Uchijima contro Linette a Chennai: lo sprint della numero 123 sfida la maratoneta dell'anno
Sul cemento di Chennai il secondo turno mette di fronte due mondi opposti per gestione delle energie. Moyuka Uchijima, numero 123 del ranking WTA, ha sbrigato il suo esordio con la rapidità di chi ha il tassametro acceso. Magda Linette, numero 68 e testa di serie numero 3, è invece uscita viva dalla partita più lunga dell'intera stagione nel circuito maggiore.
Moyuka Uchijima: la fretta di chi punta all'Australian Open
All'esordio indiano Uchijima ha travolto Rebecca Sramkova, una che arrivava fresca di titolo nel torneo minore di Suzhou. Niente psicodrammi o set regalati: Moyuka ha chiuso la pratica in un lampo, dando una bella spolverata a un periodo recente fatto di esitazioni e timing ballerino. La missione di fine anno è chiarissima: blindare l'ingresso diretto nel tabellone principale del prossimo Australian Open.
Il salto di qualità nel circuito maggiore resta però il suo vero rompicapo, perché come ha ammesso lei stessa a Tokyo, le giocatrici di vertice non ti lasciano mezzo spiraglio. Contro Elise Mertens ha provato a comandare lo scambio spostando l'avversaria col rovescio incrociato e girandosi sul dritto, ma le sue fiammate si sono spente contro le discese a rete e la solidità di Mertens nei punti pesanti.
Quando poi le tolgono il ritmo da fondocampo, i guai si moltiplicano. A Osaka, Mary Stoiana l'ha mandata fuori giri con palle basse, slice, pallonetti e attacchi in controtempo, approfittando di una palla break mancata da Uchijima nel set decisivo. Eppure la tenuta mentale non le manca: nello stesso torneo, contro Ena Shibahara, ha sprecato due match point di fila nel tie-break del secondo set, si è presa una pausa bagno ed è tornata in campo a prendersi la vittoria di pura freddezza.
Magda Linette: tre ore e mezza sulle montagne russe
Per approdare a questo secondo turno, Magda Linette ha dovuto fare gli straordinari contro Aliona Falei. La testa di serie numero 3 ha salvato il primo set quando Falei serviva per chiuderlo, dominando poi il tie-break. Nel secondo parziale, però, il braccio ha tremato proprio al momento di servire per il match: un errore di rovescio, un doppio fallo sanguinoso e tutto da rifare, prima di innestare finalmente la marcia giusta nel set decisivo.
Chiudere le partite ultimamente le costa una fatica tremenda, un film già visto a Seul dove aveva lasciato per strada altri match point. La grinta nei momenti di emergenza però è intatta, come dimostrato a Guangzhou annullando set point pesanti ad Anastasia Zakharova prima di prendersi il tie-break di apertura. Anche Katerina Siniakova, che l'ha battuta a Osaka prima di vincere il torneo, ha ammesso che Linette è una che non ti regala mai l'ultimo quindici.
Quando però l'avversaria alza il muro al servizio, Linette fatica a incidere nei game di risposta. Sempre a Guangzhou, la futura finalista Lilli Tagger le ha tolto ogni riferimento con la battuta, spegnendo sul nascere i suoi tentativi di rientrare in partita. Aver interrotto a Osaka contro Claire Liu una lunga striscia di sconfitte le ha ridato ossigeno, ma la continuità resta un cantiere aperto.
Le chiavi del match: il recupero fisico e la trappola del ritmo
Il primo grande interrogativo è il serbatoio di Linette dopo la maratona record del primo turno. Dal punto di vista medico non ci sono allarmi per nessuna delle due, e il ritiro di Uchijima a Wuhan è ormai acqua passata. Attenzione però a non dare Moyuka per riposata d'ufficio: il suo programma a Chennai prevede anche il doppio in coppia con Mai Hontama, in un tabellone già compresso dalla pioggia che ha cancellato la prima giornata.
Tatticamente, la partita gira intorno alla qualità di palla e alla tenuta del servizio di Linette. Se la numero 68 del mondo offrirà i passaggi a vuoto visti contro Falei nei propri turni di battuta, Uchijima avrà il terreno ideale per aggredire in risposta. Moyuka dovrà però continuare a costruire il punto anche quando il primo colpo vincente le tornerà indietro, senza farsi prendere dalla fretta.
Per disinnescare il topspin di Uchijima, la ricetta migliore l'ha mostrata Stoiana: variare le rotazioni, tenere la palla bassa e non darle mai lo stesso appoggio. Con il pubblico locale tutto concentrato sulle giocatrici di casa e la campionessa in carica Janice Tjen da un'altra parte, in campo conterà solo chi saprà nascondere le proprie crepe: i cali di tensione di Linette da un lato, i blackout di ritmo di Uchijima dall'altro.

Arrivato in fondo? Sei dei nostri. Mettici un like.












