Cali, 4 novembre: Grabher e Riera di nuovo faccia a faccia, Tubello alla prova del giorno dopo

A Cali si gioca il secondo turno del tabellone femminile sulla terra, e la giornata ha l'aria di un secondo capitolo. Mezzo programma arriva dritto da Curitiba: chi ha vinto, chi ha perso una finale già in pugno e chi si è vista rimontare. Su questo campo non si riparte da zero.
Julia Grabher e Alice Tubello portano addosso la finale più lunga della settimana scorsa. Julia Riera, Leyre Romero Gormaz e Solana Sierra hanno qualche conto aperto con quella stessa settimana. Ecco le cinque partite che mi incuriosiscono di più:
- 16:00 — Leolia Jeanjean — Carolina Meligeni Alves
- 17:30 — Despina Papamichail — Renata Zarazua
- 18:00 — Julia Grabher — Julia Riera
- 18:00 — Alice Tubello — Marina Bassols Ribera
- 19:30 — Leyre Romero Gormaz — Solana Sierra
Orari in UTC.
Leolia Jeanjean — Carolina Meligeni Alves
Leolia Jeanjean è entrata nel torneo nel modo meno comodo possibile. Contro Lucia Bronzetti ha perso il primo set al tie-break e poi l'ha ripresa per mano, chiudendo 6-7(2) 6-4 6-3. È una giocatrice che sa stare sotto la pioggia: il recente titolo di Adana è arrivato attraverso partite lunghe, con una finale interrotta dal maltempo e un vantaggio che cambiava di mano.
La terra è casa sua, e lo dice anche chi la conosce bene. La capitana della Francia Alizé Cornet, parlando della sua convocazione, è stata netta: «So che è la sua superficie preferita» (FFT). Un elogio alla costanza e alla serietà, non un commento su questo match, ma rende l'idea.
Carolina Meligeni Alves arriva invece riposata. Non ha dovuto giocare le qualificazioni e all'esordio ha concesso un solo game a María Paulina Pérez García, che oggi gioca soprattutto in doppio: un 6-1 6-0 che racconta poco. Più eloquente è la sconfitta di Curitiba contro Grabher, 5-7 6-7(1), due set in cui la brasiliana è rimasta attaccata fino in fondo.
Penso che Jeanjean sia più vicina alla vittoria: ha più classifica e ha appena dimostrato di non perdere la testa dopo una partenza storta. Il distacco però mi sembra largo. Meligeni sulla terra logora lo scambio e raramente si scioglie, e con il +5.5 a mio occhio se la gioca bene.
Despina Papamichail — Renata Zarazua
Renata Zarazua ha aperto la settimana con un 6-1 6-1 su Katrina Scott, subentrata a Nadia Podoroska dopo il cambio nel tabellone. La federazione messicana l'ha descritta come una vittoria tranquilla, e per una volta l'aggettivo calza. In palio, secondo la stessa federazione, c'è il consolidamento della sua posizione nel circuito.
Despina Papamichail ha speso molto di più. Contro Lourdes Carlé ha dominato il primo set, ha perso un secondo combattuto e ha vinto il terzo 6-4. A Curitiba, oltre al singolare chiuso al set decisivo, si è fatta un lungo cammino in doppio: le gambe hanno lavorato parecchio, anche se quanto pesi oggi resta un punto interrogativo.
La greca è una terraiola vera, con una stagione 2025 ricchissima sul rosso e un 2026 decisamente più faticoso. Zarazua sulla terra ha numeri modesti, ma ha classifica e ritmo dalla sua. La chiave è semplice: Papamichail deve evitare che la partita si sistemi nella calma che Scott ha concesso.
Mi aspetto Zarazua avanti, e senza troppi sussulti: la differenza di carico tra le due mi sembra il fattore più concreto. Vedo una partita piuttosto corta, con l'under 20.5 game alla portata, salvo che Papamichail non riesca a trascinarla in un terzo set.
Julia Grabher — Julia Riera
È la rivincita più fresca possibile. Pochi giorni fa, in semifinale a Curitiba, Grabher ha battuto Riera 6-3 6-3, il passaggio più rapido di una settimana per il resto durissima. Il precedente più vecchio è del 2023 a Rabat, sempre sulla terra e sempre in semifinale: vinse l'austriaca 6-1 3-6 7-6(6). Due incroci, due vittorie di Grabher.
