WTA Montreux, 11 settembre 2026: Waltert davanti alla sua gente, Ferro contro Havlickova e due amiche di doppio ai quarti

La giornata dei quarti a Montreux ha un filo che tiene insieme tutto: sono quasi tutte storie di ritorno. Clara Burel rimette in piedi una carriera interrotta da un ginocchio operato, Fiona Ferro ricuce stagioni spezzate dagli infortuni, Lucie Havlickova torna a giocare dopo aver ammesso di aver odiato il tennis, e Simona Waltert prova a trasformare la pressione di un torneo di casa in benzina. La terra svizzera, lenta e generosa di tempo, è la superficie giusta per chi ha bisogno di ricostruire fiducia colpo dopo colpo.
C'è anche la curiosità più umana del tabellone: Anastasiia Sobolieva e Noha Akugue hanno giocato il doppio insieme qui a Montreux, uscendo in un match tie-break, e oggi si ritrovano faccia a faccia con la semifinale in palio. Passo in rassegna i quattro quarti in ordine di orario:
- 10:00 — Anastasiia Sobolieva — Noha Akugue
- 11:30 — Clara Burel — Guiomar Zuleta De Reales
- 13:00 — Fiona Ferro — Lucie Havlickova
- 16:00 — Simona Waltert — Dalma Galfi
Orari in UTC.
Anastasiia Sobolieva — Noha Akugue
Chi ha condiviso il campo in doppio conosce dell'altra molte più cose di quante ne dica una classifica: le abitudini dopo l'errore, il tempo del servizio, la faccia nei momenti storti. Oggi tutto questo diventa materiale da usare contro, e mi incuriosisce parecchio.
Sobolieva arriva dal turno più convincente della giornata precedente: 6-0 6-3 ad Andrea Lazaro Garcia, senza mai lasciarle costruire uno scambio. Prima aveva faticato molto di più con Mina Hodzic, 6-2 4-6 7-5, con quella tipica curva della ventiduenne ucraina che perde il filo a metà partita e lo ritrova in fondo. La terra resta il suo habitat: nel 2026 ci ha vinto trentanove match su cinquantatré, e il ritmo si vede.
Noha Akugue, mancina, ha invece dovuto rimontare due volte per arrivare qui: 5-7 6-2 6-4 a Denisa Zoldakova, poi 7-5 6-3 ad Alina Granwehr. Il suo problema recente non è il livello ma la chiusura: allo US Open ha comandato contro Anna Siskova e si è persa 6-1 4-6 5-7. Dopo Stoccarda aveva riassunto bene la sua stagione con una frase semplice: «I just tried to enjoy this moment» (Porsche Newsroom). Esiste anche un precedente, lontano ma parlante: Troisdorf 2023, sulla terra, Sobolieva vinse 6-2 1-6 6-0 in un quarto pieno di sbalzi.
Mi aspetto una partita a strappi, come il loro precedente: due giocatrici che alzano e abbassano il livello a blocchi interi. Vedo Sobolieva leggermente avanti se entra in campo con la stessa posizione aggressiva di ieri, ma il totale alto (21.5) mi sembra la lettura più onesta: qui difficilmente si chiude in un'ora.
Clara Burel — Guiomar Zuleta De Reales
Il numero accanto al nome di Burel — oltre la quattrocentesima posizione — racconta una bugia gentile: è il prezzo di sette mesi senza toccare una racchetta. «Je n'ai pas touché une raquette pendant sept mois», ha raccontato la francese parlando della riabilitazione dopo l'operazione al ginocchio destro (Tennis Actu).
A Montreux è la giocatrice che ha speso meno: 6-4 6-1 a Tessa Johanna Brockmann, 6-1 6-4 a Katerina Tsygourova, due partite ordinate, senza fughe né drammi. Zuleta De Reales ha fatto il percorso opposto e forse più notevole: 6-2 6-1 a Marina Bassols Ribera, poi una battaglia vera con Martina Trevisan, 6-2 4-6 7-6(4), vinta con i nervi al momento giusto. La spagnola, che è arrivata tardi alle soddisfazioni, l'ha spiegata così: «Que lo dé todo, para que el día que eche la vista atrás no me arrepienta» (Punto de Break).
Non si sono mai affrontate, e la chiave mi sembra una sola: la palla di Burel è più pesante, ma il ginocchio ricostruito va messo alla prova sui cambi di direzione ripetuti. Zuleta De Reales non la travolgerà mai di potenza; può però obbligarla a difendere un angolo in più ogni scambio, che è esattamente il test che la francese non ha ancora affrontato questa settimana.
Burel resta per me la favorita, e la quota bassa lo dice chiaramente, ma il margine mi pare più stretto di quanto sembri: una spagnola reduce da una vittoria così non regala niente. Immagino due set combattuti, e il +4.5 game di Zuleta De Reales lo trovo più ragionevole dell'handicap opposto.
