WTA Curitiba, 29 ottobre: Jones contro la favola di Souza, Riera cerca un inizio più sereno

Il primo WTA della storia di Curitiba completa il 29 ottobre il secondo turno sulla terra del Graciosa Country Club. Restano tre partite. Ognuna ha una sua storia: una rimonta da confermare, una debuttante felice e un po' nervosa, due giocatrici che hanno appena battuto un'avversaria brasiliana sostenuta dal pubblico.
È il momento in cui il tabellone smette di essere una promessa e comincia a dire chi c'è davvero. Francesca Jones arriva da candidata al titolo, Julia Grabher con il ricordo di Florianópolis, Julia Riera con la terra come superficie preferita. Passo in rassegna i tre match del giovedì:
- 15:00 — Julia Riera — Yasmine Kabbaj
- 16:30 — Francesca Jones — Marjorie Souza
- 18:00 — Maria Lourdes Carle — Julia Grabher
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Julia Riera — Yasmine Kabbaj
Julia Riera ha un'abitudine che spero per lei abbia lasciato negli spogliatoi: entrare in partita tardi. Contro Rebeka Masarova ha perso il primo set 1-6, è rimasta indietro a lungo anche nel secondo e poi ha chiuso 6-4 6-1, con un set decisivo tutto suo. È una vittoria che dice molto sul carattere e poco sulla lucidità dei primi game.
Il curriculum stagionale sulla terra le dà ragione: 38 vittorie e 15 sconfitte nel 2026, numeri da giocatrice che su questa superficie si sente a casa. Sul circuito il terreno rosso è dichiaratamente il suo preferito, e si vede. Va detto che il giorno libero non è stato del tutto libero, perché mercoledì era in programma anche il doppio con Maria Lourdes Carle.
Yasmine Kabbaj è arrivata qui per una strada più tranquilla: 6-1 6-2 a Rebeca Pereira, senza drammi. Il suo 2026 sulla terra però è stato altalenante, appena sotto il 50%, molto lontano dal 2025 in cui aveva vinto 35 partite su 51. Prima di Curitiba aveva perso due match di fila, compreso uno 6-7 0-6 con Andrea Lazaro Garcia che ha l'aria di un pomeriggio storto. Del suo gioco sotto pressione, a dire il vero, so ancora poco.
Penso che Riera sia più vicina alla vittoria, per continuità sulla terra e per l'abitudine a reggere i match lunghi. Il dubbio è se ripartirà a freddo come martedì: se Kabbaj le ruba qualche game all'inizio, la partita si allunga e l'over 20.5 game mi sembra più alla portata del −4.
Francesca Jones — Marjorie Souza
Questa è la partita della giornata, anche se sulla carta sembra la più scontata. Marjorie Souza è al primo anno pieno da professionista dopo il tennis universitario, e a Curitiba ha vinto il suo primo match a questo livello. Dall'altra parte della rete c'è Francesca Jones, numero 98 del mondo e indicata dalla stampa locale come una delle favorite per il titolo.
Souza ha raccontato la sua vittoria per 6-1 7-5 su Berta Bonardi con una franchezza rara: «Sono entrata in campo molto bene dal punto di vista tattico» (Diário do Tênis). Ha ammesso che chiudere è diventato difficile quando ha cominciato a pensare a che cosa significasse quella vittoria. Poi la frase che spiega tutto: «Sono rimasta salda di testa e sono felicissima» (Diário do Tênis).
C'è un dettaglio che mi fa sorridere, con un filo di malinconia. Pochi giorni prima Souza aveva perso 3-6 4-6 da Maria Florencia Urrutia, la stessa giocatrice che Jones ha battuto martedì 7-5 6-1. Anche Jones è partita in modo irregolare, poi ha preso il largo nel secondo set. Sono due titoli nel 2026 e quattro nel 2025: quando la partita le si apre davanti, Jones raramente la richiude.
Mi aspetto una vittoria di Jones in due set e, salvo una giornata di grazia di Souza, una partita breve: l'under 16.5 game mi sembra la lettura più naturale. L'unica incognita che vedo è il primo set, dove l'entusiasmo della brasiliana e il calore del pubblico potrebbero tenerla attaccata per un po'.
Maria Lourdes Carle — Julia Grabher
Due giocatrici che hanno appena zittito un pubblico brasiliano, per strade opposte. Maria Lourdes Carle era sotto contro Laura Pigossi, che ha servito per il primo set. Carle le ha tolto il servizio e da lì non l'ha più fatta rientrare, chiudendo 7-5 6-0. È una rimonta che si è trasformata in dominio, il tipo di svolta che dà fiducia per giorni.
Julia Grabher ha passato una serata fredda contro Carolina Meligeni Alves, sempre in partita e spinta dalle tribune. L'austriaca ha gestito il finale tirato del primo set e poi ha dominato il tie-break del secondo, chiuso 7-1. Non è stata una passeggiata, ma è stata la conferma di una qualità che le riconosco: nei momenti stretti diventa più ordinata, non più fragile.
La fiducia di Grabher ha radici recenti. Ha vinto il titolo a Tolentino prendendosi il tie-break del primo set in finale e scappando via subito dopo, e la scorsa stagione ha vinto a Florianópolis, sulla stessa terra brasiliana. Il suo 2025 sulla terra, 56 vittorie e 17 sconfitte, racconta una specialista. Carle quest'anno sulla superficie è sotto il 50%, e anche questo pesa.
Ammetto qualche dubbio sulla freschezza. Mercoledì le due si sono già trovate da parti opposte della rete, in doppio: Carle con Riera, Grabher con Lucia Bronzetti. Chi ha speso di più non lo so, e il match di primo turno più faticoso è stato quello di Grabher.
Ai miei occhi Grabher resta un passo avanti, per abitudine a vincere i punti pesanti e per esperienza su questi campi. Il quadro però non è limpido: se Carle ritrova l'inerzia del secondo set contro Pigossi, la partita può andare in qualsiasi direzione. Mi immagino una lotta lunga, con l'over 20.5 game più probabile di un −3.5 per l'austriaca.
Riera, Souza e Grabher: tre modi di portare la fiducia sulla terra
Le domande della giornata sono tre. Riera saprà evitare un altro avvio a vuoto? Souza riuscirà a restare lucida quando la posta in gioco si alza ancora? E Grabher farà di nuovo suoi i momenti decisivi? Per me il match più bello da guardare è il terzo, quello in cui ho meno certezze.
La partita di Souza, invece, la guarderei per lei, a prescindere dal risultato: non capita spesso di vedere in diretta una giocatrice che scopre il livello superiore. Chi cerca previsioni puntuali le trova sulle pagine dei singoli match, dove i tipster IA entrano nei dettagli che io lascio al campo.

Le partite finiscono, gli appunti restano.