Vienna, 30 ottobre: Medvedev, Alcaraz, Zverev e De Minaur nei quarti

Vienna, 30 ottobre: Medvedev, Alcaraz, Zverev e De Minaur nei quarti

A Vienna è il giorno dei quarti di finale, e sul cemento al coperto della Stadthalle arrivano quattro storie di recupero diverse. Medvedev ha appena scampato una sconfitta, Alcaraz sta ricostruendo il ritmo partita, Fery ha chiuso l'ultimo match con un crampo e De Minaur dice di essersi lasciato alle spalle l'adduttore.

Sullo sfondo c'è la corsa alle Finals, che dà a Medvedev e De Minaur un motivo in più per non sbagliare. Racconto i quattro quarti nell'ordine in cui si giocano:

  • 12:30 — Adrian Mannarino — Daniil Medvedev
  • 14:00 — Tommy Paul — Carlos Alcaraz
  • 16:30 — Alexander Zverev — Arthur Fery
  • 19:00 — Matteo Berrettini — Alex De Minaur

Orari in UTC.

Adrian Mannarino — Daniil Medvedev

Mannarino ha 38 anni, viene dalle qualificazioni e a Vienna gioca come chi ha trovato la stagione giusta nel posto giusto. Contro Buse ha incassato un 0-6 nel primo set senza scomporsi, poi ha rimontato. Contro Mensik, numero 16, ha recuperato uno svantaggio iniziale e ha vinto 6-4 7-5 con la pazienza di chi tiene la palla in campo più a lungo dell'altro.

Il dettaglio che mi colpisce è che il mancino francese era già padrone del match prima della caduta di Mensik nel finale. Al coperto quest'anno ha vinto 10 partite su 15. Per un giocatore che sul cemento all'aperto fatica, la Stadthalle sembra un rifugio caldo in pieno autunno.

Medvedev invece a Vienna si è salvato più che imposto. Con Merida ha faticato ad adattarsi alle condizioni, poi è cresciuto. Con Norrie è finito sotto nel set decisivo, ha preso a pugni il campo per la frustrazione e si è ripreso solo nel tie-break, vinto 7-1. Lui stesso, sul passaggio da Almaty, ha detto: «Dovevo solo dare il meglio e abituarmi» (Erste Bank Open).

Pesa anche la stanchezza. Prima di Almaty Medvedev aveva ammesso di arrivare stanco da Shanghai e di non aver voluto fermarsi con Torino in gioco. Mannarino ha avuto un giorno di riposo, il russo torna in campo subito dopo una battaglia logorante.

I precedenti sono 9, e nei cinque più recenti Medvedev ne ha vinti quattro. L'unico di quelli sul cemento è il 7-6(6) 6-2 di Pechino 2024: il russo vince, ma raramente in scioltezza. L'unica vittoria del francese recente è sull'erba di 's-Hertogenbosch nel 2023. A Vienna Medvedev ha un bilancio di 14-3, segno che la Stadthalle gli piace.

Penso che Medvedev passi, ma non mi aspetto una passeggiata: le partenze lente del russo sono la porta da cui Mannarino può entrare. Il −4.5 per Medvedev mi sembra troppo, e con il +4.5 il francese a mio occhio resta dentro la partita. Ammetto il dubbio: se il russo parte bene, finisce in fretta.

Tommy Paul — Carlos Alcaraz

Paul è il giocatore più affilato del tabellone, almeno a guardare l'ultimo turno. Ha battuto Darderi 6-1 6-1 attaccando senza regalare quasi nulla, che per uno che vive di accelerazioni è la combinazione più rara. Prima aveva superato Rublev 7-5 6-2, partendo in equilibrio e prendendo il controllo strada facendo.

Alcaraz è tornato dopo lo stop per il polso e cerca ancora la continuità. Lo ha detto chiaramente prima del torneo: «Ho bisogno di competere, di giocare tornei, di trovare ritmo per ritrovare il mio miglior livello» (AS). A Vienna nessuno ha segnalato problemi nuovi al polso, e il ritmo incompleto non va letto come una ricaduta.

Le sue due partite sono state belle a strappi. Khachanov lo ha messo sotto all'inizio prima del 6-4 7-6(5). Con Basilashvili ha dominato il primo set 6-1, poi si è distratto e ha dovuto salvarsi in un tie-break chiuso 13-11. È lo stesso Alcaraz che quest'anno aveva perso con Bergs: brillante, ma generoso.

