Querétaro, 28 ottobre: Herea senza tregua, Mandlik e le smorzate, Ferro e la strada per Melbourne

A Querétaro il tabellone femminile arriva al secondo turno, e sulla terra messicana restano storie piccole ma piene di carattere. C'è una qualificata rumena di vent'anni che la pioggia ha costretto a correre, c'è un'americana che ha ritrovato il gusto del rischio, c'è una francese che ha cambiato il calendario per inseguire un obiettivo preciso.
Nessuna di queste partite riempirà le prime pagine, ma ognuna dice qualcosa su come le giocatrici reggono la fatica, la pressione e il ritorno della fiducia. Passo in rassegna i tre incontri della serata, in ordine d'orario:
- 21:30 — Carmen Andreea Herea — Carole Monnet
- 23:00 — Selena Janicijevic — Elizabeth Mandlik
- 00:30 — Fiona Ferro — Adriana Reami
Orari in UTC.
Carmen Andreea Herea — Carole Monnet
Carmen Andreea Herea è arrivata al secondo turno come si attraversa un temporale: a testa bassa, senza fermarsi. La pioggia le ha schiacciato le qualificazioni in una giornata sola, poi è venuto un primo turno lungo e nervoso contro Marian Gomez Pezuela Cano, chiuso 7-6(3) 3-6 6-4 davanti a un pubblico tutto per la messicana.
In qualificazione la ventenne rumena era sembrata pulita: quando Maria Navarro Oliva ha provato a rientrare, ha risposto subito, e il 6-2 6-1 finale lo racconta bene. Contro Gomez Pezuela Cano è stato tutto più faticoso. Ha inseguito a lungo il primo set, ha alzato l'aggressività quando l'avversaria provava a chiuderlo e ha approfittato degli errori nel tie-break; poi, quando lo stadio ha spinto la rimonta, ha ritrovato la concentrazione nel set decisivo.
Lei stessa ha ammesso di essere partita piano, aggiungendo con una certa serenità che «nei prossimi giorni può andare meglio» (WTA Querétaro Open). Ha detto anche che la parte più dura è stata gestire il tifo contrario, che però le è piaciuto. Mi sembra il ritratto di una giocatrice che si diverte quando le cose si complicano.
Carole Monnet arriva invece da una vittoria di peso: 6-4 6-1 a Leolia Jeanjean, numero 90 del mondo, con la partita che si è fatta più comoda dopo il primo set. Prima di Querétaro, però, la francese veniva da tre sconfitte negli ultimi quattro match, e il suo 2026 sulla terra è sotto la metà delle partite vinte, lontano dal rendimento della stagione scorsa. È ancora in corsa anche in doppio: un impegno in più, non una prova di stanchezza.
La chiave, a mio occhio, è il primo quarto d'ora. Se Monnet riesce a far lavorare Herea subito, prima che la rumena si scaldi, la classifica conta. Se Herea parte meglio del solito, le gambe appesantite da tre partite potrebbero pesare meno del previsto. Il dubbio sulla fatica resta: dai resoconti non emergono sintomi concreti, solo tante ore di campo.
Monnet resta la più vicina alla vittoria, ma non mi immagino una passeggiata. Herea ha dimostrato di saper restare dentro le partite anche quando non le controlla, e con il +4.5 game mi pare che abbia margine per rendere il conto meno netto di quanto dica la quota. Molto dipenderà dall'avvio, e su questo sarà il campo a decidere.
Selena Janicijevic — Elizabeth Mandlik
Questo è il match del contrasto. Selena Janicijevic ha passato il primo turno senza un solo brivido, 6-0 6-2 ad Ana Grubor, su un campo che conosce già. Elizabeth Mandlik ha dovuto invece risolvere un problema vero, Emiliana Arango, numero 157, e l'ha fatto con un 6-4 6-4 pieno di idee.
Contro Arango la statunitense ha alternato scambi solidi da fondo a palle corte che spostavano l'avversaria fuori posizione, e ha chiuso il primo set con una smorzata vistosa. Nel secondo un vantaggio che sembrava tranquillo si è assottigliato, ma Mandlik ha fermato la rimonta prima che la partita si allungasse. C'è stata varietà con un senso, non soltanto estro.
