WTA 250. GuangzhouWTA 250. GuangzhouCemento
29.10tra 16 h 8 min
Maria Timofeeva Maria Timofeeva
Xinran Sun Xinran Sun
tra 16 h 8 min
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Timofeeva contro Sun a Guangzhou: la varietà della testa di serie contro la wild card di casa

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Il secondo turno di Guangzhou mette di fronte due giocatrici che arrivano da settimane piene, per motivi diversi. Maria Timofeeva, testa di serie numero 7 e numero 72 del ranking WTA, porta in Cina il titolo di Porto e una sconfitta di qualità contro Naomi Osaka a Pechino. Dall'altra parte c'è Xinran Sun, wild card e numero 405, che gioca in casa, davanti a una tribuna che si riempie per lei. Sulla carta le classifiche raccontano una storia, ma il campo, finora, ne ha raccontata un'altra.

Timofeeva, una tennista che cresce mentre gioca

A Porto Timofeeva ha vinto una finale tutt'altro che comoda contro Reese Brantmeier, reduce da una semifinale brillante. Il primo set è stato una lunga lotta, poi la russa ha preso il controllo. Il commento più bello l'ha fatto lei: «Sono davvero contenta di come ho alzato il livello da una partita all'altra». È la soddisfazione di chi guarda il proprio gioco, non soltanto la coppa.

Pechino è stato l'esame più severo, e anche il più istruttivo. Contro Osaka le palle corte e il rovescio lungolinea hanno funzionato, i back bassi hanno inceppato le accelerazioni della giapponese. Timofeeva ha ribaltato il secondo set mescolando difesa e risposte aggressive, tanto che Osaka ha ammesso: «Sono sicura che la rivedremo, per come ha giocato».

Il punto debole è emerso nel set decisivo, subito dopo un'occasione mancata. Qualche errore gratuito e un doppio fallo hanno aperto la strada a Osaka, e quando Timofeeva si è ricomposta era tardi. È un'abitudine da tenere d'occhio: la delusione, in lei, rischia di travasarsi nel game di servizio successivo.

A Guangzhou l'esordio contro Teodora Kostovic è partito in salita, poi è diventato una rimonta netta: 11 degli ultimi 13 game. Più che il punteggio conta il modo, cioè una giocatrice che si assesta e poi impone il proprio ritmo. Non segnala problemi fisici, ma c'è un dettaglio da non trascurare: è iscritta anche al doppio con Polina Kudermetova, quindi il riposo tra un turno e l'altro non è necessariamente pieno.

Sun, il talento che sa ripartire

Sun è arrivata a Guangzhou dopo aver vinto le World Tennis Tour Junior Finals a Chengdu, ma sarebbe un errore archiviarla come una promessa del circuito giovanile. In finale contro Anna Pushkareva aveva perso l'inerzia nel secondo set, poi si è resettata e ha preso il largo nel decisivo. «Continuavo a ripetermi che non potevo mollare, dovevo continuare a lottare», ha raccontato. È una resilienza vera, conquistata dentro la fatica, non una serie di vittorie in carrozza.

Il primo assaggio del circuito maggiore era arrivato a Pechino. Contro Eva Lys stava dominando quando la tedesca si è ritirata per un problema al piede, quindi quel successo va preso con le pinze. Più eloquente la vittoria completa su Cristina Bucsa, una giocatrice esperta del Tour, ottenuta con potenza e mano.

Poi è arrivata Coco Gauff. Sun ha restituito subito il break iniziale e ha tenuto testa a lungo nel primo set, finché un suo vincente è stato annullato e fatto ripetere per lo sfarfallio dei pannelli pubblicitari. Gauff è uscita dal momento delicato e ha preso il comando; difficile dire quanto abbia pesato quell'episodio, ma la lezione resta: contro chi ha più mestiere, un equilibrio può sciogliersi in fretta. Gauff, alla fine, si è sbilanciata: «Credo sia un po' più matura di quanto lo fossi io a 16 anni».

