Rovereto, semifinale ad alta tensione: l'assalto di Kubka contro la tenuta di Salkova
Signore e signori, allacciate le cinture perché sul cemento al coperto di Rovereto non si fanno prigionieri. La semifinale mette di fronte Martyna Kubka, numero 166 WTA, e Dominika Salkova, numero 120 del mondo. Entrambe arrivano da settimane altalenanti, ma qui al PalaBaldresca hanno finalmente ritrovato il pedale dell'acceleratore.
Martyna Kubka: il martello polacco alla prova della maturità
Per Kubka questa è la prima semifinale a questo livello, un traguardo che la spinge verso il suo miglior ranking in carriera. Dopo un periodo ordinario seguito alle qualificazioni dello US Open — dove contro Annika Penickova aveva comunque rimontato un tie-break perso e un avvio lento nel set decisivo — in Italia ha cambiato marcia. La polacca, seguita da Piotr Pawlak e legata al Piatti Tennis Center, su questi campi rapidi si sente semplicemente a casa.
L'esordio contro Alina Charaeva, reduce dalla bella vittoria a Pechino su Elena Rybakina, è stato un monologo di pura aggressività in cui l'avversaria non è mai entrata in partita. Kubka non ha poi fatto sconti nemmeno a Teodora Kostovic, confermando una splendida affinità con la superficie veloce senza accusare cali di tensione.
Nei quarti contro Gabriela Knutson c'è stato qualche brivido in più: Kubka ha sprecato le prime occasioni per chiudere il set d'apertura, ma si è rifatta subito con un turno di risposta autoritario. Poi Knutson ha chiesto l'intervento medico e, dopo uno scambio di break nel secondo parziale, si è ritirata mentre la polacca era avanti. Nessun problema fisico per Kubka, che però non si è certo riposata: in coppia con Isabelle Haverlag ha dovuto sudare in un lungo match tie-break nei quarti di doppio.
Dominika Salkova: l'arte di sopravvivere nella tempesta
Dall'altra parte della rete c'è Dominika Salkova, allenata da David Kunst, una giocatrice che ultimamente ha alternato grandi lampi a improvvisi passaggi a vuoto. A San Paolo aveva gestito una lunga attesa per pioggia battendo con autorità Jessica Bouzas Maneiro, salvo poi spegnersi contro Mary Stoiana dopo aver perso il tie-break del primo set. Anche a Samsun non aveva trovato continuità, prima di svoltare qui in Trentino dopo un primo turno comodo contro Elisa Visentin, costretta solo a difendersi.
Il vero capolavoro di resistenza Salkova lo ha firmato contro Viktoria Hruncakova. Travolta all'inizio dal tennis d'attacco dell'avversaria, la ceca si è aggrappata al servizio per restare a galla e aspettare il momento giusto in risposta, girando l'inerzia sul finire del secondo set.
Nel set decisivo Salkova ha dovuto salvare turni di battuta complicatissimi, si è ripresa subito dopo aver subito un break e ha chiuso un ultimo game interminabile dopo aver visto sfumare i primi match point. Non è stata una passeggiata, e anche lei ha accumulato fatica extra in doppio con Anna Siskova tra match tie-break e doppi impegni nella giornata dei quarti.
Chiavi tattiche: la furia di Kubka contro lo scudo di Salkova
Il tema tattico del match è chiarissimo: l'aggressività immediata di Kubka contro la capacità di Salkova di disinnescare la tempesta iniziale. Salkova ha già dimostrato contro Hruncakova di saper soffrire quando l'avversaria tira forte, ma contro una Kubka così a suo agio sul veloce non potrà permettersi di regalare un set di rodaggio.
Per non finire schiacciata in difesa, Salkova dovrà trovare subito stabilità al servizio, l'arma che le ha permesso di rimettere in piedi il match precedente e crearsi spazio per incidere in risposta. Dal canto suo, Kubka dovrà mantenere l'intensità vista nei primi turni senza andare fuori giri se la partita dovesse allungarsi.
Non ci sono precedenti o vecchie ruggini a condizionare la sfida, e il pubblico caloroso del PalaBaldresca si godrà lo spettacolo senza una vera beniamina di casa, nonostante i legami di allenamento di Kubka con l'Italia. Con entrambe le giocatrici integre ma reduci dagli sforzi combinati di singolare e doppio, la gestione delle energie nei momenti di pressione farà tutta la differenza del mondo.

Questa finiva negli highlights. Applausi qui sotto.










