Sei posizioni separano le due in classifica, ma Riera ha un picco in carriera più alto e, sulla terra di questa stagione, risultati migliori. La vittoria dell’argentina a 2,176 paga troppo per una semifinale che ha i contorni di una sfida equilibrata: il suo blocco di preparazione sulla terra dà sostanza al momento positivo.
Romero arriva da un quarto con Monnet durato oltre tre ore, sette doppi falli e una rimonta tutt’altro che lineare. Riera ha impiegato circa un’ora in meno contro Zarazúa; soprattutto, ha battuto con autorità Grabher a Cali, dopo che a Curitiba la spagnola aveva perso il controllo del match dopo un buon avvio.
Qui conta anche il modo in cui si gioca: il tennis solido e profondo di Riera può togliere a Romero il tempo per preparare le variazioni. A Lisbona, contro Burel, il ritmo più alto aveva già messo in difficoltà i suoi colpi d’attacco e le risposte.
Riera, però, attraversa ancora passaggi altalenanti; il tocco e le variazioni mancine di Romero possono cambiare l’inerzia. È il motivo per tenere la puntata contenuta, non per concedere alla favorita un margine che il campo recente non giustifica.











