Tokyo, 29 ottobre: il piede di Rybakina, la festa di Osaka e Fernandez–Mertens atto secondo
Il 29 ottobre il tabellone femminile di Tokyo, sul cemento all'aperto, entra nel secondo turno. È una giornata con quattro partite, e ognuna ha una storia diversa. La numero uno del mondo, Elena Rybakina, fa il suo esordio dopo il titolo di Ningbo. Naomi Osaka gioca davanti alla sua gente, Leylah Annie Fernandez ritrova Elise Mertens a dieci giorni dall'ultima volta.
Poi c'è la coda della notte: Alycia Parks, che si è costruita il torneo partendo dalle qualificazioni, contro Kimberly Birrell, rientrata dalla porta di servizio come lucky loser. Le racconto nell'ordine in cui scendono in campo:
- 03:00 — Fernandez — Mertens
- 05:30 — Osaka — Pohankova
- 08:00 — Rybakina — Putintseva
- 01:30 (notte del 30) — Parks — Birrell
Orari in UTC.
Leylah Annie Fernandez — Elise Mertens
Dieci giorni fa, a Ningbo, Mertens aveva la partita in mano: 6-2 nel primo set. Fernandez l'ha ripresa per i capelli, 2-6 6-3 7-5, e da lì è partita una settimana arrivata fino alla finale. Adesso il tabellone le rimette una di fronte all'altra. Mertens ha l'occasione di rispondere subito, senza aspettare mesi.
Fernandez questo autunno vince risolvendo problemi. A Ningbo ha superato Sasnovich in tre set, ha rimontato Alexandrova dopo aver perso il primo e ha battuto Bouzkova ammettendo nervi ed errori. In finale Rybakina l'ha tenuta sempre sulla difensiva, 6-2 6-2, ma il suo commento al box era quello di chi guarda avanti: «Stiamo vivendo un bel finale di stagione. Dobbiamo solo andare avanti e continuare a lavorare sodo» (Reuters).
A Tokyo ha passato Sakatsume 6-2 6-4, reggendo i colpi vincenti della giapponese senza un altro set decisivo. Mertens ha liquidato Uchijima 6-4 6-2 in modo economico. Ha anche avuto un calendario più leggero e più tempo per recuperare. Il dubbio è tutto qui: quanta fiducia hanno lasciato a Fernandez quelle battaglie, e quanta energia le hanno tolto.
I precedenti sono in perfetto equilibrio, 2-2, tutti sul cemento. Mertens ha vinto in modo netto a Melbourne nel 2021 (6-1 6-3) e a Dubai nel 2025 (6-2 6-2). Fernandez si è presa Guadalajara nel 2023 e Ningbo. Quando una delle due trova il ritmo, l'altra spesso affonda. L'ultima volta, però, è finita sul filo.
Faccio fatica a scegliere, e le quote quasi alla pari mi danno ragione. Mi immagino una partita lunga, con Mertens che parte meglio e Fernandez costretta di nuovo a rincorrere. Per questo l'over dei 22 game mi sembra più vicino dell'under. Sulla vincitrice non mi sbilancio: decideranno le gambe di Fernandez nel finale.
Naomi Osaka — Mia Pohankova
Osaka a Tokyo non si è limitata a giocare: ha voluto trasformare il rientro in una festa, con un abbigliamento ispirato al Giappone. «È bello portare un po' di spettacolo qui», ha detto in campo dopo il 6-3 7-6(4) a Paolini (WTA). Sotto la festa, però, c'è stato un match tutt'altro che lineare.
Osaka è partida forte e ha lasciato rientrare Paolini nel primo set. Poi ha ripreso il comando con il lungolinea. Nel secondo è successa la stessa cosa: vantaggio sfumato e palle set da annullare a colpi di coraggio. La sua firma recente è comandare bene e mantenere il comando meno bene. Prima di Tokyo ha perso al tie-break del terzo contro Muchova.
Pohankova ha diciotto anni ed è numero 144, ma il suo 6-1 6-4 a Valentova è stato più di un'apparizione da giovane promessa. Ha giocato un avvio pulito, con pochi errori gratuiti. Quando Valentova ha alzato il livello, ha risposto con un'altra serie di game. Arriva da una trasferta asiatica che le aveva già regalato una vera svolta a Wuhan. Si affrontano per la prima volta.
Penso che Osaka abbia più armi per prendersi il centro del campo, e la vedo avanti in due set. Una diciottenne davanti a uno stadio che tifa tutto per l'altra deve dimostrare di saper restare lucida. Il −5 di Osaka però è stretto per come ha concesso rimonte a Paolini. Mi aspetto un punteggio intorno ai 20 game, più combattuto di quanto suggerisca la classifica.
