ATP Vienna, 27 ottobre 2026: Alcaraz cerca ritmo, Zverev misura il recupero

Il primo turno dell’ATP di Vienna, il 27 ottobre 2026, mette alla prova la condizione prima della reputazione. Carlos Alcaraz cerca continuità contro Karen Khachanov; Alexander Zverev torna dopo una pausa voluta. Mi interessa la disciplina che resta quando, sul campo d’allenamento, il cesto è quasi vuoto.
Tommy Paul e Flavio Cobolli inseguono ancora un posto alle Finals, ma arrivano da sconfitte diverse per significato e conseguenze. Grigor Dimitrov riparte con poche certezze fisiche, mentre Francisco Cerundolo deve imparare a chiudere quanto costruisce. Parto da questi cinque confronti, nell’ordine del programma:
- 12:30 — Tommy Paul — Andrey Rublev
- 14:00 — Karen Khachanov — Carlos Alcaraz
- 16:30 — Alexander Zverev — Martin Landaluce
- 16:30 — Cameron Norrie — Francisco Cerundolo
- 19:00 — Flavio Cobolli — Grigor Dimitrov
Orari in UTC.
Tommy Paul — Andrey Rublev
La differenza più evidente è nella qualità delle sconfitte recenti. Paul ha perso contro Taylor Fritz a Lione dentro una partita combattuta sul piano del gioco; Rublev arriva da tre sconfitte consecutive, comprese quelle contro Rei Sakamoto e Adrian Mannarino. Il favore per Paul nasce soprattutto da qui.
A Lione Paul ha dovuto superare due incontri al terzo set prima della semifinale. La rincorsa alle Finals gli dà uno scopo preciso e il suo atteggiamento resta positivo, ma il carico esiste: contro Daniil Medvedev a Shanghai aveva conquistato il secondo set, senza riuscire a mantenere la stessa esecuzione nel terzo.
Rublev ha reagito dopo aver perso il primo set contro Mannarino, poi ha ceduto quello decisivo. Non basta per diagnosticare un problema emotivo o fisico. A mio occhio, la verifica sarà la pazienza quando Paul riuscirà a cambiare direzione allo scambio e a sottrargli il comando.
Il riepilogo segnala sei precedenti, ma ne dettaglia cinque: in questi Rublev è avanti 4-1. Gli ultimi due sono netti nei contenuti: 7-5 7-5 a Shanghai l’11 ottobre 2023 e 7-5 6-3 nei quarti di Gijon il 14 ottobre 2022, quest’ultimo sul cemento al coperto.
Paul aveva vinto 6-4 3-6 7-5 a Indian Wells nel 2021; i due incroci sulla terra riportati sono andati a Rublev. Il precedente di Gijon pesa per le condizioni, ma è lontano: oggi mi interessa soprattutto chi proteggerà meglio i turni di servizio quando entreranno meno prime.
Vedo Paul leggermente avanti, perché il suo tennis recente offre più garanzie della fiducia di Rublev. Mi aspetto comunque set combattuti: il −1.5 game di Paul mi sembra sostenibile, purché il lavoro di Lione non presenti il conto nella parte finale.
Karen Khachanov — Carlos Alcaraz
Alcaraz ha scelto Vienna per ritrovare competizione e ritmo, non perché consideri già risolti i propri problemi. Dopo Shanghai ha riconosciuto di non sentirsi ancora al livello desiderato. Khachanov è un esame scomodo proprio perché concede poco spazio a una partita giocata a intermittenza.
Contro Zizou Bergs, Alcaraz ha avuto difficoltà al servizio e ha reagito agli svantaggi senza trovare un controllo stabile. Non emerge una nuova lesione acuta dalla preparazione a Vienna. La questione è la continuità tra prima di servizio, colpo successivo e scelta tattica.
Khachanov ha più ritmo recente, ma anche più fatica potenziale. Ad Almaty ha salvato un match point contro Tomas Machac, poi ha perso con Alexander Bublik 6-4 6-7(5) 6-7(5). È rimasto competitivo fino alla fine; un’eventuale stanchezza residua resta però un’ipotesi, non un limite accertato.
Il conteggio complessivo indica sei precedenti; i cinque risultati disponibili sono tutti favorevoli ad Alcaraz. Il più recente, nei quarti di Doha del 19 febbraio 2026, è finito 6-7(3) 6-4 6-3: Khachanov sa dunque portarlo dentro una partita lunga anche sul cemento.
Sulla stessa superficie Alcaraz aveva vinto 7-5 6-2 nei quarti di Pechino del 30 settembre 2024. Sulla terra, dopo i successi di Amburgo 2022 e Madrid 2023, a Roma il 13 maggio 2025 aveva dovuto risalire fino al 7-5 del terzo set. Il vantaggio tecnico c’è, l’automatismo no.
Mi aspetto che Khachanov provi a tenere gli scambi diretti e profondi. Per Alcaraz, variazioni e discese a rete possono essere una soluzione solo se preparate bene: cercarle per impazienza significherebbe aggiungere errori a un servizio ancora da stabilizzare.
Penso che Alcaraz sia più vicino alla vittoria, ma non immagino necessariamente un esordio breve. L’over 21.5 game mi sembra plausibile anche senza un set decisivo: dipenderà dalla capacità di Khachanov di tenere il servizio e costringere Alcaraz a guadagnarsi i break.