All'esordio di Guangzhou contro Mananchaya Sawangkaew, Sun è partita forte e ha dovuto respingere i continui ritorni dell'avversaria. Nel set finale ha sfruttato un errore della thailandese per riprendersi l'iniziativa e, quando il margine si è assottigliato, ha servito per il match senza tremare. Il pubblico, con gli spalti quasi esauriti nella sessione serale, l'ha spinta nei momenti difficili, e lei stessa l'ha riconosciuto.

Il fisico è la nota a margine che non va cancellata. A Chengdu aveva chiamato un medical time-out per un dolore al ginocchio, e alla vigilia del torneo aveva ammesso la stanchezza dopo il volo e gli allenamenti affrettati sui campi nuovi. Dopo l'esordio però ha detto che l'entusiasmo aveva superato la fatica: il racconto più recente rassicura, ma la preparazione resta compressa. La testa, intanto, sembra a posto: nessun obiettivo dichiarato, solo il lavoro di ogni giorno, e una frase che dice molto: «Conosco il mio tennis e mi fido di me stessa».

Una sfida di ritmi su un campo che corre

Non c'è un confronto diretto a cui appoggiarsi, quindi la chiave va cercata negli stili. Timofeeva cambia altezza e velocità, usa il back corto per spezzare il ritmo e trova il lungolinea di rovescio. La domanda è semplice e insieme aperta: queste variazioni metteranno a disagio Sun, oppure le regaleranno palle più corte da aggredire?

Sun stessa ha indicato dove sente la distanza dal professionismo: «Devo migliorare la mia potenza». Per lei sarà decisivo tenere il servizio con regolarità e impostare bene il primo colpo dello scambio, senza essere spinta in difesa di continuo. Se ci riesce, il pubblico farà il resto; se no, la varietà della russa potrebbe logorarla.

Poi c'è il campo, che a Guangzhou pare particolarmente rapido. Sun lo ha descritto come veloce e un po' scivoloso, e anche Tjen ha parlato di superfici rapidissime. Su un cemento così contano il piazzamento iniziale e l'impatto pulito più della pazienza negli scambi lunghi, e questo potrebbe accorciare il tempo che Timofeeva di solito si concede per entrare in partita.

Il filo comune, in fondo, è la capacità di rialzarsi. Timofeeva si è appena ripresa da un avvio difficile, Sun da una finale che le stava scappando: un break subito presto non chiuderà niente. Il dubbio vero è un altro, e lo ammetto volentieri: vedremo prima il passaggio a vuoto della russa dopo un'occasione sprecata, o il ginocchio e la stanchezza di una ragazza che negli ultimi giorni ha fatto più strada di quanto il calendario consiglierebbe?

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Il mercato guarda il 405° posto di Sun e rischia di perdersi quello che ha appena fatto: battere in due set Cristina Bucsa e Mananchaya Sawangkaew. Sono segnali da livello da top 100 sul cemento, non una promessa appesa al cartellino. A Guangzhou i campi rapidi e il pubblico di casa possono darle altra spinta.

Timofeeva arriva bene, con un tennis vario che può spezzare il ritmo. Ma quando la partita si stringe le è già capitato di concedere game di servizio troppo molli; Sun, invece, ha mostrato di saper ritrovare il filo dopo un passaggio difficile. Ecco perché scelgo la vittoria di Sun: a 2,747 la quota mi sembra più alta del giusto.

Il rischio non è decorativo: Sun ha avuto una transizione compressa da Chengdu a Guangzhou e, di recente, un fastidio al ginocchio. Se Timofeeva la trascina in scambi lunghi con slice e smorzate, la tenuta fisica diventa la domanda vera. È il conto da mettere sul tavolo prima di farsi sedurre dal prezzo.

2.747
Vittoria — Xinran Sun
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