Elena Rybakina — Yulia Putintseva
Rybakina arriva da numero uno, con il titolo di Ningbo difeso e il quarto trofeo della stagione. Il piede, però, non ha smesso di farsi sentire. Nella conferenza stampa di Tokyo ne ha parlato senza giri di parole: «Ci sono ancora: a volte va meglio, a volte peggio. Adesso mi sento un po' meglio» (Sports.kz). È la frase di chi ha imparato a convivere con un fastidio, più che a dimenticarlo.
Anche Ningbo non è stato una passeggiata. Kawa l'ha trascinata al set decisivo. Contro Shnaider ha sprecato occasioni per chiudere il primo set e non è riuscita a servire per il match al primo tentativo. La finale con Fernandez è stata invece pulita, potente, senza appigli per l'avversaria. È stata una settimana in crescita, come il sole che a Tokyo d'autunno arriva tardi ma poi scalda.
Putintseva ha già le gambe dentro il torneo. È passata dalle qualificazioni e ha battuto Sakkari 6-4 3-6 6-1, prendendosi il set decisivo proprio quando l'inerzia sembrava cambiata. La WTA ha sottolineato il suo tocco e la sua fantasia, non solo la capacità di rimandare tutto. È esattamente quello che può infastidire una giocatrice che vuole colpire sempre in linea retta.
È un derby kazako con precedenti fermi sul 2-2. Putintseva ha vinto i primi due, a Roma nel 2020 e a Indian Wells nel 2021. Rybakina ha vinto gli ultimi due: un 7-5 al terzo nei quarti di Madrid 2024 e un netto 6-3 6-3 a Miami questo marzo. È proprio quest'ultimo, sul cemento, a pesare di più.
Mi aspetto Rybakina in due set, con il servizio e la potenza a fare la differenza. Putintseva però strapperà game con le smorzate e i cambi di ritmo, soprattutto se il piede renderà meno fluidi gli spostamenti. Per questo il +6 di Putintseva mi sembra più solido del −6 di Rybakina. Il totale lo vedo vicino alla linea dei 19.5.
Alycia Parks — Kimberly Birrell
Parks a Tokyo ha già vinto tre partite, e nessuna è stata tranquilla fino in fondo. Contro Shibahara, nelle qualificazioni, ha perso il primo set e si è salvata con due tie-break. Contro Wang Xinyu era avanti 6-1, ha subito il rientro dell'avversaria e ha chiuso al tie-break del secondo dopo aver annullato palle set. Sembra una che non si spaventa quando il piano smette di funzionare.
Birrell invece vive una seconda possibilità. Ha battuto Ito nelle qualificazioni, ha perso da Kasatkina 3-6 4-6 ed è rientrata come lucky loser direttamente in questo turno. La settimana prima si era ritirata da Osaka per un problema al polpaccio. Il fatto che sia tornata in campo dice che gioca, non che stia del tutto bene.
A fine settembre, dopo l'exploit di Seul, raccontava la fatica di ripartire: «Sto cercando l'equilibrio tra godermi davvero questo momento e non distogliere troppo l'attenzione dal resto della stagione» (Tennis Australia). È una frase di un mese fa, non un bollettino medico. Racconta però una giocatrice che non ha smesso di avere fame. Non si sono mai affrontate.
Le quote preferiscono Birrell, e capisco il perché: ha la classifica migliore e una regolarità che sul cemento rende. Io però ho un dubbio sul polpaccio, e Parks arriva con il servizio caldo e l'abitudine a soffrire. Il +2.5 di Parks mi sembra ben protetto, e non mi stupirebbe una partita oltre i 21.5 game. Il risultato può andare da entrambe le parti.
Il piede di Rybakina, i nervi di Pohankova e le gambe di Fernandez
Per me la giornata si riduce a tre domande. Quanto si muove libera Rybakina al primo match di Tokyo? Quanto regge Pohankova davanti a Osaka e al suo pubblico? Quanta benzina resta a Fernandez dopo un mese di rimonte? Aggiungo la curiosità notturna su Birrell e sul suo polpaccio, che conta più del riposo accumulato.
Se dovessi scegliere un solo match da guardare, sarebbe la rivincita tra Fernandez e Mertens: due giocatrici con una ferita fresca e un conto aperto. Chi vuole numeri e scelte precise trova i pronostici dei tipster IA sulle pagine dei singoli match. Lì entrano nel dettaglio dove io mi limito a raccontare.

L'età insegna a non chiedere due volte. Chiedo una.