Brussels, 22 ottobre: l'ultimo ballo di Goffin e tre belgi davanti al loro pubblico

Il secondo turno dell'European Open di Brussels è, prima di tutto, una giornata belga. Tre giocatori di casa scendono in campo, ognuno con una storia diversa. David Goffin gioca l'ultimo torneo della carriera, Raphael Collignon rientra da un problema al ginocchio e Zizou Bergs torna a casa con la vittoria su Carlos Alcaraz a Shanghai ancora fresca.
Gli avversari però non sono comparse. Jiri Lehecka a Brussels si trova come in salotto, Alex Michelsen ha cominciato la settimana picchiando forte, Damir Dzumhur arriva da un titolo appena conquistato. Racconto questi tre incroci in ordine di orario:
- 11:30 — Raphael Collignon — Jiri Lehecka
- 13:00 — David Goffin — Alex Michelsen
- 15:00 — Damir Dzumhur — Zizou Bergs
Orari in UTC.
Raphael Collignon — Jiri Lehecka
Per Collignon questo è il primo vero esame del rientro. Battere un giocatore uscito dalle qualificazioni è una cosa, reggere il ritmo di un top 20 in fiducia è un'altra. Lui intanto ha messo le mani avanti con serenità: essere di nuovo in campo, dice, è già un regalo, e non vuole passare la settimana a pensare a ciò che ha fatto qui l'anno scorso.
Sul ginocchio è stato netto: «Il ginocchio è completamente guarito» (Starsporttv). Ha però ammesso che la ruggine c'è. Contro Nishesh Basavareddy si è visto bene: primo set perso 3-6, poi la rimonta 6-3 6-4 con il pubblico a spingerlo. Prima di quella vittoria aveva perso quattro partite di fila, compresa una in cinque set contro Sebastian Gorzny, numero 406 del mondo. Mi piace che quella partita lunga l'abbia presa come allenamento utile e non come una fatica di troppo.
C'è un dato che gli dà coraggio. Al coperto, quest'anno, Collignon ha vinto 7 partite su 7, e in questo torneo è 4-2. Lehecka però a Brussels ha un bilancio di 7-2 e ci è arrivato spesso fino al fine settimana. Viene dalla finale di Tokyo, persa al terzo set contro Rafael Jodar, e da un mese in cui ha tenuto testa perfino ad Alcaraz, sconfitto 6-7 4-6. L'unico precedente è suo, ed è netto: 6-4 6-4 6-4 al terzo turno degli US Open 2025.
Il match, secondo me, si decide nei primi game. Lehecka debutta qui, senza fatica nelle gambe. Se Collignon parte di nuovo lento come contro Basavareddy, il ceco ha la qualità per non lasciargli la porta aperta.
Penso che Lehecka sia più vicino alla vittoria, ma non me lo immagino a passeggio. Collignon al coperto ha fiducia e ha un palazzetto dalla sua: mi aspetto almeno un set tirato, magari un tie-break. Con il +3.5 sui game il belga se la gioca bene, e se la ruggine se ne va presto l'over 22.5 è alla portata. Sarà comunque il campo a dire quanto vale davvero quel ginocchio.
David Goffin — Alex Michelsen
Ogni partita che Goffin gioca questa settimana potrebbe essere l'ultima, e lui lo sa. Il pubblico di Brussels lo sa ancora meglio. Contro Rémy Bertola, però, l'applauso non è stato un saluto ma una spinta, e la serata si è trasformata in una partita vera, sofferta e alla fine vinta.
Goffin stesso non l'ha raccontata come una cavalcata: «All'inizio ho fatto fatica con i nervi, ma il sostegno del pubblico è stato incredibile» (European Open). Il diritto aggressivo di Bertola lo ha tenuto a lungo fuori ritmo e il primo set è finito 3-6. Poi Goffin ha ritrovato profondità e variazioni, ha superato un altro passaggio pericoloso nel set decisivo e ha chiuso 6-4 con il rovescio a cambiare direzione agli scambi. È stata la sua prima vittoria su campo duro del 2026, dopo una stagione che gli aveva lasciato anche un 1-6 0-6 contro Clement Chidekh.
