Basilea, 30 ottobre: Rune mette alla prova il rientro, Fritz e Fils si giocano Torino

Venerdì 30 ottobre a Basilea si giocano i quarti di finale. Il cemento al coperto della Svizzera ha già raccontato parecchio. C'è Holger Rune che torna dopo il lungo stop per il tendine d'Achille e vince solo al tie-break del terzo. Poi Jan-Lennard Struff, che ha fatto fuori Novak Djokovic. E c'è Jerome Kym, che ha battuto Ben Shelton a notte fonda davanti al suo pubblico.
In mezzo c'è la corsa alle Finals di Torino, che mette di fronte Taylor Fritz e Arthur Fils con un posto in palio. Sono quattro partite e ognuna ha una storia sua. Le racconto in ordine di orario:
- 13:00 — Holger Rune — Valentin Vacherot
- 14:30 — Taylor Fritz — Arthur Fils
- 17:00 — Jan-Lennard Struff — Nuno Borges
- 18:30 — Jerome Kym — Jiri Lehecka
Orari in UTC.
Holger Rune — Valentin Vacherot
Il ranking dice 195 e non racconta niente di Rune. È il ranking di chi è rimasto fermo a lungo dopo l'infortunio al tendine d'Achille rimediato a Stoccolma la scorsa stagione. Basilea però è casa sua: qui il suo bilancio in carriera è di 12 vittorie e 3 sconfitte, e si vede.
Questo torneo, però, non è stato una passeggiata. Con Quentin Halys è finita 6-4 6-7(2) 7-6(5). Con Hubert Hurkacz ha perso il primo set, ha rimontato e ha annullato un match point prima di chiudere 7-6(7) al terzo. Sono due fughe in salvo, non due dimostrazioni di forza. A mio occhio è il ritratto di un giocatore che ha ancora la testa da grande ma sta ricostruendo il corpo partita dopo partita.
Vacherot, numero 31, arriva da un pomeriggio che sfinirebbe chiunque. Ha vinto il primo set al tie-break contro Rafael Jodar, numero 11 del mondo, poi ha perso il filo e si è trovato sotto di un break nel set decisivo. Ha recuperato subito, ha retto alla nuova pressione e ha ribaltato il tie-break finale: 7-6(5). È un tennista che non incanta ma non si arrende, e lascia giocare meglio l'avversario senza mai farsi finire.
C'è anche un precedente, ed è a favore del monegasco: ai quarti di Shanghai 2025 Vacherot vinse in rimonta, 2-6 7-6(4) 6-4. Il dettaglio che pesa di più oggi è un altro. Rune ha avuto un giorno di riposo dopo Hurkacz, Vacherot no. Se quel giorno libero diventerà anche freschezza in campo, con un tendine appena tornato al lavoro, è un dubbio che non riesco a sciogliere.
Il quadro mi sembra torbido. Rune ha più talento e più riposo, Vacherot più partite piene nelle gambe e una resistenza che ha appena dimostrato. Mi aspetto un'altra battaglia lunga più che una vittoria netta, e l'over 24.5 game mi sembra più vicino della fuga in due set di uno dei due. Il vincente lo lascio al campo.
Taylor Fritz — Arthur Fils
Questo è uno scontro diretto per Torino. Fritz ha costruito sulla finale di Lione la sua rincorsa tardiva alle Finals. Fils, numero 8, cerca di blindare la prima qualificazione della carriera. Chi perde non esce dalla corsa, ma rischia di vedersela complicare parecchio.
Fritz a Basilea è cresciuto di turno in turno. Con Rinky Hijikata ha dovuto stringere i denti nel finale, 6-4 7-6(3). Con Denis Shapovalov è stato un altro giocatore: ha messo pressione al momento giusto nel primo set e ha preso il comando presto nel secondo, 6-4 6-3, senza mai lasciare un varco. È la versione di Fritz che mi piace di più, ordinata e senza sbavature.
Fils è passato per strade più tortuose. Con Giovanni Mpetshi Perricard non è stata una formalità, 7-6(5) 7-5. Con Alex Michelsen ha perso il primo set, ha servito per il match e ha restituito subito il break. Poi, nel tie-break decisivo, ha visto evaporare un altro vantaggio prima di ritrovarsi. Faraj Benlahoucine lo descrive vacillante con il traguardo in vista, bravo poi a semplificare e a lasciare a Michelsen gli errori decisivi (Orange Sports).
L'unico precedente è di Fils: Tokyo 2024, primo turno, 6-4 3-6 6-3 sul cemento. Entrambi hanno settimane piene alle spalle. Fritz arriva dalla finale di Lione, Fils da un lungo cammino a Bruxelles e da una partita di nervi contro Michelsen. La stanchezza vera nessuno l'ha certificata, ma un dubbio me lo concedo.
