Antonia Ruzic vs Kayla Day: rimonte folli contro la legge del servizio al WTA di Osaka
Secondo turno sul cemento del WTA di Osaka, ed è subito scontro tra due filosofie opposte. Da una parte c'è Antonia Ruzic, numero 91 del mondo, che ama trasformare le partite in montagne russe emotive. Dall'altra ecco Kayla Day, numero 119 e ripescata come lucky loser, pronta a blindare i propri turni di battuta.
Antonia Ruzic: l'arte della rimonta e il tabù della chiusura
All'esordio contro Paula Badosa, Ruzic ha deciso che vincere facile non faceva per lei. Ha perso subito il servizio in avvio e ha ceduto di nuovo la battuta a fine primo set. Poi però ha alzato i giri nel game di risposta, ha preso il largo a metà della seconda frazione e ha trascinato la contesa al terzo.
Nel set decisivo è andata avanti, si è fatta riprendere più volte dai controbreak di Badosa e ha chiuso strappando ancora il servizio a una rivale scossa dalla separazione dal coach Pol Toledo. Insomma, Ruzic genera una pressione feroce quando risponde, ma proteggere il vantaggio con la propria battuta è tutta un'altra storia.
Le settimane precedenti raccontano lo stesso copione da thriller. A Rovereto ha regolato con freddezza Anna Siskova, per poi buttare via un primo set già in tasca contro Bianca Andreescu. In quella maratona ha vinto il secondo parziale e ha annullato match point nel terzo contro una rivale in preda ai crampi, finendo comunque per cedere.
Anche nei tornei di Adana e Samsun la musica non è cambiata. Ruzic ha rimontato Teodora Kostovic, ma si è fatta scappare il match dopo aver dominato il primo set sia contro Leolia Jeanjean sia con Alicia Dudeney. Il livello per fare male c'è tutto, ma la tenuta mentale per chiudere la pratica resta un'incognita.
Kayla Day: una seconda vita in tabellone a suon di prime
Kayla Day ha sfruttato il suo biglietto da lucky loser con l'eleganza di chi non ha nulla da perdere. Dopo aver ceduto al terzo set nelle qualificazioni contro Maya Joint, ha dominato Sofia Kenin al primo turno. La sua arma letale è stata una prima di servizio intoccabile, che ha regalato punti rapidi e spento sul nascere ogni tentativo di risposta.
La fiducia non le manca di certo. A fine settembre ha dichiarato a Chris Oddo di sentirsi in grado di giocare alla pari con chiunque e di non aver mai servito così bene in carriera. Ha scelto di essere più aggressiva senza aspettare l'errore altrui, trovando una nuova serenità grazie al lavoro con il coach di Dallas Jean Anderson, il tecnico d'infanzia Larry Mousouris e il preparatore Richard Woodroof.
I risultati sul cemento le danno ragione, anche se con qualche passaggio a vuoto. A Guadalajara ha annullato set point contro Elvina Kalieva e ha firmato la partita della settimana WTA contro Liudmila Samsonova, risalendo da un pesante passivo nel set decisivo fino al tie-break finale. In mezzo ci sono il titolo vinto a Berkeley senza perdere un set e l'uscita prematura a Templeton contro la qualificata Amelie Van Impe.
Il verdetto del campo: la risposta di Ruzic contro gli angoli mancini di Day
Il nodo tattico del match è semplice: il servizio di Day contro la risposta aggressiva di Ruzic. Dopo aver affrontato una destrorsa come Badosa, Ruzic dovrà leggere le traiettorie mancine di Day, cercando di neutralizzare gli angoli per far partire lo scambio ed evitare risposte corte. Se Day comanda con la battuta, per Ruzic si fa dura.
Sul piano fisico entrambe arrivano senza infortuni segnalati e con un giorno libero per rifiatare prima di scendere in campo mercoledì. Ruzic si porta nelle gambe il viaggio internazionale e le battaglie con Andreescu e Badosa, mentre Day ha accumulato più partite passando dalle qualificazioni, ma assicura di muoversi benissimo. Con due giocatrici così, nessun vantaggio iniziale è al sicuro: vincerà chi saprà gestire meglio i passaggi a vuoto dopo un break subito.

Senza like non è un vincente, è solo uno scambio.











