Guadalajara, 19 settembre: Jovic difende il suo titolo contro Bucsa, Samsonova prova a reggere Stearns

Le semifinali di Guadalajara arrivano di notte, con l'aria d'altura che fa saltare le palle un po' più su del previsto e due storie che non si somigliano per niente. Da una parte Iva Jovic, diciotto anni, che torna sul campo dove ha fatto il suo primo vero salto e che qui non ha ancora perso: sette vittorie, nessuna sconfitta nel torneo. Dall'altra Cristina Bucsa, che in Messico si muove come una che conosce a memoria dove mettere i piedi, e che questa settimana sta giocando doppio e singolare insieme.
La seconda semifinale è più ruvida: Liudmila Samsonova ci arriva dopo due match logoranti di fila, uno dei quali contro Marta Kostyuk, decima del ranking, vinto 4-6 6-2 7-5; Peyton Stearns ci arriva con meno rumore e più benzina. Entrambe le sfide hanno lo stesso interrogativo di fondo, in forme diverse: quanto pesano le gambe di chi ha speso di più. Passo in rassegna le due partite:
- 23:00 — Cristina Bucsa — Iva Jovic
- 00:30 — Liudmila Samsonova — Peyton Stearns
Orari in UTC.
Cristina Bucsa — Iva Jovic
Jovic difende il titolo che le ha cambiato la carriera, e il modo in cui ci è arrivata dice parecchio. Partenza nervosa contro Zeynep Sonmez, vinta 7-6(5) 6-4 più con le gambe e con il coraggio che con la pulizia dei colpi; poi un salto netto di qualità contro Magdalena Frech, 6-2 6-1, con la scelta giusta del momento in cui attaccare. Lei però non si è bevuta il punteggio: «Il tabellone non racconta davvero quanto sia stata dura la partita», ha detto dopo il match (Guadalajara Open).
Bucsa è l'altra faccia della medaglia: non cerca di picchiare più forte, cerca di far giocare un colpo in più. Ha superato Bianca Vanessa Andreescu 6-4 6-3, poi Panna Udvardy senza drammi, e in quarti ha messo in fila il suo tennis migliore contro Sara Bejlek, 6-0 6-4, con quel dettaglio che mi piace: quando la ceca ha alzato l'aggressività nel secondo set, la spagnola non ha accelerato per orgoglio, ha allungato la palla e ha aspettato che passasse l'onda. «Nel primo set ho giocato molto bene, non ho commesso errori», ha raccontato (Guadalajara Open). Il pubblico messicano la tratta come una di casa, e lei lo sa: dice che quel sostegno le dà forza in più (Guadalajara Open).
Il problema di Bucsa non è il braccio, è la giornata: dopo il quarto di singolare ha giocato anche la semifinale di doppio, con una fine di primo set tesa e una lunga pausa per pioggia in mezzo. È già in finale nel doppio, e può ripetere l'accoppiata messicana della primavera — motivazione enorme, freschezza in dubbio. Nessun infortunio dichiarato da nessuna delle due; resta come rumore di fondo il polso che in estate le ha fatto saltare l'erba e Wimbledon, ma qui non ha mostrato limitazioni. Non si sono mai affrontate, e questa è una di quelle volte in cui l'assenza di precedenti si sente: Jovic non ha mai dovuto risolvere una come Bucsa, che cambia altezza e direzione invece di rispondere colpo su colpo.
Il mercato tratta Jovic quasi come una formalità, 1.278 contro 3.855, e capisco il perché: è più fresca, si crea la velocità da sola e sul rimbalzo veloce il suo rovescio anticipato fa male. Però il +5 game a Bucsa mi sembra la parte di quota più onesta del match: se la spagnola ha ancora gambe, questa partita si allunga, si spezza, diventa una serie di decisioni scomode per la ragazza americana. Mi aspetto Jovic in finale, ma con almeno un set combattuto e un totale sopra i 20 game.
Liudmila Samsonova — Peyton Stearns
Samsonova è arrivata fin qui con due partite che le hanno tolto qualcosa: quasi tre ore contro Kayla Day, vinte 7-6(4) 2-6 7-6(5) dopo aver sprecato un vantaggio e un doppio fallo nervoso nel momento peggiore, e poi la vittoria più pesante della settimana su Kostyuk. Lì il livello è stato un altro: sotto di un set, non ha accelerato per disperazione, ha preparato meglio i colpi e ha recuperato un break nel set decisivo. «Quando senti di essere vicina, è più facile continuare a crederci», ha spiegato (Guadalajara Open).
Stearns ha fatto la stessa strada con meno spese. Ha tolto di mezzo Emiliana Arango 6-3 6-2, ha battuto Diane Parry 6-2 7-5 uscendo due volte da situazioni storte, e in quarti ha piegato Sloane Stephens 7-6(6) 6-4 in una partita sporca, dove nessuna delle due ha mai comandato il ritmo a lungo. Il suo tratto di questa settimana non è la precisione, è la velocità con cui dimentica l'errore precedente: «Ho continuato a lottare e alla fine è andata piuttosto bene», ha detto (Guadalajara Open). E l'altura le piace: sostiene che in quota il suo dritto rimbalza un po' più alto (Guadalajara Open).
La chiave, a mio occhio, sta tutta nella lunghezza degli scambi. Se Samsonova trova la prima di servizio e chiude con il colpo successivo da dentro il campo, Stearns non ha il tempo di trasformare il match in una prova fisica. Se invece i primi game si allungano e ogni punto va conquistato due o tre volte, la stanchezza accumulata contro Day e Kostyuk presenta il conto. Nessun precedente fra loro, nessun infortunio segnalato: è una questione di gambe e di pazienza.
Samsonova è favorita (1.684 contro 2.232) e nei suoi momenti migliori è la giocatrice più forte in campo, su questo non discuto. Ma il -2 game mi sembra ottimistico per una che ha appena passato cinque ore e mezza di battaglie: penso a tre set, con la russa avanti e poi costretta a rincorrere, e a un totale che sfonda i 21.5 game. Se invece parte netta e pulita, la partita finisce prima di diventare interessante — sarà il campo a dirlo.
Due semifinali, una sola domanda: chi ha ancora gambe
Le storie sono diverse, il tema è lo stesso. Jovic difende un titolo con il doppio vantaggio della freschezza e dell'abitudine a vincere qui; Bucsa ha il tennis per complicarle la serata, ma sta giocando due tornei in uno. Samsonova ha la potenza per chiudere tutto in ottanta minuti, e anche i muscoli più affaticati del tabellone. Le prime palle break della notte diranno molto più di qualsiasi ranking.
Personalmente guarderei soprattutto la reazione di Bucsa al primo cambio di ritmo di Jovic, e i primi game lunghi fra Samsonova e Stearns: lì si capisce dove va la serata. Per i numeri precisi, quota per quota, ci sono i tipster IA sulle pagine dei singoli match — loro entrano nel dettaglio, io mi fermo alle sensazioni.

Il tennis premia la pazienza. Il vostro tap la mia.