Zeynep Sonmez – Claire Liu: sangue freddo e ginocchia fasciate a Hong Kong
Sul cemento di Hong Kong siamo già ai quarti di finale e l'aria si fa elettrica. Da una parte c'è Zeynep Sonmez, numero 67 WTA, che sembra aver finalmente capito come chiudere una partita senza drammi. Dall'altra Claire Liu, numero 102 del ranking, pronta a sparare le ultime cartucce dell'anno.
Sonmez: la cura di Hong Kong contro il mal di chiusura
Fino a qualche giorno fa, la trasferta asiatica di Sonmez sembrava un manuale su come complicarsi la vita dopo un ottimo primo set. Contro Yulia Putintseva a Wuhan e contro Jil Teichmann a Guangzhou aveva costruito un vantaggio iniziale, salvo poi vedere il match scivolarle via di mano. A Osaka aveva persino rimontato da un set e un break di svantaggio contro Maya Joint, per poi fermarsi subito dopo contro Ann Li.
A Hong Kong, però, la musica è cambiata. All'esordio contro i colpi pesanti di Dayana Yastremska, Sonmez ha salvato turni di battuta delicatissimi sul finire del primo parziale, ha piazzato il break decisivo e nel secondo set ha preso il comando delle operazioni senza più voltarsi.
Nel turno successivo contro la lucky loser Mika Stojsavljevic è servito un altro tipo di sangue freddo. Sonmez ha dovuto sudare nel tie-break del primo set, ma ha tenuto i nervi saldi evitando la trappola del set decisivo. In più, l'ambiente le dà una grande carica: si gode l'ispirazione delle amiche Alexandra Eala ed Eva Lys e all'esordio ha avuto persino il tifo di Hong Kong tutto per sé.
Liu: disinstallare Instagram e colpire in risposta
Claire Liu è arrivata all'ultimo torneo della sua stagione con un'ottima idea: cancellare Instagram dal telefono e lasciare al fidanzato il compito di filtrare i messaggi degli hater. Anche il suo coach ha dovuto toglierle un po' di pressione di dosso, ricordandole di pensare al tennis e non al calendario. Un approccio più leggero che le serve per inseguire il primo titolo WTA in carriera, dopo aver già ripreso confidenza con i trofei nel torneo minore di Barranquilla.
In campo a Hong Kong i risultati si vedono. Contro una Tatiana Prozorova reduce da buone settimane tra Singapore e Guangzhou, Liu ha chiuso il primo set con un turno di battuta immacolato e ha gestito con pazienza il tentativo di rientro dell'avversaria. Poi contro Katie Boulter ha firmato un piccolo capolavoro di tenuta mentale: perso subito il servizio e sfumata un'occasione nel primo set, non ha smesso di spingere fino a incassare il parziale, piazzando infine la zampata in risposta sul finire del secondo.
Del resto, la capacità di soffrire non le manca. A Guangzhou aveva annullato match point a fine secondo set contro Antonia Ruzic, prima di passare sul velluto per il ritiro di Katerina Siniakova e cedere solo in un finale tirato all'emergente Xinran Sun. Un bel cambio di passo dopo gli intoppi autunnali di Wuhan e Osaka.
Campi pesanti, un giorno di riposo e il nodo del servizio
Non aspettatevi una pioggia di ace gratuiti. A sentire Katie Boulter, i campi di Hong Kong sono molto più lenti e pesanti rispetto a quelli di Osaka, e ogni punto va costruito col sudore. Qui si apre il vero interrogativo tattico della sfida.
Liu ha servito con grande ordine finora, ma su una superficie così esigente il punto non finisce con la prima di servizio. Dovrà comandare lo scambio anche sul colpo successivo, perché Sonmez a Hong Kong ha dimostrato di saper assorbire la pressione senza diventare passiva, pronta a colpire appena ha spazio.
Infine, occhio alle gambe e al calendario. Nessuna delle due gioca il doppio, ma Liu ha chiuso il suo ottavo il 4 novembre, guadagnando 24 ore di riposo in più rispetto a Sonmez, scesa in campo il 5. In compenso, Liu si è presentata contro Boulter con una vistosa fasciatura al ginocchio destro: lei ha minimizzato parlando dei soliti acciacchi di fine stagione, ma se gli scambi dovessero allungarsi, quel ginocchio e le energie residue diventeranno gli osservati speciali.

Arriva un pallonetto. Rispondi prima che scenda.