Alexander Zverev — Martin Landaluce
Il riposo di Zverev aveva una ragione concreta. In Cina aveva avvertito stanchezza fisica e mentale, fino a descrivere una risposta al servizio in cui riconoscere la traiettoria non bastava più per colpire bene. La pausa serve a recuperare quella precisione, non soltanto energie generiche.
Zverev racconta di aver tratto beneficio dal ritorno a casa, dal golf e dai giorni senza racchetta. La caviglia che lo aveva disturbato a Shanghai risultava migliorata, senza che questo equivalga a una nuova certificazione medica. Vienna dirà quanto il recupero sia diventato tennis efficace.
Landaluce vuole attaccare e cercare vincenti; conosce inoltre Zverev dagli allenamenti condivisi. Il limite che riconosce nelle sfide contro avversari affermati è la gestione dei punti importanti. La recente sconfitta con Stan Wawrinka, 3-6 7-6(2) 6-7(5), rende il tema particolarmente attuale.
Non ci sono precedenti ufficiali nei dati. Il divario sul cemento al coperto è però significativo: nel 2026 Zverev ha vinto tre dei quattro incontri registrati, Landaluce due su sette. Il curriculum non assegna game. Il regolamento, su questo, è piuttosto severo.
Mi aspetto Zverev vincente e una partita che possa accorciarsi se la risposta torna pulita. Il −4.5 game mi sembra alla portata: Landaluce deve sostenere la propria aggressività anche sulla seconda e nei turni di servizio sotto pressione, non soltanto nei primi scambi.
Cameron Norrie — Francisco Cerundolo
Cerundolo arriva con un problema di chiusura; Norrie con un problema più esteso di risultati. Le cinque partite recenti del britannico sono tutte sconfitte, comprese quelle con Benjamin Bonzi e Dalibor Svrcina. La resistenza nello scambio, da sola, non gli sta restituendo iniziativa.
A Bruxelles Cerundolo ha invece prodotto tennis incisivo contro Tallon Griekspoor e si è trovato a servire per il match. Il calo è arrivato proprio lì, prima del tie-break decisivo perso. Distinguo quel passaggio dalla qualità complessiva: la partita era stata costruita abbastanza bene da poterla vincere.
Cerundolo conduce 2-1 nei precedenti, tutti sulla terra e dunque da pesare con cautela. Norrie vinse 6-4 6-4 a Lione il 17 maggio 2022; Cerundolo rispose con il 6-3 6-4 di Monte-Carlo del 10 aprile 2023 e il 6-3 6-0 nella semifinale di Lione del 26 maggio successivo.
Mi interessa se Norrie riuscirà a trasformare gli scambi prolungati in occasioni per avanzare, anziché limitarsi a contenere. Per Cerundolo il controllo sarà mantenere la stessa scelta di colpi quando arriverà il momento di confermare un break.
Considero Cerundolo più vicino alla vittoria e il suo −2.5 game coerente con la differenza di forma recente. Mi aspetto una partita combattuta a tratti, non necessariamente lunga: perché il margine regga, però, Cerundolo dovrà gestire meglio l’ultimo turno di servizio utile.
Flavio Cobolli — Grigor Dimitrov
La classifica suggerisce una gerarchia più chiara di quella che il fisico permette di stabilire. Cobolli ha ritrovato un buon livello a Lione, ma nella semifinale con Lorenzo Musetti ha richiesto un trattamento alla schiena. Non c’è conferma che il problema sia completamente risolto.
Quella sconfitta contiene segnali opposti. Cobolli ha comandato all’inizio, sofferto le variazioni di Musetti e poi ritrovato occasioni per chiudere, senza sfruttarle. Il 6-4 2-6 5-7 racconta una partita riaperta dopo il trattamento, ma anche un finale che lascia lavoro da fare.
Dimitrov rientra dopo un’assenza prolungata e una stagione fisicamente difficile. Ha spiegato di dover ripensare preparazione e calendario perché il corpo richiede più attenzione. La sua ultima apparizione segnalata è al Challenger di Saint-Tropez: manca una prova recente contro avversari di questo livello.
È il loro primo confronto nei dati disponibili. Penso che i cambi di ritmo di Dimitrov possano interrogare sia la pazienza sia gli spostamenti di Cobolli; l’incognita è quanto a lungo Dimitrov riesca a sostenerli. L’assenza dalle gare non garantisce automaticamente freschezza.
Resto orientato verso Cobolli per il ritmo agonistico mostrato a Lione, ma qui non darei una conclusione netta. Immagino una partita irregolare, con l’over 22.5 game possibile soltanto se entrambi trovano continuità fisica: la schiena di Cobolli e la tenuta di Dimitrov rendono fragile ogni previsione sulla durata.
Alcaraz e Zverev, il recupero deve diventare continuità
La domanda principale, per me, è quanto della preparazione diventi affidabilità nei game delicati. Alcaraz deve ordinare il proprio tennis, Zverev ritrovare tempi di risposta puliti; Cobolli e Dimitrov devono prima dimostrare di poter sostenere il lavoro senza compensazioni fisiche.
Tra Paul e Rublev mi aspetto una verifica di fiducia, mentre Cerundolo ha l’occasione di dare un seguito più preciso al buon tennis di Bruxelles. Lascio ai tipster IA, nelle pagine dei singoli match, i pronostici puntuali: qui considero decisiva la distanza tra costruire un vantaggio e saperlo portare fino in fondo.

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