I bookmaker vedono Fils leggermente avanti, io invece tendo verso Fritz. Il suo tennis di questa settimana non regala i break gratuiti che Fils ha dovuto ricucire contro Michelsen. Fils però ha dimostrato che perdere il filo non lo spezza. Per questo mi aspetto una partita tirata, con almeno un tie-break, e l'over 25.5 game mi sembra la lettura più naturale.
Jan-Lennard Struff — Nuno Borges
A 36 anni Struff sta vivendo un autunno da ragazzo. Al coperto, nel 2026, ha vinto 6 partite su 7. Ha giocato la finale di Bruxelles, persa in rimonta con Tallon Griekspoor, e a Basilea ha battuto Djokovic 6-7(4) 7-5 7-6(5). Ha perso il tie-break iniziale senza scomporsi, ha sfruttato una serie di doppi falli del serbo nel finale del secondo set e ha chiuso il decisivo con autorità.
Il rovescio della medaglia è il calendario. Da Bruxelles in poi Struff non ha mai avuto il tempo di staccare davvero, e dopo una vittoria così l'adrenalina prima o poi presenta il conto. Come Struff gestisca il calo dopo le grandi notti è la domanda vera della partita.
Borges invece ha avuto un giorno in più per recuperare e arriva sereno. Con Mika Brunold era stata una passeggiata, 6-3 6-1. Con Casper Ruud ha perso il primo set 6-1 e poi ha cambiato la partita: «Sto migliorando, i campi qui mi piacciono» (Bola Amarela). Lui stesso indica nel cambio di palle il momento in cui si è sentito più a suo agio. Non ha aspettato che Ruud crollasse, si è adattato.
L'unico precedente è del portoghese: Maiorca, giugno 2026, 6-4 7-5. Ma era sull'erba, e conta il giusto. La chiave mi pare semplice da dire e difficile da fare. Struff deve imporre subito il suo tennis di pressione, Borges non deve concedere un'altra partenza passiva come quella con Ruud.
Qui confesso un'incertezza sincera. Struff al coperto quest'anno è stato un altro giocatore, Borges ha più riposo e un'evidente fiducia nei campi. La partita può andare da tutte e due le parti, e dipenderà da quanta benzina è rimasta a Struff dopo Djokovic. Se il tedesco parte bene lo vedo favorito, se si allunga sale Borges, e con il +1.5 il portoghese mi sembra in una posizione comoda.
Jerome Kym — Jiri Lehecka
Kym, numero 222, è l'ultimo svizzero rimasto a Basilea. Ha appena firmato quella che la stampa elvetica chiama la vittoria più importante della sua carriera: 6-3 6-7(4) 7-6(1) contro Ben Shelton, numero 4 del mondo. È stato a lungo il migliore in campo. Ha sfiorato la chiusura già nel secondo set, ha costruito un altro vantaggio nel terzo, si è irrigidito, si è visto sorpassare e poi ha dominato il tie-break finale.
Quella partita è finita a notte fonda, e oggi si torna in campo con un recupero cortissimo. Non c'è nessun infortunio segnalato, solo la stanchezza plausibile di chi ha speso tutto davanti al pubblico di casa. Se l'emozione lo spingerà o lo svuoterà, onestamente non lo so.
Lehecka ha avuto una settimana più tranquilla, almeno sul piano dei nervi. Ha chiuso il torneo d'addio di Stan Wawrinka, 7-5 7-6(2), e ha già imparato a giocare contro un palazzetto che tifa per l'altro. Con Daniel Altmaier ha vinto 7-5 6-4, ma il tedesco aveva problemi fisici e da quel punteggio non tiro conclusioni troppo grandi. I due non si sono mai affrontati.
Penso che Lehecka sia più vicino alla semifinale. Ha più riposo, una settimana più lineare, e contro Kym gli basta assorbire i momenti di furia senza regalare slancio. Kym però ha già mostrato di poter dominare lunghi tratti, e con il tifo di casa difficilmente crollerà presto. Mi immagino set stretti, e il +2.5 di Kym mi sembra un margine che può reggere.
Rune, Struff, Kym: il conto della fatica a Basilea
La domanda che attraversa tutta la giornata è una sola: quanto costa vincere una partita impossibile? Vacherot e Kym tornano in campo senza respiro, Struff si porta dietro Djokovic e Bruxelles, Rune deve capire quanto regge il suo tendine. Nel frattempo Fritz e Fils si giocano qualcosa che va oltre Basilea. Se dovessi scegliere una partita sola da vedere, sceglierei quella per Torino, ma il cuore mi porta verso il tie-break che Kym potrebbe ritrovarsi a giocare stasera.
Le mie sono impressioni, raccolte guardando come questi giocatori portano addosso la settimana.

Il campo decide la partita. Voi decidete l'umore.