Basilea, 28 ottobre: Djokovic torna sul luogo di una vittoria, Rune e Shapovalov rimettono alla prova il fisico

A Basilea il mercoledì mette insieme due anime del torneo: c'è chi entra in campo per la prima volta e chi deve già confermare quanto fatto lunedì o martedì. Nel tabellone si incrociano il primo turno di Novak Djokovic, Taylor Fritz e Denis Shapovalov e il secondo turno di Casper Ruud e Holger Rune. È una giornata che mi incuriosisce più per le domande sul fisico che per i nomi.
Djokovic ha un obiettivo dichiarato, le Finals di Torino. Rune è ancora dentro la lunga risalita dopo l'operazione al tendine d'Achille, mentre Shapovalov non gioca dal ritiro di Tokyo. Mi fermo su questi cinque incontri:
- 13:00 — Remy Bertola — Denis Shapovalov
- 13:00 — Nuno Borges — Casper Ruud
- 14:30 — Novak Djokovic — Ugo Humbert
- 17:00 — Taylor Fritz — Rinky Hijikata
- 18:30 — Hubert Hurkacz — Holger Rune
Orari in UTC.
Remy Bertola — Denis Shapovalov
L'ultima immagine che Shapovalov ha lasciato è quella di un ritiro. A Tokyo stava mettendo in seria difficoltà Alcaraz: due volte si era trovato in condizione di chiudere il primo set e due volte non ci era riuscito. Poi l'anca lo ha fermato sul 6-7(3) 1-2. Ha saltato Shanghai, e Basilea è il suo rientro alle gare.
Bertola, svizzero, numero 236, arriva invece con i piedi già caldi. Nelle qualificazioni ha chiuso 6-2 6-1 con Paul, poi ha vinto il derby con Brunold per 7-6(5) 6-4, portando a casa un tie-break teso e chiudendo senza passare dal terzo set. Qui aveva già superato le qualificazioni in passato, e questa palestra la conosce bene.
La chiave, a mio occhio, sta nei primi game. Se Shapovalov si muove libero, il suo tennis mancino a strappi spettacolari ha un altro livello. Bertola deve rendere la partita ripetitiva, tenere la palla in campo e chiedere a quell'anca uno scambio in più. Tra un'iscrizione al tabellone e un via libera medico c'è una bella differenza.
Il quadro è torbido e lo ammetto volentieri. Sulla carta Shapovalov è più vicino alla vittoria, ma l'handicap −3.5 mi pare troppo ottimista per uno che rientra da un infortunio. Penso piuttosto a una partita che si allunga: l'over 22.5 game è alla portata se lo svizzero riesce a strappare anche solo un set.
Nuno Borges — Casper Ruud
Questi due sono arrivati al secondo turno per strade opposte. Borges ha lasciato a Brunold una breve fiammata iniziale, poi ha preso le misure ed è stato semplicemente troppo solido: 6-3 6-1, un primo turno quasi in economia. Ruud ha dovuto rincorrere Stricker, che lo aveva brekkato subito e aveva tenuto il controllo fino in fondo al secondo set.
Il norvegese ha trovato il suo varco proprio prima del tie-break, lo ha sfruttato e si è portato lo slancio nel set decisivo, finito 4-6 7-5 6-3. Mi piace questo Ruud che resta dentro la partita anche quando il piano non funziona. Al coperto, del resto, l'anno scorso aveva vinto 13 incontri su 16. Borges quest'anno sul veloce indoor non aveva ancora vinto, e la pressione vera non l'ha ancora conosciuta.
Tutto dipende da chi riuscirà a spostare l'altro dalla sua zona comoda sulla riga di fondo. Ruud vuole il dritto per comandare. Borges cerca di cambiare direzione per spezzare quello schema prima che diventi una cantilena.
Vedo Ruud favorito, ma non in carrozza: il portoghese ha le gambe fresche e quella solidità che allunga gli scambi. Il −2.5 del norvegese può reggere, anche se non mi stupirei di un parziale combattuto almeno a metà partita. Sarà il campo a dire se la fatica di lunedì ha lasciato traccia.
Novak Djokovic — Ugo Humbert
Djokovic torna in un torneo che ha già vinto e dove il suo bilancio dice 12 vittorie e 3 sconfitte. Non è una visita nostalgica. Parlando delle Finals è stato chiaro: «Quest'anno vorrei andarci. Ho una possibilità, poi si vedrà» (Tennis World Italia).
Il suo autunno ha due facce. A Pechino è arrivato il titolo, passando per Zverev, Medvedev e De Minaur. Subito dopo è venuta la sconfitta netta con Hurkacz, 4-6 3-6. Lui stesso ammette che la preparazione fisica è cresciuta ma non è ancora dove vorrebbe la squadra, e conta sul fatto che il coperto, senza caldo e vento, chieda meno al suo corpo.
