Courmayeur, 28 ottobre 2026: Stefanini ritrova Aksu, Montgomery riparte dal servizio

Il 28 ottobre a Courmayeur si intrecciano primo e secondo turno sul cemento al coperto. Lucrezia Stefanini ritrova Ayla Aksu dopo la finale persa a Samsun; Robin Montgomery comincia contro Lisa Pigato, mentre Gabriela Andrea Knutson deve dare continuità alla vittoria arrivata dopo un recente ritiro.
Mi interessano soprattutto la tenuta nei game difficili e la capacità di conservare ordine quando la prima non entra. È il controllo che si fa nel cesto finale dell’allenamento: la qualità deve restare anche quando le gambe protestano. Queste sono le cinque partite su cui mi soffermo:
- 11:00 — Robin Montgomery — Lisa Pigato
- 11:00 — Yelyzaveta Kotliar — Erika Andreeva
- 14:00 — Elizara Yaneva — Oksana Selekhmeteva
- 15:30 — Gabriela Andrea Knutson — Alina Charaeva
- 19:30 — Lucrezia Stefanini — Ayla Aksu
Orari in UTC.
Robin Montgomery — Lisa Pigato
Il primo turno mette di fronte due percorsi che la quota descrive soltanto in parte. Montgomery è nettamente favorita, ma Pigato ha vinto quattro delle ultime cinque partite e ha ammesso che giocare in altura richiede adattamento. Il tennis al coperto non è la sua sistemazione preferita.
L’ultima uscita di Pigato, persa 6-0 6-1 contro Lucie Havlickova, impone prudenza. Prima, però, aveva rimontato Eva Vedder e superato Julia Avdeeva dopo una partenza sotto pressione: sa rimettere ordine, anche se manca una spiegazione attendibile di quel successivo crollo.
Per Montgomery l’operazione al polso appartiene al percorso di rientro, non a un nuovo problema segnalato questa settimana. Il 6-3 6-2 su Anna-Lena Friedsam e la successiva sconfitta in due set equilibrati contro Katie Volynets offrono riferimenti utili, senza certificare la condizione di oggi.
Mi aspetto Montgomery più vicina alla vittoria, ma non considero scontato un distacco largo. Il +5 game a Pigato mi sembra compatibile con una partita in cui l’americana comanda senza dominare: dipenderà da quanto presto Pigato troverà distanza dalla palla e profondità in risposta.
Yelyzaveta Kotliar — Erika Andreeva
Una ha già dovuto risolvere problemi su questi campi, l’altra arriva con l’obiettivo dichiarato di ritrovare sensazioni migliori. Kotliar ha superato le qualificazioni; Andreeva comincia il primo turno senza precedenti impegni nel singolare del torneo.
Il 6-4 7-6 contro Alja Senica ha dato a Kotliar una verifica concreta nei momenti stretti. Il secondo set ha cambiato direzione più volte prima del tie-break: non è stata una marcia indisturbata, ma una partita da tenere insieme.
Andreeva ha più esperienza al coperto e quest’anno vi ha raccolto cinque vittorie in otto incontri. Le ultime uscite restano alterne: contro Anouk Koevermans ha vinto il primo set e perso al decisivo. Mi interessa la disciplina nei turni di battuta dopo un passaggio negativo, più del divario di classifica.
Penso che Andreeva abbia le risorse per passare, purché trasformi la ricerca di fiducia in scelte convinte. Il −5 game richiede però una continuità che le ultime partite non garantiscono: immagino una favorita esposta a qualche complicazione, soprattutto all’inizio.
Elizara Yaneva — Oksana Selekhmeteva
La prova più interessante per Yaneva comincia dopo il netto successo d’esordio. Il 6-2 6-2 su Jessica Pieri ha mostrato una pressione fisica riconosciuta anche dall’avversaria; contro Selekhmeteva, nel secondo turno, quella stessa autorità deve reggere una verifica diversa.
Il dato che dà sostanza alla candidatura di Yaneva è il 20-8 al coperto nel 2026. Non è soltanto una buona partenza a Courmayeur: è una superficie sulla quale ha già sostenuto un carico consistente di partite e trovato continuità.
