Sun contro Liu, quarti a Guangzhou: il talento di casa e il conto della fatica
Il quarto di finale del Guangzhou Open, sul cemento cinese, mette di fronte due storie che vanno in direzioni diverse. Da una parte c'è Xinran Sun, wild card numero 405 del mondo, nata nel Guangdong e alla prima volta in un quarto di finale del circuito maggiore. Dall'altra c'è Claire Liu, numero 109, che a questo turno è arrivata senza giocare. L'intrigo vero però non è in classifica: è nelle gambe di Sun, che dopo l'ultima partita restano un punto interrogativo.
Xinran Sun, il pubblico di casa e un corpo che chiede tregua
Il primo turno contro Sawangkaew ha mostrato la versione più limpida di Sun: un avvio esplosivo, tennis propositivo e tanti vincenti. Quando l'avversaria ha cancellato il vantaggio iniziale, Sun non si è persa d'animo. Ha ripreso il controllo e ha chiuso con un ultimo turno di servizio molto lucido, nonostante la resistenza finale di Sawangkaew.
Contro Maria Timofeeva è andata diversamente. L'inizio è stato fluido ed energico, poi gli scambi lunghi da fondo l'hanno svuotata poco alla volta. Nel secondo set ha tenuto l'iniziativa per un po', ma tra break e controbreak sono cresciuti gli errori e la tenuta fisica è calata. Non si trattava di una scelta tattica: è stata lei stessa a raccontare di aver provato sfinimento e vertigini.
La rimonta nel set decisivo è stata notevole, anche se Sun non ha fatto tutto da sola. Timofeeva è andata a servire per il match e i suoi doppi falli, uno anche sul match point, hanno riaperto la partita. Nel tie-break decisivo, però, il merito è tutto di Sun: difesa tenace, palle piazzate con intelligenza e un dritto lungolinea per chiudere. È la prova di una bella tenuta nervosa nella sofferenza, non di un corpo in buona salute.
Il problema fisico è reale, ma i suoi contorni restano sfumati. Durante quella partita le cronache parlano di un fastidio al ginocchio, con trattamento a bordo campo e fasciatura. Altre fonti citano cure alla schiena e ai muscoli delle gambe. Di certo ci sono solo la stanchezza e le vertigini che lei stessa ha raccontato. La diagnosi, la gravità e il recupero nella notte non sono noti.
C'è anche un indizio che invita alla prudenza. Dopo il primo turno Sun aveva spiegato che l'eccitazione le copriva la fatica prima di giocare, e che la stanchezza era arrivata tutta insieme quando si era rilassata. Un buon avvio contro Liu, quindi, non basterebbe a dire che il serbatoio si è riempito. Somiglia al sole del mattino in autunno: scalda, ma non promette niente per il pomeriggio.
Dietro questa settimana c'è un percorso che non ha conosciuto soste. Sun arriva direttamente dalle finali junior di Chengdu, dove ha vinto il titolo. Prima ancora c'era stata la svolta allo US Open junior. A Pechino ha giocato un primo set durissimo contro Coco Gauff, rispondendo subito a un break e restando pericolosa fino in fondo. Poi Gauff ha preso il comando e Sun non ha più retto quel ritmo.
Gauff, a fine partita, l'ha descritta così: «Credo sia un po' più matura di quanto lo fossi io a 16 anni». Il pubblico di Guangzhou la spinge con forza: un centrale quasi pieno al debutto e boati a ogni punto vinto. Sun stessa ha detto che quel tifo le ha dato energia quando faticava ad andare avanti. Ha anche confessato di non voler deludere chi la sostiene, e nemmeno se stessa: è un pensiero bello, ma anche un peso in più da portare in campo.
Claire Liu, l'arte di salvarsi in extremis
Il torneo di Liu è iniziato con una rimonta. Contro Antonia Ružić era sotto match point mentre serviva per restare nel secondo set. Si è salvata, ha vinto il tie-break e ha deciso il set decisivo con un break arrivato tardi, in un game di risposta. Il dato più chiaro è la sua capacità di continuare a giocare bene quando la partita sembrava ormai persa, anche se prima era stata vulnerabile a lungo.
