Hijikata contro Etcheverry a Parigi: gli imbucati d'oro a caccia dei quarti
Se a inizio settimana vi avessero detto che il terzo turno del Rolex Paris Masters avrebbe offerto la sfida tra Rinky Hijikata e Tomas Martin Etcheverry, avreste chiesto dove fossero nascoste le telecamere. Invece eccoli qui sul cemento indoor di Parigi, il numero 83 del mondo partito dalle qualificazioni contro il 31 del ranking, pronti a giocarsi un posto nei quarti di finale dopo aver riscritto il copione di un autunno fin qui avaro di gioie.
Hijikata all'assalto: dal fango delle qualificazioni al colpo della vita
L'avvicinamento di Hijikata a Parigi era stato tutt'altro che memorabile, al netto di una buona resistenza a Basilea contro il servizio dominante di Taylor Fritz. Le qualificazioni parigine gli hanno però restituito ritmo e fiducia, convinto com'è di aver espresso quest'anno il miglior tennis della sua carriera nonostante i risultati autunnali. Al primo turno ha domato Luciano Darderi riprendendo subito il comando in un lunghissimo game di risposta dopo aver subito il contro-break, anche se va detto che Darderi era debilitato da una febbre trascinata da Vienna.
Il vero capolavoro tattico è arrivato contro Novak Djokovic, in quella che Hijikata ha definito la vittoria più grande della sua carriera. Partito male, ha cambiato marcia avanzando coi piedi dentro il campo, anticipando il dritto e prendendosi la rete con coraggio.
Invece di limitarsi a reggere l'urto, Hijikata ha tolto tempo a un Djokovic fisicamente provato dalla battaglia precedente e in calo con la battuta. Nel set decisivo ha salvato un turno di servizio delicatissimo con una volée coraggiosa, continuando a seguire la prima a rete fino a chiudere il match attaccando una seconda di servizio con la risposta di dritto.
Etcheverry: la cura parigina contro il mal d'autunno
Anche Etcheverry è sbarcato nella sua amata Parigi pieno di dubbi, deluso da un post-US Open arido e reduce dalla lezione subita a Vienna sotto i colpi di Matteo Berrettini. La svolta mentale è scattata al primo turno contro un Andrey Rublev a sua volta in crisi: perso il secondo set al tie-break dopo aver comandato, Etcheverry non si è sciolto. Ha tenuto il servizio con ostinazione nelle fasi più calde, dominando poi il tie-break decisivo grazie alla convinzione che il suo livello fosse comunque buono.
Contro Alex de Minaur ha alzato ulteriormente l'asticella, rimontando uno svantaggio iniziale, annullando palle set e vincendo gli scambi lunghi nel tie-break del primo parziale. Nel secondo set il suo dritto ha preso il comando delle operazioni per peso e precisione, permettendogli di gestire il vantaggio con grande autorità.
Va comunque fatta una distinzione tra la sua splendida tenuta sulle palle break nel primo set e il controllo totale, visto che de Minaur è parso affaticato dalle fatiche di Vienna e insolitamente falloso. Resta un Etcheverry rigenerato, soddisfatto di aver servito benissimo e di aver curato quei piccoli dettagli che decidono le partite tirate.
Dritto contro dritto: le chiavi tattiche sul cemento di Parigi
La sfida si giocherà tutta su chi prenderà per primo il comando delle operazioni con il dritto. Hijikata cercherà di giocare d'anticipo e di accorciare gli scambi venendo avanti con il serve-and-volley, mettendo pressione a una battuta di Etcheverry migliorata ma non immune ai pericoli. Dal canto suo, Etcheverry proverà a respingere le risposte aggressive dell'avversario per avere il tempo di caricare il proprio dritto, sapendo che se lo scambio si allunga ha ormai la pazienza necessaria per reggere il braccio di ferro da fondo.
Attenzione alle condizioni del campo al coperto, che non regalano vincenti automatici: come ha notato Daniil Medvedev in settimana, la superficie è piuttosto rapida ma la palla non esce pulita dalle corde. Sul piano fisico entrambi sono integri, ma con parecchi chilometri nelle gambe.
Hijikata si porta dietro il carico delle qualificazioni e il rischio di un fisiologico calo di adrenalina dopo l'impresa con Djokovic. Etcheverry ha invece speso tantissimo tra le maratone con Rublev e de Minaur, ma potrà almeno risparmiare energie preziose in doppio dopo il ritiro del compagno Francisco Cerúndolo per un problema alla schiena.

Spettacolo promesso, spettacolo dato. Tocca a te.










