Arthur Rinderknech — Francisco Cerundolo: muscoli d'acciaio o braccino nei momenti caldi a Parigi?
Signore e signori, benvenuti nell'arena di Nanterre per il primo turno del Rolex Paris Masters sul cemento al coperto. Da una parte della rete c'è Arthur Rinderknech, numero 61 del ranking ATP, dall'altra Francisco Cerundolo, numero 19 e sedicesima testa di serie. È il classico incrocio tra un rientro post-infortunio pieno di incognite e una campagna al coperto che sembra un giro sulle montagne russe.
Arthur Rinderknech: addominali in rodaggio e caccia al ritmo
Rinderknech si presenta a Parigi dopo un autunno da dimenticare in fretta. A Pechino, durante un match di doppio, ha rimediato un grave strappo addominale che lo ha costretto a saltare il singolare cinese e tutto il torneo di Shanghai, facendogli perdere punti pesanti in classifica. Il suo obiettivo dichiarato era tornare in campo proprio a Parigi per ritrovare il sorriso, ma ha anticipato il rientro la settimana scorsa a Basilea.
Il test svizzero contro la wild card di casa Jerome Kym, però, ha detto che la ruggine è ancora parecchia. Arthur ha retto per un set, salvo poi crollare in un tie-break a senso unico e lasciare strada all'avversario senza riuscire a invertire l'inerzia. La buona notizia è che non ha avuto ricadute fisiche; quella cattiva è che contro i punti pesanti l'esecuzione è andata in vacanza.
Per trovare il vero Rinderknech bisogna riavvolgere il nastro fino alla Coppa Davis di settembre, sempre con Lucas Pouille nel suo angolo. Lì ha alternato un avvio disastroso contro Liam Draxl a una prestazione maiuscola contro Félix Auger-Aliassime, messo alle corde a suon di prime vincenti prima di cedere al tie-break del secondo set e subire il break nel finale del set decisivo. Se il servizio gira, fa male; se gli addominali tirano o manca il ritmo, sono dolori.
Francisco Cerundolo: il braccino di Bruxelles e il giallo di Vienna
Dall'altra parte della rete, Francisco Cerundolo arriva con il nuovo assetto in panchina: via Pablo Cuevas, dentro Nicolás Massú. L'argentino cerca il primo titolo stagionale sul cemento per completare la collezione sulle varie superfici, e in ottobre ha mostrato sprazzi di grande tennis offensivo. A Pechino ha martellato con servizio, dritto e palle corte contro Jakub Mensik, prima di subire la rivincita del ceco a Shanghai sprecando troppo in risposta e innervosendosi per un'esultanza prolungata dell'avversario a rete.
Sul veloce al coperto di Bruxelles sembrava aver trovato la quadratura del cerchio. Ha domato i bombardamenti di Martin Damm vincendo un ottimo tie-break nel secondo set e ha regolato Clément Chidekh, pur con qualche esitazione nel chiudere. Poi, in semifinale contro il futuro campione Tallon Griekspoor, il cortocircuito: dopo aver dominato il primo set, Cerundolo si è fatto rimontare da un vantaggio di 5-3 nel set decisivo, perdendo al tie-break finale.
Quella botta psicologica ha presentato il conto pochi giorni dopo a Vienna contro Cameron Norrie. Persa una chance in risposta a fine primo set, Francisco è letteralmente sparito dal campo, smettendo di tenere il servizio. La stampa ha parlato di poco tempo per adattarsi, e lui non si è nemmeno riposato: è rimasto a Vienna a giocare il doppio con Tomás Martín Etcheverry fino al 31 ottobre, arrivando a Parigi con meno ore di recupero ma il braccio caldo.
Le chiavi del match: botte da orbi al servizio e gestione della pressione
Tatticamente questa partita non sarà una maratona di palleggi da fondocampo. Cerundolo non è un passapalle che aspetta l'errore: quando è in fiducia comanda lo scambio col dritto e usa la prima di servizio per aprirsi il campo o togliere le castagne dal fuoco. Il punto è capire se a Nanterre scenderà in campo la versione brillante di Bruxelles o il fantasma visto contro Norrie.
Rinderknech dovrà aggrapparsi alla sua prima di servizio per accorciare gli scambi ed evitare che Cerundolo lo faccia correre da una parte all'altra. La tenuta atletica e la libertà di movimento sulla battuta di Arthur sono il grande mistero di giornata: se sarà costretto a difendere a lungo, il recente strappo muscolare verrà messo a dura prova.
Infine, occhio ai nervi e al fattore ambientale nel finale dei set. Il pubblico di Nanterre prepara una bolgia tutta francese per spingere Rinderknech, ma tra il tie-break steccato da Arthur a Basilea e il passaggio a vuoto di Francisco sul più bello a Bruxelles, nei momenti di alta tensione può succedere di tutto. Vincerà chi saprà trasformare le palle break senza farsi venire il braccino quando la palla scotta.

Arriva un pallonetto. Rispondi prima che scenda.