Il guaio, per Grabher, è quello che è successo dopo. In finale contro Tubello era avanti di un set, ha servito per il titolo e l'ha perso 6-3 6-7(5) 6-7(2). Poi, a Cali, ha dovuto rimontare anche Laura Pigossi, 3-6 6-3 6-2, sbagliando la prima volta che ha servito per il match e chiudendo al game successivo. Tenacia ammirevole, ma un'altra ora abbondante nelle gambe.
Il polpaccio che l'aveva fermata in primavera non risulta un problema attuale, e non lo tratto come tale. Resta la domanda sulla stanchezza, e su come si digerisce una finale scivolata via così. Sono dubbi, non fatti.
Riera arriva leggera, con un 6-1 6-1 su Valentina Mediorreal Arias. Sulla terra quest'anno ha una stagione da 41 vittorie, e a Curitiba aveva già rimontato Rebeka Masarova e Solana Sierra prima di fermarsi contro Grabher. Il suo compito è rendere la partita lunga e fisica, l'esatto contrario di una settimana fa.
Il quadro è torbido e lo ammetto volentieri. Sulla carta Grabher ha i precedenti e la classifica, ma se la fatica di Curitiba presenta il conto, Riera è la giocatrice giusta per incassarlo. Mi immagino una lotta lunga, probabilmente al set decisivo, e l'over 22.5 game mi sembra più credibile di quanto dica la linea.
Alice Tubello — Marina Bassols Ribera
Alice Tubello vive la settimana più bella della sua carriera. A Curitiba ha vinto una finale di oltre tre ore contro Grabher, salvandosi quando l'austriaca serviva per il titolo e chiudendo con due tie-break di fila. È il tipo di vittoria che o ti lascia svuotata o ti fa sentire invincibile.
Per ora sembra la seconda ipotesi. All'esordio a Cali ha battuto Masarova 6-3 6-0, con il secondo set ancora più a senso unico del primo. Sulla terra, quest'anno, ha vinto 45 partite: la fiducia ha radici solide, non è solo l'onda di un titolo.
Marina Bassols Ribera arriva da Courmayeur, su un'altra superficie, e il 6-2 6-0 a Sofia Costoulas dice che il ritorno sul rosso è cominciato bene. A giugno, dopo un infortunio al piede, diceva: «Adesso posso dire di essere in un buon momento» (Mundo Deportivo). Era un altro momento della sua annata, non un bollettino di novembre.
A mio occhio Tubello è più vicina alla vittoria: sulla terra ha più continuità e lo slancio della settimana non si è spento. La domanda vera è cosa succede se Bassols la costringe a un'altra battaglia. Penso a una vittoria della francese senza troppi game concessi, con il −2.5 che dovrebbe reggere.
Leyre Romero Gormaz — Solana Sierra
C'è una coincidenza quasi buffa in questa partita. A Curitiba entrambe hanno perso con lo stesso identico punteggio, 6-1 4-6 5-7: Romero Gormaz contro Grabher, Sierra contro Riera. Due partenze da padrone e due vantaggi evaporati strada facendo.
A Cali tutte e due hanno ripreso il filo. La mancina spagnola ha concesso un game a Polona Hercog, Sierra ha superato Selena Janicijevic 6-4 6-2. Romero porta con sé anche la finale di Lisbona, persa con Clara Burel dopo turni convincenti contro Fiona Ferro e Dalma Gálfi: segni di una giocatrice che sulla terra sta bene da settimane.
Sierra ha un 2025 straordinario sul rosso alle spalle e un 2026 più altalenante, con molta fatica sul cemento. La chiave per me è una sola: chi saprà cambiare quando lo schema che funzionava smette di funzionare. È proprio quello che a entrambe è mancato la settimana scorsa.
Qui non ho un'idea chiara su chi vinca, e le quote quasi identiche mi danno ragione. Mi aspetto però una partita lunga e piena di svolte, con un set decisivo nell'aria: l'over 22.5 game mi pare un'ipotesi ragionevole.
Grabher, Tubello e il conto di Curitiba
La domanda che attraversa tutta la giornata è quanto pesi la settimana scorsa. Grabher e Tubello hanno giocato la stessa finale estenuante, ma ne sono uscite con stati d'animo opposti; Romero Gormaz e Sierra ne hanno ricavato la stessa lezione amara. Se dovessi scegliere una partita sola, guarderei Grabher contro Riera: lì la fatica e la rivincita si incontrano nello stesso campo.
Le mie sono impressioni da cronista, con tutti i dubbi del caso. Chi vuole numeri precisi trova i pronostici dei tipster sulle pagine dei singoli match, dove ogni partita viene presa in esame nel dettaglio.

Bella partita, bel lettore. Manca solo un tap.