Darderi contro Hijikata a Parigi: un autunno a strappi contro un qualificato che ha trovato la calma
Il Rolex Paris Masters si apre su un campo che il direttore del torneo, Cédric Pioline, ha voluto sensibilmente più veloce del solito, per avvicinarlo alle condizioni che i giocatori troveranno a Torino. Al primo turno, lunedì 2 novembre alle 13 ora di Mosca, Luciano Darderi, numero 23 del ranking ATP, trova Rinky Hijikata, numero 85, che arriva dalle qualificazioni. Sulla carta la gerarchia è chiara. Il fascino della partita sta nel fatto che entrambi arrivano a Parigi con una storia recente ancora da decifrare.
Darderi e un autunno fatto di schiarite
L'ultima immagine di Luciano Darderi è quella che pesa di più. Il 29 ottobre a Vienna Tommy Paul lo ha travolto fin dai primi scambi. Secondo SuperTennis, dopo il primo set la partita non ha mai cambiato direzione, e Sky Sport ha sottolineato il servizio eccezionale e il controllo totale dell'americano.
Non è stata una sconfitta decisa da qualche errore nel finale. È stata una giornata in cui Darderi non è mai riuscito a scalfire l'avversario, e i resoconti non citano problemi fisici a giustificarla. A volte una brutta giornata è soltanto una brutta giornata, ma arriva nel momento meno comodo.
Tre giorni prima, sempre a Vienna, si era visto un Darderi molto diverso. Contro l'amico Matteo Arnaldi aveva retto un primo set teso ed equilibrato, lo aveva sbloccato con un break nel finale e poi era ripartito di slancio nel secondo, con un ritmo che, secondo Tennis World, Arnaldi non poteva sostenere.
Dopo quella vittoria Darderi si era mostrato soddisfatto della potenza del servizio, della risposta e di come aveva gestito la testa contro un amico. A Ubitennis ha definito il fatto di cominciare a giocare bene al coperto «un grande passo». La frase dice quanto conti per lui questo adattamento, anche se il match con Paul consiglia di non darlo ancora per acquisito.
Ad Almaty, il 21 ottobre, era emerso un altro limite. Contro James Duckworth Darderi teneva il servizio senza affanni, ma giocava un tennis prudente da fondo, mentre l'avversario cercava il vincente. Il primo set è girato quando il dritto ha cominciato a tradirlo e una discesa a rete è stata punita da un pallonetto.
Nel tie-break finale Darderi ha lottato, salvandosi con un rovescio lungolinea e una prima al corpo. Poi ha sprecato un set point, ha scelto male un altro attacco e ha chiuso con un errore in risposta. La voglia di battersi c'era, la lucidità nelle scelte sotto pressione molto meno.
Anche Tokyo aveva lasciato segnali contrastanti. Il 1° ottobre contro Casper Ruud aveva recuperato un break di svantaggio, si era preso il tie-break del primo set e aveva chiuso con un turno di servizio sicuro. Il giorno dopo, contro un Jacquet aggressivo in risposta e ricco di variazioni, è cresciuto col passare dei game senza però mai prendere davvero il comando.
Dopo la sconfitta con Tsitsipas a Shanghai, il 10 ottobre, aveva parlato di un campo rapido in cui pochi punti decidono la partita. Aveva anche detto di restare motivato per il finale di stagione. Si sente la frustrazione per i risultati, non la stanchezza di chi ha già la testa alle vacanze.
Le motivazioni, del resto, non mancano. È arrivata la prima convocazione in Coppa Davis, che lo ha reso teso ma anche carico. Ha parlato della nonna, dell'orgoglio della famiglia e del legame con la zona di Bologna, dove si giocherà, pur ricordando che la scelta dei singolaristi spetta al capitano.
SuperTennis ha letto Vienna e Parigi come le tappe per rifinire la preparazione in vista di Bologna. Sullo sfondo resta anche l'obiettivo di classifica di fine anno, che i risultati recenti hanno complicato. In panchina c'è sempre il padre Gino, che a settembre parlava di colpi più pieni, di un servizio migliorato e della capacità di cambiare ritmo lontano dalla terra.
Fisicamente non risultano infortuni. A Parigi lunedì Darderi è atteso anche in doppio, e a Vienna aveva giocato pure il doppio: il carico di queste settimane non si misura soltanto sui match di singolare.
