WTA Lisbona, quarti del 16 ottobre: il rullo Burel, le fatiche di Galfi e gli acciacchi di Bouzas

Il 16 ottobre porta il torneo femminile di Lisbona ai quarti di finale (1/4), e sulla terra battuta portoghese sembra più il bollettino di una corsa a tappe che un tabellone tennistico. Dalma Galfi esce da un miracolo sportivo interminabile, mentre Jessica Bouzas Maneiro e Polona Hercog si portano in campo qualche punto interrogativo fisico di troppo.
In mezzo a chi stringe i denti, spiccano la rinascita di Clara Burel e il passo spedito di Fiona Ferro, entrambe decise a chiudere gli scambi senza fare prigionieri. Ecco le quattro sfide che mi preparo a raccontare oggi:
- 10:00 — Leyre Romero Gormaz — Fiona Ferro
- 10:00 — Dalma Galfi — Francesca Jones
- 11:30 — Jessica Bouzas Maneiro — Polona Hercog
- 11:30 — Clara Burel — Guiomar Zuleta De Reales
Orari in UTC.
Leyre Romero Gormaz — Fiona Ferro
La francese numero 105 del mondo sta vivendo una seconda giovinezza sul rosso, certificata da un 75% di vittorie sulla terra in questo 2026 (27 successi in 36 uscite). Come sottolineato da L'Équipe, il lavoro con Baptiste Crepatte le ha ridato smalto e titoli a ripetizione. Qui a Lisbona ha già regolato Aurora Zantedeschi (6-3 6-4) e Selena Janicijevic, spegnendo le velleità di quest'ultima dopo un primo set tirato per chiudere 7-5 6-1.
Dall'altra parte della rete c'è la mancina spagnola, numero 139, che ha rischiato grosso al debutto contro Alice Rame (4-6 6-2 7-5) prima di passeggiare sul velluto con Raluca Georgiana Serban per 6-1 6-2. Tra le due non ci sono precedenti in archivio, ma se Romero Gormaz regala un altro avvio lento, rischia di vedere la pallina solo col binocolo.
A mio occhio il ritmo attuale della ventinovenne transalpina è troppo alto per una rivale che a volte fatica a entrare in partita. Mi aspetto che Ferro prenda in mano gli scambi da subito: il -4 a 1.86 per la francese mi sembra una misura onesta per quello che si è visto finora, sempre che il campo non decida altrimenti.
Dalma Galfi — Francesca Jones
Se cercate la definizione di sopravvivenza, basta guardare l'ottavo di finale dell'ungherese contro la beniamina di casa Matilde Jorge: sotto di un set e a un passo dal baratro, la numero 152 ha strappato un 3-6 7-6(10) 7-5 da brividi. Pochi giorni fa, in un'intervista, aveva confessato: «Stavo affrontando alcuni problemi mentali, ma ora sono sulla via del ritorno» (Talking Tennis). La testa c'è tutta, ma le gambe dopo una battaglia del genere sono un'incognita enorme.
Francesca Jones arriva invece fresca come una rosa e con il vento in poppa su questa superficie, dove ha vinto 26 partite su 31 nel 2025 e viaggia col 68% di successi quest'anno. La britannica, numero 104, ha sbrigato la pratica con l'altra sorella Jorge, Francisca, in un ben più comodo 6-3 6-4, senza mai farsi trascinare al set decisivo nemmeno al primo turno contro Martina Colmegna (7-5 6-1).
In questo primo incrocio tra le due, la differenza di benzina nel serbatoio pesa come un macigno. Jones sa come logorare lo scambio sulla terra e non regalerà punti gratis a una rivale stanca: a mio parere la britannica ha le carte in regola per coprire l'handicap di -2.5 game a 1.86, evitando a Galfi un secondo miracolo consecutivo.
Jessica Bouzas Maneiro — Polona Hercog
I numeri dicono che la spagnola è l'unica top 100 rimasta in questo quarto (numero 99) e i quotisti la offrono a un microscopico 1.27, ma la realtà del campo racconta una storia molto più sudata. Contro Irene Burillo, la ventiquattrenne iberica ha dovuto lottare per tre ore prima di spuntarla 6-3 3-6 7-5, e in conferenza stampa è spuntato anche il tema di un dolore a un dito di cui non si conosce la reale entità.
Di fronte si ritrova una veterana di 35 anni che in carriera ha messo in bacheca 23 titoli complessivi, di cui tre nel circuito maggiore, ma che oggi naviga al numero 224 e divide già la sua vita tra campo e panchina da allenatrice. A settembre, dopo una sconfitta a Lubiana, la slovena ammetteva senza giri di parole: «Il problema principale è ancora la mia gamba» (Delo). Eppure qui ha rifilato un doppio 6-0 a Madalena Matias e ha piegato Jazmin Ortenzi in tre set (6-3 3-6 6-3).
Con un dito misterioso da una parte e una gamba sospetta dall'altra, quel 1.27 per Bouzas Maneiro mi fa sorridere. È il loro primo scontro diretto e il quadro fisico è troppo torbido per sbilanciarsi su una passeggiata: se Hercog decide di accorciare gli scambi tirando a tutto braccio per non correre, la partita può prendere qualsiasi piega, anche se l'over 19.5 a 1.74 stuzzica la fantasia.
Clara Burel — Guiomar Zuleta De Reales
Il rientro di Clara Burel dal grave infortunio ai legamenti del ginocchio destro non è più una semplice notizia di cronaca, è diventato un rullo compressore. Dopo aver festeggiato a Nizza dicendo sui social «Non il mio titolo più grande, ma di gran lunga il più bello» (TennisActu), la francese ha messo in fila anche il trofeo di Valencia e qui a Lisbona ha concesso appena cinque game in due turni: 6-1 6-3 a Lina Gjorcheska e un severissimo 6-0 6-1 a Mathilde Lollia.
Anche se la tabella ufficiale degli scontri diretti segna zero alla voce precedenti, la cronaca recente dice che queste due si conoscono benissimo sulla terra. A Montreux la spagnola era riuscita a rimontare una fiammata di Burel, ma nel recentissimo incrocio di Valencia la venticinquenne transalpina si è presa la rivincita con un netto 6-2 6-4. Zuleta De Reales, numero 148, arriva dopo aver sofferto nel secondo set contro Martha Matoula, chiuso solo per 6-0 7-6(4).
Quando Burel entra in questa trance agonistica, togliere il piede dall'acceleratore non fa parte del suo vocabolario. A mio occhio la francese ha trovato una pulizia di colpi superiore a quella della spagnola: mi immagino una replica della sfida di Valencia, con l'under 20.5 game a 1.78 che fotografa bene il divario di ritmo visto nei primi due turni.
Gambe pesanti, dita fasciate e il fattore recupero
Questa giornata di quarti a Lisbona gira tutta attorno a una domanda semplice: chi ha ancora energie fisiche e nervose per reggere lo scambio sulla terra rossa? Da un lato mi aspetto di capire fin dai primi quindici se Galfi ha smaltito le scorie del tie-break fiume di giovedì e se il dito di Bouzas Maneiro le permetterà di spingere senza esitazioni; dall'altro, il braccio caldo di Burel e Ferro promette scintille contro chiunque provi a rallentare il gioco.
Io mi godo lo spettacolo delle geometrie sul rosso e le mie impressioni ve le ho lasciate, ma per chi cerca i pronostici veri e propri, con i numeri spaccati al millimetro, il lavoro sporco lo fanno i tipster IA direttamente sulle pagine dei singoli match.

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