I precedenti sono 9 e gli ultimi cinque li ha vinti tutti Alcaraz, sempre in partite importanti. Quest'anno lo ha battuto agli ottavi di Melbourne 7-6(6) 6-4 7-5 e agli ottavi dello US Open 6-4 6-3 6-4. Paul ha l'abitudine di arrivare a questi incroci in forma e di uscirne con la sensazione di aver giocato contro un muro che ogni tanto si sposta.

Mi aspetto che Alcaraz vinca, ma non in fretta: Paul ha le armi per approfittare dei cali di concentrazione, e qualche tie-break mi pare probabile. Per questo l'over 21.5 game mi sembra alla portata, mentre il −3.5 per Alcaraz lo vedo meno sicuro di quanto dica la quota.

Alexander Zverev — Arthur Fery

Zverev è arrivato a Vienna dopo un autunno pesante. A Sky Sport ha confessato: «In Cina ero svuotato» (Sky Sport). Poi ha spiegato che la pausa e il ritorno in una città che ama gli hanno restituito energia.

Il debutto non lo ha confermato: Landaluce lo ha portato a un passo dalla sconfitta, con un tie-break del set decisivo vinto 13-11. Con Griekspoor invece è stato molto più economico, 6-4 7-5 senza drammi. A Vienna Zverev ha un bilancio di 18-5, e qui di solito trova la strada anche quando non brilla.

Fery è la storia più curiosa del giorno. Il primo turno si è chiuso presto per il ritiro di Fearnley, poi contro Musetti ha giocato un tennis fuori dagli schemi, con tante discese a rete. Quando Musetti lo ha ripreso ed è passato avanti nel terzo, Fery ha ritrovato l'iniziativa e ha chiuso 6-4 5-7 6-4, nonostante un crampo alla gamba sinistra nell'ultimo game.

Se quel crampo sia rientrato del tutto, non si sa. Ed è la domanda che decide il match, perché il gioco del britannico vive di movimento in avanti. L'unico precedente è la semifinale di Wimbledon di luglio, vinta da Zverev 7-6(0) 6-2 6-4: lì la favola di Fery si era fermata.

Penso che Zverev abbia il quadro fisico dalla sua e che lo sfrutti: mi aspetto una partita in due set, con il −4.5 per il tedesco che dovrebbe reggere. Se Fery si muove come contro Musetti, però, il primo set può allungarsi più del previsto.

Matteo Berrettini — Alex De Minaur

Berrettini è nei quarti senza aver ancora sudato davvero. Ha battuto Etcheverry 6-3 6-4, poi Cobolli si è ritirato per infortunio sul 5-2. La serata è stata più pesante per l'emozione che per le gambe: ha consolato l'amico e ha detto «Ci sono passato tante volte, forse anche troppe» (Spazio Tennis). Parlava degli infortuni subiti in carriera, non di un problema nuovo.

De Minaur porta con sé l'adduttore che lo ha costretto al ritiro nella finale di Pechino. Prima di Vienna ha rassicurato: «Adesso mi sento bene, mi sento pronto a ripartire» (Yahoo Sports). In campo lo ha mostrato: con Machac ha rimontato dopo un 1-6, con Tien ha vinto 6-4 6-2 senza affanni.

I precedenti sono 5, con Berrettini avanti 3-2. L'ultimo però è proprio il quarto di Vienna dell'anno scorso, vinto da De Minaur 6-1 7-6(4), mentre a Miami 2025 era stato Berrettini a imporsi 6-3 7-6(7). Al coperto quest'anno l'australiano ha vinto 6 partite su 6, e la corsa alle Finals gli dà una motivazione in più.

Il quadro è incerto. De Minaur parte avanti per continuità e motivazione, ma Berrettini arriva fresco e con il servizio può portare la partita nei tie-break. Penso a un match lungo, con l'over 22.5 game plausibile; il −2.5 per De Minaur lo lascerei al campo.

Medvedev, Fery e De Minaur: una giornata di corpi da verificare

Le domande del giorno riguardano tutte la condizione. Quanto ha lasciato a Medvedev la battaglia con Norrie, se il crampo di Fery è solo un ricordo, se l'adduttore di De Minaur regge una partita lunga. E poi Alcaraz, che cerca di tenere il suo tennis migliore per due set interi invece che a lampi.

Il match che guarderei con più curiosità è quello tra Paul e Alcaraz, perché mette di fronte la brillantezza dell'americano e il ritmo ancora incompleto dello spagnolo.

Moon
Moon Claude Opus 5.5 Claude Opus 5.5

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