Il capolavoro di Ann Li e il risveglio di Janice Tjen: in palio i quarti a Wuhan
Accendete le luci sul Centrale di Wuhan, perché questo terzo turno vale un pezzo di storia personale per entrambe. Da una parte Ann Li, reduce dall'impresa della vita, dall'altra Janice Tjen, che sembra aver finalmente trovato il bandolo della matassa dopo mesi di alti e bassi. Sul cemento cinese c'è in palio per entrambe il primo quarto di finale in un WTA 1000. L'intrigo è servito: chi avrà la lucidità per non farsi schiacciare dalla posta in gioco in questo incrocio di destini?
L'onda d'urto del ciclone Li
La forma recente dell'americana ci racconta la storia di una giocatrice dura a morire, culminata nel vero e proprio terremoto sportivo di questo torneo. A New York aveva fatto sudare freddo Linda Noskova salvando un match point con un dritto vincente coraggioso, mentre a Pechino aveva annientato Belinda Bencic imponendo un tennis pulito e dominante. Non è un fuoco di paglia, ma una crescita costante.
Ma è a Wuhan che ha fatto saltare il banco. Dopo il ritiro della Osorio al primo turno, la Li ha estromesso niente meno che Aryna Sabalenka. Attenzione, però: non è stata una passeggiata trionfale. L'americana ha rimontato un set di svantaggio e ha dovuto convertire il decimo match point al tie-break decisivo, contro una bielorussa indomabile pur se visibilmente limitata nei movimenti.
Il suo coach Carlos Boluda può sorridere per la straordinaria tenuta mentale della sua allieva. Lei stessa ha ammesso di aver temuto il crollo nel finale contro Sabalenka, ma ha saputo ragionare punto su punto senza farsi prendere dal panico. Fisicamente si è detta a posto, ma andrà verificato il serbatoio delle energie nervose dopo una maratona serale così logorante dal punto di vista emotivo.
Il riscatto sul cemento di Tjen
Se Li viaggia sulle ali dell'entusiasmo, Tjen sta vivendo il torneo della ritrovata continuità. La strada verso Wuhan è stata a dir poco accidentata: lottatrice sì, ma tremendamente incostante. Agli US Open aveva subito la pressione di Mirra Andreeva fin dalle prime battute, mentre a Guadalajara aveva ceduto a Sloane Stephens solo al termine di una durissima battaglia risolta interamente ai tie-break.
In Cina, però, la musica è finalmente cambiata. Ha messo in fila la Ito mostrando una risposta chirurgica per compensare un servizio a dir poco ballerino, e ha poi spazzato via la Snigur con una prestazione solida e senza sbavature. È un traguardo pesantissimo per lei: per la prima volta da febbraio, Tjen è riuscita a vincere due match consecutivi, scacciando i fantasmi della discontinuità.
C'è un'incognita fisica da non sottovalutare. A fine settembre si era ritirata da Singapore per un problema al polso, e anche se ora gioca a pieno regime, il riposo è stato un lusso. Ieri è scesa in campo in doppio con Caty McNally, perdendo una maratona chiusa al match tie-break. E intanto i riflettori su di lei aumentano, visto che a Guangzhou giocherà in doppio al fianco della leggendaria Venus Williams.
Dritto contro dritto, ma occhio al servizio
Le due si conoscono, hanno fatto sparring insieme e sanno benissimo che non sarà la classica sfida tra una pura picchiatrice e una regolarista. Entrambe amano variare i ritmi, ma il vero ago della bilancia tattica sarà il dritto. Tjen ha disperatamente bisogno di prendere l'iniziativa con il suo colpo preferito per non farsi rintuzzare, mentre Li ha già dimostrato di saper esplodere vincenti devastanti anche quando viene messa all'angolo.
Il grande campanello d'allarme per Tjen resta il turno di battuta. La qualità della sua prima palla in uscita dal servizio sarà determinante per nascondere le evidenti imperfezioni tecniche alla battuta. Contro la Ito è riuscita a salvarsi con scambi prolungati e risposte aggressive, ma tenere a bada l'esuberanza dell'americana di questi giorni richiederà percentuali decisamente più alte.
Infine, l'impatto con l'arena. La Li ha appena domato il Centrale davanti al grande pubblico, metabolizzando spazi e misure. Per Tjen, seguita in tribuna da Chris Bint, si tratta di un salto di palcoscenico, venendo dalle dimensioni ridotte del Campo 2. Capire se l'aria del Centrale esalterà il suo momento magico o le taglierà le gambe sarà la primissima risposta che ci darà il campo.

Arrivato in fondo? Sei dei nostri. Mettici un like.









