ATP Masters 1000. ParisATP Masters 1000. ParisI.hard
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Rinky Hijikata Rinky Hijikata 2 2 6 6

Djokovic, il recupero prima di tutto: Hijikata mette alla prova la sua ripartenza

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Novak Djokovic arriva al secondo turno del Masters 1000 di Parigi con una rimonta nelle gambe e un recupero da verificare. Il 4 novembre affronta Rinky Hijikata, qualificato già ben inserito nelle condizioni del torneo: il confronto passa dalla capacità del serbo di ripetere il livello raggiunto nel finale dell’esordio.

Djokovic ritrova il gioco, ma deve recuperare il corpo

Numero 11 ATP e decima testa di serie, Djokovic ha superato Vacherot dopo una partenza complicata. Una volée di diritto sbagliata nel tie-break gli è costata cara; nel secondo set sono arrivati un break subito e un trattamento alla spalla destra.

La rimonta ha richiesto disciplina prima ancora che brillantezza. Djokovic ha recuperato il break e annullato palle break che avrebbero mandato Vacherot a servire per il match, poi ha cominciato a leggere meglio la battuta e a entrare con maggiore continuità nello scambio.

Nel set decisivo Djokovic ha imposto slice bassi, angoli e spostamenti, provocando soprattutto gli errori di diritto dell’avversario. È stato il suo tratto migliore, ma Vacherot aveva ricevuto cure alla caviglia: il finale non misura soltanto la crescita del serbo.

A Basilea, contro Humbert, Djokovic aveva già recuperato terreno attraverso risposte più profonde e maggiore pressione da fondo. Contro Struff, invece, servizio e discese a rete avevano limitato le sue occasioni; alcuni doppi falli nel finale del secondo set avevano aggravato il problema.

Pechino aveva mostrato un livello alto, soprattutto contro Zverev, mentre Shanghai aveva evidenziato difficoltà fisiche dopo quel carico. Djokovic lega i progressi recenti al miglioramento della salute, ma la natura dei problemi resta non chiarita e il pieno recupero della spalla non è confermato.

Dopo Vacherot, Djokovic ha definito fisicamente molto faticoso il terzo set. La qualificazione alle ATP Finals resta possibile, ma il suo obiettivo dichiarato è vincere una partita alla volta: prima di qualsiasi calcolo viene la tenuta del giorno successivo.

Hijikata ha trovato ritmo e risposte alla pressione

Hijikata, numero 83 ATP, ha costruito fiducia attraverso le qualificazioni dopo un periodo difficile nei tabelloni principali. Contro Kopriva ha visto svanire un vantaggio iniziale, ma ha tenuto nel tie-break e preso il controllo del secondo set.

Contro Darderi, Hijikata ha trasformato quella fiducia in pressione costante in risposta. Dopo aver perso il primo break di vantaggio, ha insistito fino a strappare nuovamente il servizio in un game prolungato; anche alla successiva reazione dell’avversario ha risposto subito.

Il successo ha mostrato buone scelte offensive e interventi efficaci a rete, non un servizio inattaccabile. Va inoltre pesata la difficoltà di Darderi sul cemento al coperto: il ritmo parigino di Hijikata è concreto, ma la sua trasferibilità a questo confronto resta da verificare.

Le cronache disponibili non segnalano infortuni per Hijikata. Ha giocato l’ultimo singolare lunedì, contro il martedì di Djokovic: dispone di un intervallo di recupero maggiore, pur avendo già sostenuto il percorso delle qualificazioni.

Risposta profonda contro iniziativa: il primo colpo utile decide

Djokovic ha descritto il campo di quest’anno come estremamente rapido, paragonandolo al ghiaccio. È una valutazione del giocatore, non una misurazione, ma chiarisce il peso di servizio, risposta e primo colpo dopo la battuta.

Lo stesso Djokovic ha indicato le qualità specifiche di Hijikata: posizione bassa, slice e abilità a rete sulle superfici veloci. L’australiano dovrà però costruire bene l’approccio: contro una risposta profonda, avanzare senza aver tolto equilibrio all’avversario espone il primo colpo di volo.

Per Djokovic, la priorità è trovare profondità in risposta senza concedere troppa iniziativa. È il lavoro sulla prima palla dopo il servizio: un colpo ben eseguito mette ordine, uno corto lascia subito il comando all’altro.

La difesa della seconda e la tenuta nei game sotto pressione saranno verifiche centrali per entrambi. Hijikata ha reagito bene ai vantaggi persi; Djokovic ha salvato situazioni delicate, ma a Basilea ha anche pagato improvvisi cali al servizio.

Gli scambi lunghi possono dare a Djokovic il tempo di costruire con profondità e angoli, ma aumentano il costo fisico. La chiave non è quindi allungare ogni punto: è trovare un equilibrio tra controllo dello scambio, efficacia dei primi colpi e tenuta fisica.

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Djokovic ha vinto con Vacherot, ma dopo 2 ore e 35 minuti, un set perso e un trattamento alla spalla. Anche contro Struff e Humbert gli sono serviti tre set: il tennis per cambiare marcia c’è, l’avvio autoritario non è garantito.

Hijikata arriva da una settimana parigina convincente: qualificazioni superate e 6-2 6-2 a Darderi. Sul campo rapidissimo, il suo gioco basso e le discese a rete possono togliere a Djokovic il tempo per costruire gli scambi con calma. La prova contro Darderi non basta a dare per scontato che ripeterà lo stesso livello, ma il ritmo c’è.

Per questo il Totale Over 22,5 a quota 2,088 ha margine: il divario di classifica può far immaginare una partita breve, mentre gli ultimi match di Djokovic e la fiducia di Hijikata rendono credibile una fase iniziale combattuta e un set decisivo.

Il rischio è concreto: se Djokovic sta bene, può imporre subito la sua qualità e chiudere con un punteggio come 6-3 6-3, insufficiente per superare la linea. Il suo recupero, dopo la spalla e la lunga partita, resta il punto da non dare per risolto.

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