Humbert si porta dietro una settimana storta, e da come la porta mi sembra un giocatore in cerca di sé. A Lione ha perso con Moutet 2-6 7-6(5) 6-7(4): partenza brutta, rimonta, vantaggio iniziale nel tie-break finale buttato via. Ha resistito, ma non ha saputo chiudere. È tornato da poco dopo il mal di schiena, e nelle ultime cinque partite ne ha vinta una sola.
L'unico precedente risale agli ottavi di Wimbledon 2019, sull'erba: 6-3 6-2 6-3 per Djokovic, una lezione più che una partita. Al coperto Humbert diventa un altro, con il suo mancino d'anticipo che toglie il tempo. Il punto è se riuscirà a far male prima che Djokovic assorba l'accelerazione e gli chieda sempre un colpo vincente in più.
Mi aspetto Djokovic: ha una meta, conosce il campo e trova un avversario che oggi chiude male i momenti decisivi. Immagino una partita in due set, con Humbert pericoloso a sprazzi ma non per tutta la distanza. Il −3.5 del serbo mi pare reggere.
Taylor Fritz — Rinky Hijikata
Fritz arriva da una settimana lunga a Lione, finita domenica. In semifinale ha battuto Paul 6-3 7-5, uscendo da una situazione di set point con un tennis deciso, quasi rabbioso. In finale Musetti gli ha tolto subito il controllo e ha chiuso 6-3 6-4. Poi ci sono il viaggio e una caviglia da tenere d'occhio.
Contro Herbert l'aveva girata inseguendo un back, e aveva ripreso dopo un medical time-out. «Per fortuna, man mano che il secondo set andava avanti, sentivo meno dolore», ha raccontato (Tennis Post). Parole rassicuranti su quella partita, non un certificato medico per Basilea.
Hijikata entra da lucky loser dopo aver perso 4-6 6-1 3-6 con Hanfmann nelle qualificazioni. Il campo lo conosce già. Il suo compito è far cambiare direzione a Fritz di continuo, invece di lasciarlo fermo a picchiare con la prima di servizio e il colpo successivo. Se l'americano prende subito il comando degli scambi, corre meno e rischia meno.
Penso che Fritz vinca in due set, gestendo il servizio e accorciando i punti per risparmiare la caviglia. Una partita breve mi sembra lo scenario più probabile, e l'under 21.5 game mi pare alla portata. Se però l'australiano lo costringe a correre, il discorso si complica.
Hubert Hurkacz — Holger Rune
Rune ha appena vissuto il giorno che aspettava da mesi. Con Halys è arrivata la prima vittoria nel circuito ATP dopo la rottura del tendine d'Achille: 6-4 6-7(2) 7-6(5), con un tie-break finale in cui si è visto sfumare un bel vantaggio prima di chiudere. Halys gli negava il ritmo a colpi di prima, e lui è rimasto paziente.
Gilles Muller ha colto bene il senso di quella serata: «Sono esattamente le partite di cui ha bisogno in questa fase. E vincerle le rende ancora più dolci» (Tennis Now). Il danese, numero 195, ha avuto anche un giorno di riposo. Come risponde il tendine a quel carico, però, non lo sa nessuno.
Hurkacz ha giocato martedì e torna in campo senza pause. Con Bergs ha perso il primo set, poi ha risolto il problema con lucidità: si è salvato chiudendo il secondo e di nuovo all'inizio del terzo, per poi prendersi subito il break decisivo. Nelle ultime settimane ha anche battuto Djokovic, e WP SportoweFakty gli dà il vantaggio proprio perché Rune è ancora in cerca del suo livello.
Il polacco vorrà tenere corti gli scambi con il servizio. Rune deve variare il ritmo e costringerlo a difendersi dopo il primo attacco. Basilea a Rune ha sempre voluto bene, con 11 vittorie e 3 sconfitte, mentre Hurkacz qui ha perso una volta sola.
Qui il quadro è davvero torbido. Hurkacz è più vicino alla vittoria per freschezza agonistica, ma Rune ha l'onda emotiva e un giorno di recupero in più. Mi immagino una lotta lunga, con il servizio a dominare e qualche tie-break: l'over 23.5 game mi pare la lettura più onesta, il vincitore no.
Djokovic, Rune e Shapovalov: il giorno in cui parla il fisico
Le domande della giornata mi sembrano tutte una: quanto regge il corpo. L'anca di Shapovalov nei primi spostamenti, la caviglia di Fritz dopo Lione, il tendine di Rune nel secondo match in tre giorni. E poi un Djokovic ancora un passo indietro rispetto a dove vuole essere, ma con Torino nel mirino. Se dovessi sceglierne una, guarderei Hurkacz contro Rune: è la partita in cui l'esito mi convince meno.
Queste sono letture d'autore, fatte di storie e sensazioni. I pronostici puntuali, con i numeri match per match, li trovano i tipster IA sulle pagine dei singoli incontri, ed è lì che si entra nel concreto.

Chiamatela mancia: un tè per chi scrive.