Hijikata, il qualificato che non perde la calma
Rinky Hijikata è alla prima partecipazione a Parigi e ha già trasformato un posto sconosciuto in un'occasione di tabellone principale. Contro Jaime Faria, all'esordio nelle qualificazioni, è passato senza fatica. A Bola ricorda però che Faria attraversava un periodo difficile, quindi quella vittoria va pesata con giudizio.
Più eloquente è stato il match con Kopriva del 1° novembre. Hijikata era scappato avanti, si è fatto riprendere e ha comunque tenuto i nervi saldi nel tie-break del primo set. Nel secondo ha rimesso le cose a posto con una pressione immediata in risposta e ha chiuso senza tremare: il vantaggio perso non si è trasformato in una rimonta subita.
Nemmeno Basilea va giudicata dal solo risultato. Ripescato come lucky loser, il 28 ottobre ha tenuto testa a Taylor Fritz in una partita dominata dai servizi. Il primo set si è deciso su un break, il secondo è rimasto in equilibrio fino al tie-break, che Fritz ha controllato. Bola Amarela ha parlato di un esordio complicato per l'americano.
Hijikata è stato contenuto, insomma, ma non dominato. Il quadro dell'autunno resta comunque meno brillante di questi giorni parigini. Ad Hangzhou, il 25 settembre, Rublev ha preso fiducia set dopo set e lo ha sommerso di accelerazioni, esattamente lo scenario che Hijikata dovrà evitare contro chi spinge forte.
Una luce è arrivata dal doppio di Tokyo. Il compagno Kaito Uesugi lo ha descritto così: «Visto che gioca così solido da fondo, io posso muovermi liberamente a rete». Ha raccontato anche di un Hijikata sorridente, che si godeva la giornata e lo aiutava a sciogliersi. È solo doppio, ma racconta bene il suo umore.
A settembre Hijikata diceva di sentire «miglioramenti tangibili» nel suo gioco, aggiungendo che tutto questo «ti dà semplicemente più fiducia». Al suo fianco c'è sempre Mark Draper, che descrive il proprio metodo come «parlare un po' meno, ascoltare di più e lasciare che il giocatore prenda in mano la propria carriera».
Nessun infortunio segnalato. Il passaggio dalla domenica delle qualificazioni al lunedì del primo turno è secco, ma le sue partite sono state contenute e non battaglie al terzo set. In più giocherà sullo stesso campo del suo ultimo turno di qualificazione, una piccola familiarità che non va però scambiata per un vantaggio.
Chi prende per primo l'iniziativa
La chiave sembra stare nel servizio di Darderi. Quando contro Arnaldi la prima gli ha dato l'iniziativa, il match si è aperto. Quando Jacquet e Duckworth hanno tenuto i loro turni con regolarità, Darderi non ha trovato il modo di cambiare l'inerzia. Contro un avversario solido da fondo dovrà prendersi lo scambio prima di finire a rincorrere.
Hijikata ha nella regolarità la sua base, ma con Kopriva ha mostrato di saper anche aggredire in risposta. Nulla indica che giocherà soltanto di rimessa. La domanda vera è se riuscirà a reggere la prima spinta di Darderi, cosa che contro Rublev non gli è riuscita.
Da tenere d'occhio anche le scelte di Darderi nelle transizioni a rete, che ad Almaty gli sono costate care nei momenti caldi. Andare avanti non è un errore in sé: conta come e quando lo fa. Sul piano dei tie-break nessuno dei due ha un'etichetta precisa, perché entrambi ne hanno vinti di importanti e ne hanno persi di dolorosi.
C'è poi il precedente di questa stagione a Cincinnati, che Tennis Australia ha citato come un riferimento positivo per Hijikata. Può dargli la sensazione che questa partita sia alla sua portata. Parlare di un vero vantaggio psicologico, però, sarebbe andare oltre i fatti.
Il campo più rapido e le palline Dunlop scelte per uniformare le condizioni dell'autunno indoor aggiungono un'incognita. Su una superficie così pochi punti possono decidere un set, come Darderi ha già sperimentato a Shanghai. Sul pubblico non ci sono indicazioni di un tifo schierato da una parte o dall'altra.
Resta il dubbio, e va detto con onestà. Bisogna capire se Darderi saprà ritrovare il tennis assertivo visto con Arnaldi dopo la batosta con Paul. E se la calma di Hijikata in queste qualificazioni è un vero passo avanti o soltanto una buona settimana. Il cielo sopra Darderi è a schiarite, quello di Hijikata promette sereno: lunedì si vedrà chi ha letto meglio le previsioni.

Le partite finiscono, gli appunti restano.