Fiona Ferro — Lucie Havlickova
È il contrasto più netto della giornata: la costruzione paziente di Ferro contro la prima palla pesante di Havlickova. E si sono già incontrate quest'anno, sempre sulla terra: a Oeiras, in aprile, la francese vinse 6-2 0-6 6-3, un punteggio che fotografa perfettamente il problema della ceca — quando il braccio va, travolge chiunque; quando si inceppa, cede un set a zero.
Ferro sta vivendo la sua stagione migliore da tempo sul rosso, con ventidue vittorie e nove sconfitte nel 2026, e qui ha fatto due partite di mestiere: 6-3 6-4 a Mona Barthel e 6-4 6-4 a Barbora Palicova, mai brillantissime, mai in pericolo. Sa bene dove sta il rischio: «Dès le départ, il va falloir que je mette le bon niveau d'intensité», ha detto parlando dei match contro avversarie più esplosive (Dailymotion). Nel torneo ha già battuto Burel in rimonta, 2-6 6-3 7-5, e quella partita dice molto sulla sua testa.
Havlickova ha giocato un solo match di singolare, vinto bene su Lola Radivojevic, 7-6(4) 6-1, poi ha ricevuto un walkover; il campo l'ha comunque frequentato in doppio, quindi arriva fresca ma non arrugginita. La sua storia vera è un'altra, e l'ha raccontata senza filtri: «Začala jsem tenis nenávidět», ho iniziato a odiare il tennis (Tenisový svět). Vederla di nuovo ai quarti di un torneo WTA, a ventuno anni, è già una piccola vittoria sul resto.
Se lo scambio si allunga, Ferro vince: fa correre, tiene la palla in campo e costringe a due colpi vincenti invece che a uno. La do avanti, ma con il sospetto che Havlickova le porti via un set come a Oeiras: tre set e un totale sopra i 20.5 game mi sembrano lo scenario più probabile.
Simona Waltert — Dalma Galfi
Il match della sera è quello con il pubblico dentro. Waltert è la svizzera di casa, ed è arrivata fin qui in modo tutt'altro che lineare: 7-6(4) 3-6 6-2 a Rebeka Masarova, poi 2-6 6-1 6-3 a Despina Papamichail, due partite cominciate male e raddrizzate con la testa. Sull'emozione di giocare davanti ai suoi è già stata sincera in passato, definendo certe occasioni «Ein spezielles Gefühl», una sensazione speciale (SRF).
Galfi ha un dato che mi frena: sulla terra, nel 2026, è sotto la parità, sette vittorie e otto sconfitte, lontana dal 2025 in cui ne vinceva tre su quattro. Qui però ha fatto il suo: 6-4 6-3 a Valentina Ryser e una sopravvivenza lunghissima con Nuria Brancaccio, 4-6 6-1 7-6(6). E c'è un dettaglio tecnico che pesa più di tutto il resto: l'ungherese ha spiegato che «Köztudott, hogy a hátam nem bírja a magas, fonákra érkező labdákat», la schiena non regge le palle alte sul rovescio (MTK). Su questa superficie è un invito servito su un vassoio.
Si sono già incrociate, sempre sulla terra: Antalya 2024, primo turno, Waltert vinse 6-4 6-3. Il rovescio della medaglia è la partenza: la svizzera ha perso il primo set in entrambe le partite di questa settimana, e Galfi, che colpisce piatto e gioca bene di redirezione, è il tipo di avversaria che con un vantaggio iniziale ti impedisce di rientrare. Waltert ha anche giocato tre set ieri, Galfi ha avuto un giorno in più.
Penso che vinca Waltert, perché la palla alta sul rovescio di Galfi è un piano tattico chiaro e la terra gliela regala. Ma un altro avvio lento la porterebbe dritta al terzo set, e allora il quadro si sporca: il +3.5 game per Galfi mi sembra più solido della fiducia che la quota concede alla svizzera.
Il giorno delle rimonte: chi regge la pressione tra Waltert, Ferro e le due ex compagne di doppio
Le domande della giornata sono tre, e sono tutte mentali più che tecniche. Waltert riesce a entrare in partita dal primo game invece che dal quinto? Noha Akugue chiude, per una volta, la partita che sta vincendo? E il ginocchio di Burel accetta di essere messo sotto torchio da un'avversaria che non la spaventa ma la fa correre?
Il mio consiglio, se di consiglio si può parlare, è di non guardare i primi giochi come se fossero il verdetto: qui a Montreux nessuna delle quattro qualificate ai quarti ha vinto partendo in scioltezza. Per i pronostici puntuali, numeri alla mano, ci pensano i tipster IA sulle pagine dei singoli match, dove entrano nel dettaglio che qui ho solo sfiorato.

Che siate arrivati in fondo conta più del like.