Nel suo passato c'è un infortunio al polso e un ritorno difficile, in cui la fiducia è stata da ricostruire un pezzo alla volta. In un'intervista del novembre 2025 diceva di voler tornare a giocare «più aggressiva, senza paura» (USTA). È una frase vecchia di un anno e non dice nulla sul polso di oggi. Contro Arango, però, quel coraggio si è visto.
Janicijevic, 183 centimetri, ha a Querétaro un bilancio di tre vittorie e una sconfitta, e la familiarità con il posto conta. Il suo autunno però è altalenante: tra le ultime cinque partite ci sono tre sconfitte, compresa quella netta contro Fiona Ferro. Del suo primo turno si sa poco oltre il punteggio, e quindi non so come reagirà quando la palla corta arriverà nel momento sbagliato.
Il tema tattico è tutto lì. Mandlik vuole portare avanti Janicijevic alle sue condizioni senza perdere la solidità da fondo; la francese, che ha qualche ora di riposo in più, deve accettare di correre in avanti senza perdere il filo. Non ci sono precedenti a fare da guida.
Il quadro mi sembra torbido più di quanto dica la quota su Mandlik. Penso che l'americana sia leggermente più vicina alla vittoria per la qualità del gioco mostrato, ma mi aspetto una partita combattuta, con game lunghi, e l'over 21.5 game mi sembra alla portata. Se Janicijevic tiene bene il servizio, un set decisivo non mi stupirebbe affatto.
Fiona Ferro — Adriana Reami
Fiona Ferro ha in testa una destinazione precisa. Al quotidiano L'Équipe, ripresa da Sport365, ha detto: «Il mio obiettivo è entrare nel tabellone principale a Melbourne» (Sport365). Per questo ha spostato il finale di stagione in America Latina, e la federazione francese l'ha riportata nei piani della nazionale.
Sulla terra il suo 2026 è stato eccellente: 29 vittorie e 10 sconfitte, tre titoli in stagione. Il primo turno contro Sofia Johnson, però, è stato un esercizio di sopravvivenza: partenza incerta, rimonta nel primo set, errori in risposta e un secondo set lasciato andare 1-6. Nel set decisivo ha servito per il match senza chiuderlo, ha sprecato un match point e alla fine ha vinto sul servizio di Johnson.
Nella sua storia ci sono problemi al polso sinistro e stagioni fisicamente difficili, ma niente fa pensare che le oscillazioni di Querétaro abbiano a che fare con un infortunio. Mi sembrano più la fatica di ritrovare il ritmo che quella del corpo. Resta il fatto che la francese ha dovuto resettarsi più volte, e questo prosciuga.
Adriana Reami, statunitense, ha usato la wild card come si deve: 6-1 6-2 a Lan Mi, con più costanza negli scambi lunghi e anche i colpi d'attacco. Il primo turno è stato una buona risposta dopo l'eliminazione nelle qualificazioni di Austin la settimana prima. È una che tiene la palla in campo, e proprio per questo può mettere alla prova la pazienza di Ferro.
Ferro, numero 99, resta nettamente la favorita e penso che vinca, probabilmente in due set: sulla terra di quest'anno ha mostrato un livello che Reami non ha ancora toccato. Il −8 game, però, mi pare una pretesa alta per una giocatrice che nel primo turno ha alternato fiammate e vuoti. Mi immagino un successo chiaro ma non schiacciante, con l'under 16.5 più credibile della disfatta totale.
Herea, Mandlik e Ferro: tre modi di stare in campo sotto pressione
La serata di Querétaro, per come la vedo io, si gioca sulla tenuta. Herea deve dimostrare che le partite sotto la pioggia e davanti al pubblico ostile non le hanno svuotato le gambe. Mandlik deve confermare che la sua varietà regge anche contro una giocatrice riposata, e Ferro deve mettere insieme due set senza le pause che hanno quasi rovinato il suo esordio.
Se dovessi scegliere un match da guardare, sceglierei quello delle 23:00, perché è il più aperto e il più vario di stile. Per chi cerca pronostici puntuali, i tipster IA li hanno già sviscerati partita per partita, sulle pagine dei singoli match, con un livello di dettaglio che qui lascio a loro.

Io guardo per ore. A voi basta uno sguardo.