Han Shi contro Alevtina Ibragimova: rimonte da brividi sul cemento di Guangzhou
Signori, allacciate le cinture per il primo turno sul cemento all'aperto di Guangzhou. Da una parte della rete c'è Han Shi, numero 177 del mondo e invitata con una wild card, dall'altra Alevtina Ibragimova, numero 175 e appena uscita viva dalle qualificazioni. Due posizioni di distanza in classifica significano una cosa sola: qui l'equilibrio regna sovrano e i regali non sono ammessi.
Han Shi: la regina della pazienza che dimentica di chiudere a chiave
Han Shi ultimamente vive sulle montagne russe, ma di quelle divertenti. A Wuhan ha tirato fuori il coniglio dal cilindro: sotto di un set e indietro nel secondo contro Alexandra Eala, ha infilato una serie di game a cavallo dei parziali e ha dominato il set decisivo tenendo il servizio con autorità. Anche nelle qualificazioni contro Peyton Stearns aveva firmato una bella rimonta, spiegando poi la sua filosofia con un candidissimo "ho cercato di essere paziente".
Che il suo tennis da fondocampo faccia male lo sa pure Zheng Qinwen, che a Pechino ha ammesso quanta fatica le sia costata scardinare la resistenza di Shi nel primo set. Il vero tallone d'Achille di Shi non è costruire il vantaggio, ma proteggere il comando quando il vento gira. Chiedete a Leylah Fernandez, che a Wuhan faticava a sfondare negli scambi lunghi e si è trovata con un bel ritardo nel secondo set.
Poi Fernandez ha salvato un turno di battuta delicato e Shi ha spento la luce, confessando di aver commesso troppi gratuiti dopo essersi finalmente adattata al ritmo dell'avversaria. Stesso copione nell'uscita più recente a Ningbo contro Sorana Cirstea, dopo aver superato le qualificazioni battendo Alina Korneeva e approfittando del ritiro di Magdalena Frech. Contro Cirstea, Shi ha recuperato un break di svantaggio nel secondo parziale, ma si è fatta aggredire subito nei propri turni di battuta senza mai consolidare la rimonta.
Alevtina Ibragimova: il rodaggio sul cemento dopo le fatiche del weekend
Passiamo ad Alevtina Ibragimova, che i campi di Guangzhou li conosce già come le sue tasche. Per entrare nel tabellone principale ha dovuto sudare nel weekend qualificatorio, partendo con una vittoria in rimonta su Rina Saigo dopo aver ceduto il primo set. Nel turno decisivo contro Polina Iatcenko è stata più sbrigativa, chiudendo la pratica senza passare dal terzo parziale.
Questa doppia vittoria nelle qualificazioni è ossigeno puro dopo settimane sul cemento asiatico tutt'altro che memorabili. Ibragimova arrivava infatti da battute d'arresto a Seoul, Jingshan e Suzhou, che avevano raffreddato gli entusiasmi post-Antalya, dove a settembre aveva fatto strada ma sulla terra battuta. Aver rimesso in piedi il match con Saigo dimostra che la testa c'è, anche se non trasforma per magia il suo servizio o la sua risposta in armi letali.
L'incrocio tattico: gambe fresche contro ritmo partita
Qui il dilemma è vecchio come il tennis: meglio il riposo o il ritmo partita? Shi non gioca da Ningbo e grazie alla wild card ha saltato la trappola delle qualificazioni, mentre Ibragimova ha già assaggiato questo cemento per due giorni di fila. Entrambe arrivano senza infortuni segnalati, mentre l'effetto del tifo per Shi — molto rumoroso a Wuhan — resta tutto da verificare a Guangzhou.
Sul piano tattico, non ci sono precedenti diretti tra le due per questa sfida. La chiave girerà tutta attorno alla capacità di Ibragimova di togliere il tempo a Shi e rispondere subito ai suoi parziali, esattamente come ha fatto Cirstea. Dal canto suo, Shi dovrà passare dalla difesa solida all'attacco senza far esplodere il contatore degli errori gratuiti.
Prepariamoci a una battaglia di nervi dove partire male non è affatto una condanna. Sia Shi a Wuhan che Ibragimova qui a Guangzhou hanno dimostrato di saper rimontare dopo aver perso il primo set. Chi saprà tenere il piede sull'acceleratore dopo aver recuperato uno svantaggio si prenderà il secondo turno.

Quello era un ace. Il like è solo ammetterlo.