L'approdo ai quarti, invece, non dice nulla del suo livello. Il ritiro di Katerina Siniakova le ha risparmiato una partita e una notte di recupero. Questo conta per la freschezza, ma non dimostra un timing sulla palla più preciso né un tennis in crescita. L'ultima prova concreta resta la rimonta contro Ružić.
Anche il quadro più ampio consiglia di non esagerare con gli elogi. A Osaka Liu era passata dalle qualificazioni, ma si è fermata contro Magda Linette. Le ragioni di quella sconfitta non sono note, quindi sarebbe scorretto attribuirle alla fiducia, al fisico o alla tecnica. Resta comunque un invito a non leggere tutta la sua stagione alla luce della sola rimonta di Guangzhou.
C'è però un precedente recente che rende quella rimonta meno casuale. Nella finale del WTA 125 di Barranquilla Liu aveva travolto Anna Blinkova in avvio. Poi aveva perso l'iniziativa quando l'avversaria ha alzato il livello. Infine aveva rimontato un forte svantaggio nel set decisivo, annullando dei match point. Lo aveva fatto con gli scambi da fondo e la freddezza nei momenti caldi, più che con il servizio. Su come si senta davvero oggi, invece, non c'è nulla di certo: la sua tenacia è dimostrata, la sua serenità no.
Sul piano fisico, per Liu non sono stati segnalati infortuni nel torneo. Non equivale a un certificato medico, ma la differenza con l'avversaria salta all'occhio. Liu ha riposato. Sun ha appena finito una battaglia passata tra fasciature e capogiri.
Quanto a lungo può durare l'attacco di Sun
La domanda principale riguarda Sun: quanto può durare il suo attacco? Il suo tennis migliore è propositivo, fatto di iniziativa e vincenti. Contro Timofeeva, però, ogni scambio lungo in difesa le è costato caro sul piano fisico. Se riesce a comandare il gioco senza farsi trascinare in continue rincorse, il suo livello può reggere il confronto. Se lo scambio si allunga, il tempo lavora contro di lei.
Per Liu le soluzioni tattiche sono quasi scontate: palle profonde, cambi di direzione, costringere Sun a ripartire dopo ogni colpo difensivo. Si tratta di una deduzione logica, non di un piano annunciato. E non è nemmeno detto che i movimenti di Sun restino limitati: una notte di sonno, a quell'età e con quel pubblico, può fare miracoli. O almeno, così si spera nel Guangdong.
Il servizio sarà un terreno delicato per entrambe. Contro Timofeeva, i turni di battuta di Sun sono diventati sempre più faticosi con il passare dei game. Liu è stata a un passo dall'eliminazione al servizio contro Ružić e si è salvata solo in risposta. Più che chi serva meglio, conterà chi saprà passare dall'attacco a un turno di servizio sotto pressione senza perdere la testa.
Il riposo di Liu, però, non va scambiato per una resistenza superiore. Il walkover le ha alleggerito il carico, ma non prova che reggerebbe meglio una partita lunga. Allo stesso modo, la rimonta di Sun dimostra la sua voglia di lottare, non un corpo già recuperato. In comune, le due hanno l'abitudine di salvarsi sull'orlo della sconfitta: nessuna delle due si arrende quando l'altra si avvicina al traguardo.
Riassumendo, il talento e la tenuta nervosa di Sun sono veri, ma vanno tenuti separati da una incognita fisica ancora aperta. Liu porta in campo una comprovata capacità di soffrire e gambe più fresche, anche se il suo cammino fin qui dice meno di quanto lasci pensare un quarto di finale. L'appuntamento è per il 30 ottobre. Molto dipenderà da quale Sun si sveglierà quella mattina.

Non per i numeri. Ma nemmeno contro.










