Ben Shelton contro Tommy Paul a Parigi: derby USA ad alta tensione nei quarti
Sul cemento indoor del Rolex Paris Masters va in scena un quarto di finale tutto americano che promette scintille. Da una parte c'è Ben Shelton, numero 4 del ranking ATP e terza testa di serie, con il biglietto per Torino già comodamente in tasca. Dall'altra c'è Tommy Paul, numero 14 del mondo, che a Parigi insegue ancora la qualificazione alle Finals.
Shelton ritrova il tocco e la benzina dopo un autunno sulle montagne russe
Ben Shelton ha definito se stesso letteralmente bollito dopo lo US Open, ma a Parigi giura di sentirsi al cento per cento per la prima volta da settimane. Contro Cameron Norrie ha offerto un esordio autoritario, gestendo il servizio con sicurezza e spegnendo subito il tentativo di rimonta dell'avversario nel secondo set. Chi pensava che fosse già in vacanza mentale si è dovuto ricredere in fretta.
Il vero esame di maturità è arrivato contro Arthur Rinderknech, superato in rimonta dopo aver perso il primo set e aver visto il tie-break decisivo mettersi male. Shelton non si è limitato a bombardare: ha mostrato calma, aggressività controllata da fondo e un tocco delizioso a rete, chiudendo con una volée smorzata seguita da una chiusura controllata mentre il francese volava da una parte all'altra. In più c'è l'entusiasmo per il futuro: Juan Carlos Ferrero si unirà a papà Bryan nel team per la prossima stagione.
Restano però i campanelli d'allarme suonati tra Shanghai e Basilea, dove il solo servizio non è bastato per comandare il gioco. A Basilea Shelton ha faticato nei tie-break contro Aleksandar Kovacevic prima di cedere nel jeu décisif del terzo set a Jérôme Kym, più freddo di lui nel finale. A Shanghai, invece, Arthur Géa lo aveva spinto indietro rispondendo profondo e togliendogli la classica combinazione servizio e dritto.
Paul corre verso Torino tra risposte chirurgiche e qualche occasione sprecata
Tommy Paul ha una missione ben precisa: deve arrivare almeno in finale a Parigi per scavalcare Rafael Jódar nella corsa a Torino, sperando anche in un aiuto dagli incastri di Taylor Fritz. La pressione non sembra pesargli troppo, almeno a giudicare da come ha liquidato Mérida senza concedere quasi nulla. All'esordio contro un Holger Rune in fase di rodaggio aveva mostrato qualche tremore al momento di servire per il match, ma il margine accumulato gli ha permesso di chiudere senza danni.
Contro Quentin Halys si è visto il miglior Paul della settimana, capace di disinnescare un ottimo battitore con scelte d'attacco lucide nel tie-break del primo set e tanta pazienza nei game di risposta. Lo stesso Halys a fine partita gli ha fatto i complimenti per la qualità del servizio, la concentrazione e la totale assenza di regali. Paul si muove benissimo in avanti e chiude il punto a rete con grande agilità.
Il rovescio della medaglia si è visto nelle ultime settimane quando il livello degli avversari si è alzato e i punti sono diventati pesanti. A Vienna ha letto alla grande il servizio di Carlos Alcaraz e a Lione ha messo alle corde Fritz, ma in entrambi i casi non è riuscito a trasformare le occasioni in un vantaggio definitivo sul tabellone. Inoltre a Shanghai, contro Daniil Medvedev, il suo ritmo al servizio e la precisione da fondo sono calati vistosamente quando il terzo set è diventato una guerra di logoramento.
La chiave del quarto di finale: la profondità in risposta contro la prima palla d'attacco
Entrambi arrivano a questo appuntamento dopo aver zittito il pubblico francese, quindi il fattore campo sarà neutrale, anche se Shelton giovedì ha finito più tardi una battaglia ben più dura rispetto a Paul. La superficie indoor di Parigi non è un tappeto velocissimo: lo stesso Shelton ha fatto notare che, considerando le palline, non è il torneo più rapido che abbia giocato quest'anno. Chi si aspetta solo ace e scambi da due colpi rischia di rimanere sorpreso.
Il duello tattico ruota tutto attorno al game di risposta di Paul contro la prima palla d'attacco di Shelton. Se Paul riuscirà a rispondere profondo come fatto a Vienna contro Alcaraz, potrà impedire a Shelton di entrare subito con il dritto e costringerlo a giocare in arretramento. Shelton, dal canto suo, dovrà confermare la scelta dei colpi più matura vista contro Rinderknech e non forzare fuori giri quando la palla torna indietro veloce.
Attenzione però a non ridurre la sfida a un bombardiere contro un incontrista, perché il servizio di Paul a Parigi sta funzionando a meraviglia e non lo costringe a fare gli straordinari nei propri turni di battuta. Entrambi sanno prendere la rete con i tempi giusti e hanno dimostrato di saper chiudere il punto nei pressi del nastro. Se la partita dovesse allungarsi, conterà capire chi terrà meglio: la pazienza di Shelton nello scambio prolungato o la tenuta fisica ed emotiva di Paul dopo le occasioni mancate.

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