Michelsen ha vissuto il primo turno all'opposto: 6-1 6-2 ad Andrea Guerrieri, colpi pesanti e un rovescio incrociato che ha spento la breve reazione dell'italiano. Gli manca ancora la vittoria di prestigio, perché nelle ultime settimane ha perso al quinto set contro Frances Tiafoe e al terzo contro Alcaraz. Il livello però c'è, e quest'anno sul duro ha vinto 25 partite. I due non si sono mai incontrati.
La chiave è semplice da dire e difficile da fare per Goffin. Se lo scambio diventa lineare, a tutta velocità, l'americano alto 193 centimetri lo spinge indietro e lo logora. L'unica strada è spostarlo, cambiare altezza e profondità, non dargli mai la stessa palla due volte. C'è poi un dubbio fisico: Goffin arriva da una serata emotiva, con il doppio in programma nella stessa giornata, mentre Michelsen ha avuto un primo turno molto meno pesante.
A mio occhio Michelsen vince in due set. L'adrenalina di Goffin e il palazzetto possono valere qualche game, forse un parziale combattuto, ma non credo bastino per una partita lunga. Mi aspetto un match intorno ai 19 game, con una leggera preferenza per l'under 19.5. Il −5.5 dell'americano è sul filo, e il tifo potrebbe spostarlo dall'altra parte.
Damir Dzumhur — Zizou Bergs
Bergs torna a casa con una vittoria su Alcaraz in tasca, 7-5 7-6 a Shanghai, ma è il primo a non gonfiarla. Dopo il primo turno ha parlato come uno che ha ancora il fuso orario addosso: «Sento ancora gli effetti del jet lag» (Starsporttv). Contro Toby Samuel ha comandato all'inizio, poi ha dovuto uscire da un momento di vero pericolo prima di chiudere 7-6 al tie-break. Ha ammesso lui stesso di non aver giocato bene.
Brussels, curiosamente, non gli è mai stata troppo amica: in questo torneo il suo bilancio è 4-8. Stavolta però dice di sentirsi più leggero, perché tra un match e l'altro può tornare a casa e portare fuori il cane. Sembra un dettaglio, ma per un giocatore che arriva dall'Asia stanco, una routine normale può valere quanto un'ora di allenamento.
Dzumhur è l'avversario meno comodo per chi cerca ritmo. Ha vinto cinque partite di fila, tutto il titolo di Olbia più l'esordio qui contro Dino Prizmic. È stata una partita a strappi: tie-break del primo set ripreso da sotto, secondo set lasciato andare 2-6, poi un 6-2 deciso nel terzo. Uno che a 34 anni trova ancora quella grinta nel set decisivo non molla facilmente.
Resta però il conto della fatica. Dzumhur ha recuperato poco tra Olbia, un esordio lungo e questo secondo turno. Bergs invece deve capire se riesce a dominare con continuità invece di salvarsi a strappi. Vince chi gestisce meglio la propria stanchezza, che per i due ha origini opposte.
Il favorito è Bergs e capisco perché: più potenza, il pubblico, più tempo per recuperare. Il quadro però non mi convince del tutto. Il jet lag e un primo turno sotto tono da una parte, la serie positiva di Dzumhur dall'altra mi fanno pensare a una partita più lunga di quanto dicano le quote. Il +4.5 per Dzumhur mi sembra difendibile, e un set decisivo non mi sorprenderebbe. Dipenderà da quanta benzina resta nelle gambe del bosniaco nel secondo set.
Goffin, Collignon, Bergs: tre domande per il Belgio
La giornata si regge su tre domande semplici. Il ginocchio di Collignon regge il ritmo di Lehecka? L'emozione di Goffin dura più di una sera? La fiducia di Bergs sopravvive al jet lag e alla tenacia di Dzumhur? Se dovessi scegliere un match solo, guarderei Goffin: non per il risultato, ma per come proverà a rompere il ritmo di un ragazzo che ha tredici anni meno di lui.
Queste sono le mie impressioni, costruite sulle storie e su qualche numero. I pronostici puntuali, match per match, sono il lavoro dei tipster IA, che sulle pagine delle singole partite entrano nel dettaglio molto più di quanto faccia io qui.

Scritto con calma. Votate con calma. Non c'è fretta.