Andreescu vs Salkova: finale al cardiopalma sul cemento di Rovereto
Signori, allacciate le cinture perché la finale del RoveretOpen sul cemento al coperto promette scintille. Da una parte c'è Bianca Vanessa Andreescu, numero 168 WTA, dall'altra la testa di serie numero 6 del tabellone, Dominika Salkova, 120 del ranking. Il programma mette il singolare prima del doppio, dettaglio non banale visto che Salkova oggi fa gli straordinari giocandosi entrambi i titoli.
Andreescu: tra crampi, cervello e il tifo da stadio
La settimana di Bianca Andreescu è stata un manuale di sopravvivenza creativa dopo gli alti e bassi di Samsun, dove aveva travolto la qualificata Alana Smith prima di fermarsi contro Blinkova. Qui a Rovereto, contro Antonia Ruzic, ha recuperato uno svantaggio pesante nel primo set, ha mancato la chiusura quando è andata a servire per il match e si è pure presa i crampi nel finale. Eppure ha resettato tutto nel set decisivo, spinta da un pubblico ormai innamorato di lei.
Chi si aspettava una giocatrice sulle gambe contro Lucrezia Stefanini è rimasto deluso. Andreescu non ha mostrato mezza traccia di fatica: ha aggredito subito nei game di risposta, ha salvato turni di battuta spinosi e, quando Stefanini ha recuperato il break nel secondo set, Bianca ha piazzato la zampata finale per evitare il terzo.
Il capolavoro tattico è arrivato in semifinale contro Lucie Havlickova. Con una vistosa fasciatura alla coscia destra per un motivo non precisato, Andreescu ha salvato palle break delicate in avvio e poi ha spento la furia dell'avversaria tenendo la palla in campo e lasciandola sbagliare.
Salkova: l'arte di complicarsi la vita (e uscirne viva)
Se cercate partenze sprint e dominio incontrastato, avete sbagliato indirizzo: Dominika Salkova a Rovereto ama il brivido della rimonta. Già nell'ultimo mese, tra la grande rimonta su Jessica Bouzas Maneiro a San Paolo, lo stop contro il tocco di Mary Stoiana e un passaggio opaco a Samsun, aveva mostrato più carattere che continuità.
In questo torneo ha trasformato l'emergenza in abitudine. Contro Viktoria Hruncakova è stata travolta all'inizio, ma si è aggrappata alla prima di servizio nel secondo parziale per poi spuntarla in un set decisivo tiratissimo; nei quarti ha dovuto faticare di nuovo dopo essersi fatta rimontare un set di vantaggio da Lea Boskovic, una che arrivava dalle qualificazioni e aveva già buttato fuori la campionessa in carica.
La semifinale con Martyna Kubka è stata il manifesto della sua settimana: Salkova è partita malissimo al servizio ed è finita sotto anche nel secondo set. Lì si è messa a ragionare un game alla volta, ha sfruttato il calo e gli errori di Kubka ed è scappata via dopo aver salvato turni di battuta caldissimi nel finale.
Le chiavi della finale: servizio ballerino e gestione del serbatoio
Il confronto tattico gira tutto intorno ai primi quindici minuti. Salkova ha ammesso di soffrire in avvio con la battuta, e se regala seconde di servizio tenere a una ribattitrice affamata come Andreescu, rischia di pagare dazio subito. Nessuna delle due ha un servizio blindato sotto pressione: la differenza la farà chi saprà logorare lo scambio senza perdere la pazienza.
Poi c'è il giallo delle energie fisiche su questo cemento indoor. Andreescu si porta dietro l'incognita della coscia fasciata e dei crampi dei giorni scorsi, mentre Salkova non ha infortuni segnalati ma ha nelle gambe una doppia maratona tra singolare e il tabellone di doppio in coppia con Anna Siskova. In una battaglia lunga, i nervi e i polmoni peseranno quanto i dritti vincenti.

Servito piatto e teso. Rispondi con un like.