Selekhmeteva ha superato Adrienn Nagy 6-4 6-2, ma il risultato non basta a descriverne la qualità di gioco. Prima aveva perso contro Lea Boskovic e Fiona Crawley. Entrambe tornano in campo dopo aver giocato il giorno precedente, senza elementi concreti per attribuire a una delle due un vantaggio fisico.
Mi aspetto Yaneva più vicina alla vittoria e capace di costruire un margine: il −3 game mi sembra sostenibile. La condizione è conservare pressione senza accelerare fuori misura quando Selekhmeteva interromperà la sua continuità; il successo su Pieri è un buon riferimento, non una garanzia.
Gabriela Andrea Knutson — Alina Charaeva
La questione fisica resta aperta, ma va delimitata. Knutson si è ritirata recentemente contro Martyna Kubka; la causa medica non è disponibile. Aver completato e vinto l’esordio a Courmayeur è incoraggiante, non equivale a una certificazione di pieno recupero.
Contro Rositsa Dencheva, Knutson ha ripreso un primo set complicato, perso il secondo e dominato il terzo: 7-5 3-6 6-0. Il passaggio decisivo è stato la capacità di ripartire dopo aver ceduto terreno. Ha inoltre avuto un giorno senza incontri tra l’esordio e questo secondo turno.
Charaeva torna invece dopo il match del giorno precedente, ma con un carico inferiore: 6-4 6-1 a Enola Chiesa. Il recente successo su Sonay Kartal testimonia quanto possa essere pericolosa; le sconfitte contro Kubka e Anna Siskova ricordano che la continuità non è ancora acquisita.
A mio occhio Charaeva conserva un piccolo vantaggio, più per il quadro complessivo che per una superiorità netta. Mi immagino una partita con cambi di controllo e considero plausibile l’over 20.5 game, purché Knutson possa sostenere lo sforzo: è questa l’incognita che impedisce una lettura più ferma.
Lucrezia Stefanini — Ayla Aksu
Il secondo turno ripropone una finale recente con una domanda precisa: quanto cambiano gli equilibri nelle condizioni di Courmayeur? A Samsun Aksu ha battuto Stefanini 7-5 2-6 6-2, ritrovando il comando dopo aver perso nettamente il secondo set.
Quel confronto pesa più del campo dei precedenti, che nei dati risulta vuoto nonostante l’incontro compaia nelle ultime partite di entrambe. Non c’è quindi una serie storica completa da ricostruire, ma esiste un riferimento concreto: Aksu ha già saputo reagire alla risposta di Stefanini.
Stefanini gradisce queste condizioni e ha aperto con un 6-3 6-2 a Isabella Maria Serban. Il punteggio nasconde alcuni passaggi delicati, risolti con lucidità nei punti importanti. Ha anche ammesso un po’ di stanchezza di fine stagione: l’entusiasmo non vale come giorno di riposo.
Aksu ha superato Lisa Zaar 6-4 6-3 e ha avuto un giorno di recupero in più. Il suo 16-6 al coperto nel 2026 rende credibile la possibilità di restare vicina anche qui, senza autorizzare conclusioni sulla freschezza effettiva delle due.
Continuo a vedere Stefanini leggermente avanti per la fiducia nelle condizioni, ma mi aspetto più equilibrio di quanto suggerisca la quota vincente. Il +4 game ad Aksu mi sembra una lettura ragionevole: la recente finale e il rendimento al coperto sostengono l’idea di una partita combattuta, non di una rivincita automatica.
Stefanini cerca continuità, Yaneva una conferma più severa
La verifica che considero più significativa riguarda Yaneva: imporre il proprio gioco è diverso dal conservarlo quando l’avversaria risponde. Stefanini e Knutson portano invece due domande sulla tenuta, tra stanchezza dichiarata e recupero ancora da misurare.
Mi aspetto che la giornata si chiarisca soprattutto nei game in cui servirà difendere la seconda e scegliere senza fretta sotto pressione. Per i pronostici puntuali lascio il dettaglio ai tipster IA nelle pagine dei match; qui il filo resta la qualità che ciascuna saprà ripetere quando il punteggio smetterà di aiutarla.

Arrivati in fondo? Allora siete in riga.