche se non mi stupirei di qualche passaggio a vuoto: il −5 può reggere se tiene alto il livello di risposta, e l'under 19.5 game mi sembra lo scenario più probabile.
Alicia Herrero Linana — Bianca Vanessa Andreescu
Herrero Linana ha chiuso il programma del giorno prima con una partita che sembrava non finire mai: 6-7 6-2 7-6 contro Zidansek, quinta testa di serie, dopo che la slovena aveva servito per il match. È stata resilienza pura, ma una resilienza che si paga il giorno dopo.
Lei la prende con il sorriso: «l'altura è un po' difficile, ma lo è per tutte» (sito del torneo). A Querétaro si trova bene, ha vinto anche in doppio, e prova ad andare oltre il turno raggiunto qui in passato.
Andreescu ha avuto una settimana tranquilla, 6-3 6-2 a Hui e 6-2 6-3 a Cherubini, prendendo subito il comando e senza mai lasciarlo. Viene da cinque vittorie di fila, con il titolo di Rovereto in tasca, e ha l'umore di chi ha fatto pace con le cadute: «ogni giorno è un giorno nuovo» (sito del torneo), racconta, parlando anche di meditazione.
Penso che Andreescu sia nettamente più vicina alla vittoria: arriva riposata e in fiducia, mentre Herrero Linana ha bisogno di tempo per scaldarsi e stavolta rischia di non averlo. Mi aspetto una partita in due set, e il −5 della canadese mi sembra alla portata se prende il largo nei primi game come ha fatto finora.
Maria, Andreescu e il conto della fatica in altura
Le domande della giornata sono soprattutto fisiche e mentali. Strakhova e Herrero Linana hanno ancora gambe dopo le loro rimonte? Maria saprà chiudere senza farsi distrarre? Il match che guarderei con più curiosità è quello fra Podoroska e Monnet, l'unico davvero aperto.
Il resto lo dirà il campo, con la palla che a questa quota non ascolta mai del tutto.

Scritto con calma. Votate con calma. Non c'è fretta.